Il ​2021 è stato anche per la Marina un anno complesso, per gli effetti combinati indotti dalla pandemia, dalla pressione degli impegni operativi e dal sottodimensionamento degli organici rispetto alle reali esigenze. Possiamo dire con orgoglio che siamo stati in grado di superare gli ostacoli e le sfide che il difficile scenario ci ha posto davanti e lo abbiamo fatto grazie allo spirito di sacrificio, al senso del dovere e alla passione che legano tutti i Marinai alla Forza Armata.

L’esempio più paradigmatico è dato dai Marinai imbarcati sulle Unità impegnate in attività, che sono rimasti nella “bolla COVID” anche per diversi mesi  continuativi, isolati dalle proprie famiglie, senza poter avere contatti fisici esterni alla propria Nave per assicurare la massima sicurezza dell’equipaggio e preservare la prontezza operativa nell’assolvimento della missione assegnata.

Ammiraglio di Squadra Enrico CredendinAbbiamo affrontato questa sfida spinti dalla consapevolezza che la Marina ha la responsabilità di assicurare la difesa e sicurezza sul mare e dal mare, un teatro cruciale nell’ambito della competizione strategica, soprattutto per Paesi a forte vocazione marittima come l’Italia, dove benessere, prosperità e sicurezza sono indissolubilmente legati al mare. Basti pensare che sul fondo del mare si sviluppano tra le più importanti infrastrutture per il trasporto di energia e informazioni, che il nostro Paese importa via mare gran parte del suo fabbisogno di materie prime e risorse energetiche e vi esporta oltre il 50% dei prodotti finiti.  L’attuale situazione di crisi e instabilità internazionale rende evidente come l’Italia si trovi al centro di uno scenario dove incide una moltitudine di potenziali fattori escalatori, risultando particolarmente esposta e vulnerabile rispetto agli effetti di una crisi che coinvolga il mare. È dunque essenziale che la Marina Militare contribuisca in maniera preminente a produrre un’azione mirata, flessibile, resiliente e soprattutto efficace nel continuum tra prevenzione, competizione, crisi e conflitto, per mantenere adeguata iniziativa rispetto agli attori, statuali e non, che nel Mediterraneo “allargato” perseguono, anche in maniera assertiva, i propri esclusivi interessi, spesso in contrasto con gli orientamenti della comunità internazionale. In risposta a queste sfide, è stato fondamentale il ruolo del Governo e del Parlamento nel dare profondità e stabilità agli investimenti nella Difesa e nell'avviare il percorso di adeguamento organico del personale.

Le Marinaie e i Marinai sono i protagonisti di questo Rapporto e i numeri e le statistiche del 2021, a partire da quelli relativi all’attività svolta, testimoniano il grande potenziale che la Marina ha espresso e può esprimere grazie alla qualità delle sue persone. Questo costituisce motivo di orgoglio, ma anche un grande stimolo a proseguire tenacemente sul percorso di adeguamento delle consistenze organiche e di ammodernamento dello Strumento Marittimo, delle infrastrutture e dei servizi a supporto del personale, oggi più che mai al centro dell’attenzione del Vertice.

   

 

Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare
Ammiraglio di squadra Enrico Credendino


 

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