Marina Militare

I rappresentanti delle marine aderenti hanno avuto l'occasione di condividere le proprie considerazioni e commentare i risultati ottenuti nell'ambito della comunità

5 ottobre 2020 Davide Da Pozzo

Il 30 settembre e il 1 ottobre, la Marina ha riunito i membri della comunità V-RMTC “5+5" NET nella 15^ riunione annuale, organizzata e condotta dal 3° Reparto Pianificazione e Politica Marittima. L'attività è stata sviluppata per la prima volta in modalità “virtuale", con i partecipanti collegati in videoconferenza. Nonostante l'impossibilità di incontrarsi in presenza, i rappresentanti delle marine di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Portogallo, Spagna e Tunisia hanno avuto l'occasione di condividere le proprie considerazioni e commentare i risultati ottenuti nell'ambito della comunità in termini di conoscenza dell'ambiente operativo e supporto all'azione sul mare. Nell'ambito del virtual meeting si è anche tenuto un webinar a cura di specialisti del 7^ Reparto NAVI sul progetto “Flotta Verde", iniziativa concreta della Marina per la tutela dell'ambiente marino e, in particolare, per la riduzione delle emissioni inquinanti delle Navi.
La denominazione “Virtual-Regional Maritime Traffic Center" (V-RMTC) identifica un modello di "rete virtuale", che individua delle "comunità" di marine collegandone le centrali operative e consentendo lo scambio volontario di dati e informazioni relative al traffico commerciale marittimo. Il modello impiega un software, sviluppato dalla Marina, che consente di condividere con gli altri aderenti alla comunità, attraverso Internet, informazioni relative al traffico mercantile, rappresentate in tempo reale su un'interfaccia grafica tipo mappa. Il software esamina inoltre i dati inseriti, attraverso degli speciali algoritmi in grado di rilevare ed evidenziare eventuali anomalie nel comportamento delle tracce che agevolano il lavoro di analisi nelle centrali operative.
Tale modello, sviluppato dal 2006, si è rivelato un'intuizione vincente che ha trovato vasta applicazione, definendo distinte comunità di diversa estensione (da sub-regionale a globale) che coinvolgono, in totale, oltre 40 marine. Nel caso specifico, si è trattato dell'annuale riunione di rappresentanti della “V-RMTC 5+5 NET", maturata nell'ambito dell' “Iniziativa 5+5 Difesa", progetto complementare al processo di Barcellona tra i paesi del Mediterraneo centro-occidentale (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna + Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Tunisia). L'insieme dei contributi scambiati sulla rete “V-RMTC 5+5 NET" rappresenta un beneficio per tutti gli aderenti, che possono disporre di una più vasta gamma di informazioni a vantaggio della consapevolezza di ciò che avviene nel dominio marittimo e della conseguente capacità d'intervento. Tale consapevolezza supporta l'azione degli Stati membri sul mare, sostiene la sicurezza sul mare, agevola l'interoperabilità dei rispettivi strumenti aeronavali e promuove la rilevanza della dimensione marittima nell'intera Iniziativa “5+5", nel cui ambito si realizza anche un'esercitazione denominata Seaborder, ospitata a turno da una delle dieci marine aderenti, che negli anni ha sviluppato temi addestrativi a complessità crescente in modo da consentire alle marine partecipanti di cooperare efficacemente per fronteggiare le principali sfide alla sicurezza marittima.
Riguardo al progetto “Flotta Verde", la Marina Militare persegue gli obiettivi di tutela ambientale attraverso tre differenti strategie:
·         adozione di un combustibile sintetico di origine rinnovabile;
·         sviluppo e utilizzo di tecnologie innovative di eco-design;
·         riduzione complessiva dei consumi energetici delle unità navali, attraverso l' adozione di procedure operative di energy saving.
In particolare, la Marina è stata la prima in Europa (e l'unica al momento) a qualificare operativamente un combustibile green, perfettamente compatibile con gli impianti di propulsione e generazione di bordo, che contiene fino al 50% di quota sintetica di origine rinnovabile. L'impiego di tale combustibile consente di ridurre significativamente le emissioni inquinanti in atmosfera, e, al contempo, di incrementare la cosiddetta sicurezza energetica nazionale, limitando la dipendenza dal petrolio e dagli altri combustibili fossili.​