Marina Militare

Il progetto di una barca a vela tra oceano e formazione

17 agosto 2020 Gabriele Catapano e Mario De Biase

Per la prima volta in assoluto all'interno della Forza Armata, dalla collaborazione sinergica tra l'Ufficio Progetti dello Stato Maggiore Marina, da sempre punto di riferimento per la definizione preliminare delle Unità combattenti, ed atleti dell'Ufficio Vela/Sport esperti nelle regate c.d. d'altura (anche con equipaggio ridotto o in solitario), nasce il progetto di un'innovativa imbarcazione a vela di tipo Class40 in grado di poter partecipare a differenti tipologie di regate (da quelle oceaniche più sfidanti, a quelle più tecniche di tipo off-shore e in-shore); allo stesso tempo, a meno di interventi minimali di modifica, l'imbarcazione potrà essere opportunamente riconfigurata per svolgere attività formativa–addestrativa a favore del personale della Marina Militare.

Trattasi in generale di un progetto ambizioso, che ha lo scopo di sostituire le tradizionali imbarcazioni a vela della MM ormai giunte al termine del proprio ciclo di vita finalizzato non solo a sviluppare un'Unità con caratteristiche particolarmente performanti per le competizioni sportive ma, grazie soprattutto al supporto costruttivo ed attivo fornito dal personale velico, l'imbarcazione risulterà estremamente sicura ed idonea ad operare anche con equipaggi in formazione meno esperti.

L'aspetto peculiare dell'imbarcazione è sicuramente la possibilità di essere riconfigurata nell'assetto: concepita, infatti, con criteri innovativi e soluzioni progettuali di tipo modulare, l'imbarcazione potrà, a mezzo di interventi tecnici di medio-bassa entità, variare la propria configurazione di piattaforma nel ciclo di vita. Più dettagliatamente, tale barca a vela sarà inizialmente realizzata in configurazione “Race", secondo il Regolamento Class40, in modo tale da esprimere ottime caratteristiche performanti per effettuare regate sportive (di tipo oceanico e off-shore) sia in equipaggio doppio che con al più quattro membri di equipaggio; successivamente potrà essere riconfigurata in un assetto idoneo per partecipare a regate medio-lunghe (di tipo off-shore, in-shore e costal) con un equipaggio di massimo otto membri ovvero per svolgere attività addestrativo-formativa (configurazione denominata “Academy").

Particolare enfasi è stata data allo sviluppo e alla definizione di dettaglio del lay-out della coperta con le relative attrezzature veliche: le principali sistemazioni marinaresche sono state infatti progettate nell'ottica di esaltare alcuni aspetti ritenuti determinanti per l'operatività del mezzo, quali ergonomia, funzionalità e dispendio di energia (quest'ultimo particolarmente delicato, considerati i tempi prolungati di attività in coperta durante le regate oceaniche con la  possibilità di operare anche con equipaggio ridotto); ciascun dettaglio realizzativo è stato attentamente valutato e sviluppato anche in funzione dei criteri di semplicità costruttiva e standardizzazione per ottimizzare le attività manutentive in porto, agevolando gli interventi tecnici in caso di emergenza sia in mare -in occasione di lunghe traversate oceaniche- sia in sosta presso porti non adeguatamente attrezzati per il supporto logistico.

Tra le scelte progettuali più interessanti, si segnala la presenza dei due shelter, laterali rispetto alla tuga centrale, in grado di garantire un riparo dagli agenti atmosferici e dal mare al personale tattico e manovratore attraverso strutture scorrevoli a scomparsa, in corrispondenza dei quali è stata integrata anche la strumentazione di navigazione e soprattutto una seduta, ottimizzata nelle forme e nella disposizione generale, in modo da risultare ergonomica e protettiva.

Anche le due postazioni del timoniere in pozzetto sono state adeguatamente inserite nella coperta in modo tale da realizzare due sedute ergonomiche, leggermente riabbassate con appositi punta-piedi abbattibili e regolabili, in modo tale da favorire la protezione del timoniere durante le lunghe navigazioni oceaniche a velocità sostenuta (in particolar modo in planata, quando si potranno raggiungere velocità anche superiori ai 20 nodi). Da tali postazioni sarà possibile non solo governare le vele poppiere, ma anche avere il controllo dei principali sistemi di supporto alla navigazione.

L'imbarcazione sarà dotata, infine, dei più sofisticati impianti a basso impatto ambientale che assicureranno la massima sostenibilità e autonomia all'imbarcazione: oltre ai noti accumulatori fuell-cell, è previsto un impianto fotovoltaico, basato su pannelli solari integrati sul ponte di coperta, oltre all'idro-generatore, costituito essenzialmente da un piede poppiero immergibile.

In definitiva il programma per la realizzazione di una nuova imbarcazione a vela per la Marina Militare si palesa come una sfida in cui convergono tre aspetti peculiari per la Forza Armata: l'ambizione di raggiungere risultati di rilievo in campo sportivo, la perseveranza nel garantire la tradizionale formazione marinaresca e velica a favore del proprio personale e il know-how tecnico fino ad oggi sviluppato in house nel campo della progettazione navale militare.