Marina Militare

“I sacrifici sono tanti, ma le soddisfazioni uniche perché attraverso questo percorso si diventa dei veri professionisti del mare”

25 settembre 2020 Osvaldo Marchese

Permette al sommergibile di "ascoltare". Durante la navigazione siede alla sua postazione, davanti alla consolle di comando e controllo del sonar, e "origlia" con estrema scrupolosità le profondità del mare. Lui si chiama Gianluca, ha 28 anni ed è un sottocapo ecogoniometrista della Marina Militare. Specialità: sommergibilista. Il suo lavoro è avvincente, la sua professionalità elevata. Grazie ai sommergibili, infatti, la Marina è in grado di esprimere capacità di sorveglianza occulta, acquisizione di dati intelligence e proiezione in teatri lontani. Attività davvero uniche. "Ho realizzato di svolgere un lavoro fuori dal comune – ha spiegato Gianluca – quando sono rientrato per la prima volta dalla licenza: i miei parenti, amici e conoscenti mi chiedevano cosa facessi ed io, parlandogli della mia attività, notavo curiosità e stupore".

Un mondo di cui è impossibile non restarne affascinati: "Il mio lavoro – ci ha raccontato – consiste nel catturare l’impulso del sonar lanciato dal sommergibile e riverberato da una superficie. Secondo il tipo di suono che riceviamo nelle nostre cuffie, siamo in grado di discriminare l’audio. Ciò ci consente durante l’immersione di capire quanti giri compie l’elica di un motore che solca la superficie del mare, da quante pale è composta la stessa elica, e quindi individuare la tipologia d’imbarcazione". E non solo: "Spesso – ha aggiunto Gianluca – sentiamo anche i delfini. Sono attratti dal suono del sonar e tendono ad interagire molto con noi, anche per diverse ore, emettendo un suono simile ad un ‘clap’. La prima volta che ho ascoltato il loro canto è stato a dir poco emozionante". Originario di Roma, ma cresciuto a Ladispopli, la passione di Gianluca per la Marina militare nasce in famiglia: "Mio padre - ha spiegato - durante periodo di leva, ha prestato servizio a La Spezia come motorista navale. I suoi racconti sullo spirito di corpo e la profonda amicizia nata tra colleghi, mi hanno particolarmente colpito. Ho visto le loro foto: ero affascinato dalla divisa bianca che indossavano". Gianluca decide di frequentare il Liceo Classico "Sandro Pertini" a Ladispoli, al termine del quale intraprende la carriera universitaria, seguendo il corso in scienze delle attività motorie e sportive. La svolta però nel 2015. "In quell’anno – ha raccontato – fu bandito il primo concorso VFP1 rivolto alle componenti specialistiche. Tra le varie specializzazioni c’era quella dei sommergibilisti. Era un mondo a me ignoto, eppure documentandomi ne fui subito rapito".

La selezione di Gianluca è dura, ma alla fine ottiene l’idoneità. Comincia un mese di indottrinamento militare presso Mariscuola a Taranto poi viene assegnato al Comando Flottiglia sommergibili per seguire il Tirocinio Basico Sommergibili. Dalla teoria alla pratica passano 11 settimane, al termine delle quali Gianluca inizia un periodo di destinazione a bordo di 9 settimane per mettere in pratica le nozioni acquisite. "Il mio battesimo del mare – ci spiega – è avvenuto a bordo del sottomarino Giuliano Prini. Imbarcare su un sottomarino è stato come essere in un’astronave. Hai l’opportunità di vivere in una dimensione parallela a quella dello spazio, solo che ad essere esplorate sono le profondità degli abissi". Da quel momento Gianluca ha iniziato un percorso di crescita professionale che gli ha consentito di superare nel 2017 il concorso VFP4 e ottenere l’ambita categoria di ecogoniometrista, riuscendo nel contempo anche a terminare il suo percorso universitario. Gianluca, sposato e da poco anche papà, presta servizio a bordo del sottomarino Gianfranco Gazzana Priaroggia, seconda delle unità costituenti la classe Sauro 4^ serie. "Chiunque abbia voglia di intraprendere una carriera altamente professionalizzante – ha concluso – consiglio di inseguire la strada del sommergibilista. I sacrifici sono tanti certo, ma le soddisfazioni uniche perché attraverso questo percorso si diventa dei veri e propri marinai degli abissi".

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