Unità Supporto Logistico (LSS)

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L’Unità è stata realizzata grazie al piano straordinario per il rinnovamento della flotta del 2013, intesa ad adeguare le capacità della componente marittima della Difesa per la tutela degli interessi nazionali. Detta legge ha, altresì, consentito la costruzione della Landing Helicopter Dock TRIESTE e di sette Pattugliatori Polivalenti d'Altura.

Suo predecessore è lo yatch reale “Savoia”, del 1883. Già incrociatore ausiliario di 2^ classe e nave ammiraglia, all’inizio del ‘900 fu trasformato in nave-officina, col nome Vulcano e inquadrato nella Squadra Navale del Mediterraneo. Tra i marinai famosi imbarcati sul Vulcano, il Capitano del Genio Navale Raffaele Rossetti, Medaglia d’Oro per aver affondato, il 31 ottobre 1918, col Tenente medico Raffaele Paolucci, la corazzata austriaca Viribus Unitis, nel porto di Pola.

Il Vulcano è stato varato il 22 giugno 2018, prendendo il nome da una delle isole dell’arcipelago delle Eolie. Le sue peculiarità tecnico-operative ne ispirano l’emblema: il Dio Vulcano, dio del fuoco; nella mitologia romana, il fabbro degli Dei, per i quali forgiava le armature.

Rifornitrice “all inclusive”, il Vulcano garantisce un importante incremento capacitivo per la Nazione. Pensata per operare in un poliedrico spettro di missioni, è in grado di sostenere – con soluzioni modulari – le nostre Unità e quelle delle Marine alleate, nonché di assolvere a compiti di natura duale e sistemica, in chiave multinazionale, interministeriale e inter-agenzia.

La Nave può rifornire combustibili, lubrificanti, munizioni, pezzi di ricambio, viveri, acqua e quei materiali funzionali alla condotta di operazioni sia militari sia di assistenza umanitaria. Inoltre, è in grado di effettuare attività manutentiva e di supporto sanitario, grazie a un’officina polifunzionale e a un ospedale di tipo NATO Role 2 Basic Alfloat, comprendentedue sale chirurgiche, terapia intensiva, trattamento ustionati, gabinetto dentistico e altro.

Nave Vulcano è dotata di doppio scafo ed è conforme alle convenzioni internazionali per la salvaguardia dell’ambiente, tra cui la Convenzione MARPOL e la più recente convenzione di Hong Kong.

La Nave è stata realizzata dalla Fincantieri, in due blocchi principali: uno poppiero – costruito presso il Cantiere di Riva Trigoso – e uno prodiero, prodotto a Castellammare di Stabia. Un ulteriore anello centrale – di circa 11 m e anch’esso realizzato presso il Cantiere di Riva Trigoso – è stato aggiunto, incrementando le capacità alloggiative e di “carico pagante”.

Lunga poco meno di 200 m, larga 27 m, disloca oltre 27 mila tonnellate, circa 70 metri in più e il triplo di dislocamento rispetto alle rifornitrici della classe “Stromboli”, di cui è la naturale sostituta. A pieno carico, pesca 8 metri e mezzo. A fronte delle importanti dimensioni, conta un equipaggio di sole 164 persone, adottando elevati standard tecnologici e una spinta automazione.

Il Vulcano è concepito per restare in mare almeno 30 giorni e per garantire la presenza in teatro operativo per oltre quattro mesi.

Trasporta oltre 9000 mc di gasolio (pari a oltre 300 autobotti), quasi 4500 mc di combustibile AVIO, poco meno di 900 mc di acqua dolce – servono 65 giorni per riempirli con la portata del rubinetto di casa – e circa 40 tonnellate di razioni alimentari.

Tra le peculiarità principale, Nave Vulcano consta di 4 stazioni di rifornimento, 2 stazioni per il trasferimento di carichi pesanti, 1 deposito fusti olio combustibile e 2 GRU da 30 tonnellate di cui una off-shore. La funzione di supporto logistico verso terzi è garantita dagli oltre 1000 mq destinati allo stoccaggio di materiali. In particolare, l’Unità dispone di una vasta capacità di conservazione degli alimenti con oltre 200 mq di celle frigo, una cucina a standard industriali che consente il confezionamento di oltre 500 pasti al giorno.

Dotata di un ponte di volo di superficie superiore a due campi da tennis e di un hangar contraddistinto dal portellone più grande presente in Marina, la Nave può ospitare e consentire la manutenzione di due elicotteri medio/pesanti, come per esempio gli EH101.

Nave Vulcano ha la possibilità di impiegare, per il trasporto di materiale e personale, diverse tipologie di imbarcazioni, avendo a bordo due gommoni a chiglia rigida di 7 m e due tender hateche.

L’unità può contare anche su un moderno sistema di combattimento, il c.d. Combat Management System (CMS), di IV generazione. Esso, attraverso una complessa architettura, consente di convogliare e valorizzare i segnali digitali di tutti i sensori di bordo e dei sistemi d’arma su workstation dedicate offrendo la massima flessibilità d’impiego a seconda della missione da assolvere. La Nave dispone di un radar di scoperta tridimensionale; per la propria difesa, conta su due mitragliere “remotizzate” da 25 millimetri ed è predisposta per imbarcare un cannone da 76mm. Contrasta la minaccia subacquea con sistemi a scafo di nuova, in grado di svolgere attività di scoperta, detenzione e misura accurata dei dati cinematici degli oggetti presenti nell’area intorno alla Nave.

Oltre al CMS che garantisce un’interfaccia uomo-macchina evoluta, l’Unità dispone di un Communication System (CoS), aggiornato allo stato dell’arte della tecnologia, rispondente ai requisiti di connettività convenzionale ed a banda larga, voce e dati, interna ed esterna di una moderna nave sede di un “Comando Complesso”.  Naturalmente, assieme alla suddetta connettività, è garantita l’appropriata postura di sicurezza e di protezione dalle minacce nel dominio Cyber .

La Nave è spinta da un sistema di propulsione ibrido – in gergo definito COmbined Diesel eLectric And Diesel –costituito da due motori diesel della ditta tedesca MAN e due motori elettrici dell’italiana Magneti Marelli. Grazie all’utilizzo combinato, il Vulcano supera i 20 nodi di velocità. La manovra è coadiuvata da due thruster trasversali, uno prodiero e uno poppiero.
Quattro diesel generatori – anch’essi della MAN – garantiscono la produzione di oltre 8 megawatt di energia elettrica.

La capacità di controllo del danno è garantita da moderni impianti antincendio e di esaurimento. In particolare, l’Unità è provvista di un impianto water mist ad alta pressione: esso è la più recente evoluzione a bordo di unità navali e sul Vulcano serve oltre il 90% dei locali.

Inoltre, il Vulcano è dotato della c.d. “cittadella” per cui la Nave può essere resa impenetrabile dagli agenti esterni, consentendole di operare in zone con minaccia Chimica Biologica Radiologica Nucleare (CBRN).

Il Vulcano ha effettuato la prima uscita il 5 dicembre 2019 e da allora, ha svolto oltre venti sea trial in mare, risultando pronta per far parte della Squadra Navale.