Sezione Sommergibili oceanici
Classe Marcello
Veniero (2°)




Cantiere: C.R.D.A. Monfalcone, (Trieste)
Impostazione: 23.01.1937
Varo: 14.02.1938
In servizio: 06.06.1938
Affondato: 07.06.1942
Radiazione: 18.10.1946
Dislocamento: in superficie: 1059,00 t
in immersione: 1.312,00 t
Dimensioni: Lunghezza: 73,00 m
Larghezza: 7,20 m
Immersione: 5,09 m
Apparato motore:

di superficie 2 motori Diesel C.R.D.A.
Potenza 3.200 cv (2.355 kW)
subacqueo 2 motori elettrici di propulsione C.R.D.A.
Potenza 1.100 cv (809,6 kW)
2 eliche

Velocità: max in superficie: 17,0 nodi
max in immersione: 8 nodi
Autonomia: in superficie 2.825 miglia a 17 nodi (in sovraccarico) - 9.670 miglia a 8 nodi (in sovraccarico)
in immersione 8 miglia a 8 nodi - 110 miglia a 3 nodi
Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa)
2 cannoni da 100/47 mm, 300 proiettili
2 mitragliere singole da 13,2 mm, 3.000 proiettili
Profondità di sicurezza: 100 m
Equipaggio: 7 ufficiali, 50 tra sottufficiali e marinai

Il battello apparteneva alla classe "Marcello".
Dopo alcune missioni compiute in Mediterraneo, il 2 luglio 1940 l'unità, al comando del capitano di corvetta Folco Buonamici, salpò dalla Spezia e nella notte tra il 7 e l'8 luglio attraversò lo Stretto di Gibilterra. Nella notte tra il 27 ed il 28 luglio ripassò lo stretto in immersione, non avendo avuto occasione di attaccare naviglio mercantile in Atlantico, e rientrò alla base. Non appena fu approntata la base atlantica, il Veniero, al comando del capitano di corvetta Manlio Petroni, partì dalla Spezia, attraversò il 3 ottobre lo stretto e si trasferì a Bordeaux.
Durante la sua prima missione atlantica, il 13 dicembre 1940, al largo della Scozia, attaccò con siluro ed affondò il piroscafo greco Anastassia, di 2.833 tsl.
Il 23 marzo 1941, in navigazione di rientro alla base e nonostante avesse una grave avaria ad un Diesel, attaccò ed affondò la nave da carico britannica Agnete Maersk di 2.014 tsl. In altra missione, compiuta al largo di Capo San Vincenzo, attaccò, il 30 maggio, un cacciatorpediniere britannico, con esito incerto. Attaccato a sua volta e fatto oggetto del lancio di oltre 30 bombe di profondità, riuscì ad allontanarsi.
Il 16 giugno attaccò una petroliera da 3.500 tsl ed il piroscafo britannico Ariosto da 7.300 tsl, facenti parte di un convoglio fortemente scortato; sottoposto a caccia, il Veniero riuscì a sganciarsi senza aver potuto accertare l'esito degli attacchi. Il 12 agosto 1941 ripassò lo stretto e, sebbene sottoposto ad azione aerea nemica rientrò incolume in Italia.
Impiegato nuovamente in missioni nel Mediterraneo, nel dicembre 1941 effettuò una missione di trasporto materiali a Bardia, e si presentò all'imboccatura del porto quando già la base era caduta in mani nemiche riuscendo comunque a ritirarsi e a rientrare alla base.
La sera del 17 maggio 1942 l'unità, al comando del capitano di corvetta Elio Zappetta, lasciò Cagliari per portarsi ad operare in una zona d'agguato a sud delle Baleari. Alle ore 16.45 del 29 maggio lanciò il segnale di scoperta di un convoglio; dopo di allora non si ebbe più alcuna sua notizia.
È ipotizzabile che la sua scomparsa sia avvenuta in una data compresa tra il 29 maggio e il 23 giugno 1942 (quasi certamente il 7 giugno), in una zona imprecisata del Mediterraneo occidentale, a sud della congiungente Maiorca-Sardegna, ad opera di aerei nemici. Con l'unità scomparvero anche i 58 membri dell'equipaggio.
Il Veniero aveva compiuto 7 missioni offensive in Mediterraneo, 4 in Atlantico, 2 operative di trasferimento tra porti nazionali ed una di trasporto materiale bellico.