Marina Militare

160 anni fa Cavour, Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro della Marina, presentò un regolamento per dare un ordinamento unitario ai Corpi Sanitari delle flotte pre-unitarie

1 aprile 2021 Marco Gasparri

Da 160 anni le donne e gli uomini del Corpo Sanitario della Marina Militare prestano la loro opera a bordo delle unità navali e nei servizi sanitari a terra per preservare la salute degli equipaggi. Sono medici, infermieri, farmacisti, odontoiatri, psicologi, biologi, veterinari e tecnici sanitari che quotidianamente contribuiscono al raggiungimento della mission, mantenere in efficienza il sistema d’arma più importante della Forza Armata, il personale.

Dalle visite mediche di selezione, ai controlli periodici dell’idoneità, dalle attività di prevenzione a quelle di diagnosi e cura, senza nulla togliere al ruolo sempre più decisivo che la tecnologia rappresenta nel contesto medico-scientifico attuale, sono i professionisti della salute ad essere il fulcro dello strumento sanitario della Marina, il cui certificato di nascita dev’essere identificato con il regolamento che, il 1° aprile 1861, Cavour, presidente del Consiglio dei Ministri e ministro della Marina, presentò a sua maestà il Re per dare un ordinamento unitario ai Corpi Sanitari delle flotte del Regno di Sardegna, del Regno delle Due Sicilie, del Regno Pontificio e del Gran Ducato di Toscana.

Da allora la storia del Corpo Sanitario della Marina Militare si è progressivamente arricchita degli esempi di molti valorosissimi professionisti che hanno contribuito in maniera determinante oltre che a delineare la struttura della sanità come la conosciamo oggi ma soprattutto a dare lustro e prestigio all’istituzione e alla Nazione. Non possiamo non ricordare, in questa occasione, Raffaele Paolucci, Bruno Falcomatà e Giulio Venticinque le cui eroiche imprese sono da sempre fonte di ispirazione e faro per i più giovani.

Negli ultimi anni è continuato in maniera intensa l’apporto professionale che, al di là delle routinarie attività di istituto volte a garantire il supporto alle attività operative e addestrative della Marina, hanno visto protagonista il Corpo Sanitario militare marittimo; dal supporto sanitario a seguito del naufragio di nave Concordia del 2012 alle instancabili attività dell’operazione Mare Nostrum che in 376 giorni di attività ha fornito assistenza ad oltre 155 mila migranti. Dal progetto "Un mare di sorrisi" svolto in collaborazione con i medici volontari della fondazione Operation Smile Italia Onlus ai trattamenti di ossigeno terapia iperbarica che il centro ospedaliero di Taranto assicura dal 2014 alla popolazione civile pugliese, senza dimenticare l’impegno che vede tutti coinvolti nel supporto alle sanità regionali per il contrasto alla pandemia COVID-19 che da un anno ha radicalmente cambiato le nostre vite.

In tutte queste attività e dietro le statistiche si trovano i nomi di tantissimi operatori, tutti accomunati dal desiderio di poter servire il Paese al meglio delle proprie possibilità, dimostrando in ogni occasione grandissima dedizione, senso del dovere e deontologico.