Sezione Sommergibili Ocenici
Classe Brin
Galvani (2°)




Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 03.12.1936
Varo: 22.05.1938
In servizio: 29.07.1938
Affondato: 24.06.1940
Radiazione: 18.10.1946
Dislocamento: in superficie: 1.016,92 t
in immersione: 1.265,77 t
Dimensioni: Lunghezza: 72,47 m
Larghezza: 6,80 m
Immersione: 4,20 m
Apparato motore:

di superficie:
2 motori Diesel Tosi
Potenza 3.400 hp (2.502 kW)
subacqueo:
2 motori elettrici di propulsione Ansaldo
Potenza 1.300 hp (956 kW)
2 eliche

Velocità: max in superficie: 17,37 nodi
max in immersione: 8,62 nodi
Autonomia:

in superficie 
1.580 miglia a 17 nodi - 5.662 miglia a 8 nodi (in carico normale) 2.861 miglia a 17 nodi - 9.753 miglia a 8 nodi (sovraccarico)
in immersione 
9 miglia a 8,5 nodi - 90 miglia a 4 nodi

Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa) 
1 cannone da 100/43 mm, 230 proiettili
2 mitragliere binate da 13,2 mm, 6.000 proiettili
Profondità di sicurezza: 100 m
Equipaggio: 7 ufficiali, 47 tra sottufficiali e marinai

L'unità apparteneva alla classe "Brin".
AI comando del capitano di corvetta Renato Spano, il Galvani salpò da Massaua il 10 giugno, diretto nella zona di agguato assegnatagli all'imboccatura del Golfo di Oman, nella quale il battello giunse la sera del 23.
Nel frattempo i Britannici avevano catturato il Galilei ed avevano rinvenuto l'ordine delle operazioni, nel quale era chiaramente indicata la data di arrivo e la zona in cui il Galvani doveva operare; in quella zona vennero dislocati il cacciatorpediniere Kimberly e la corvetta Falmouth. Questa ultima, alle ore 23.08 avvistò il sommergibile ad una distanza di appena 550 metri ed immediatamente aprì il fuoco, colpendolo a poppa.
Immersosi immediatamente, col sacrificio ammirevole del secondo capo silurista Pietro Venuti che, per evitare l'allagamento totale del battello, si chiuse stoicamente nel locale squarciato bloccando su di sé la porta stagna, fu sottoposto ad un violento lancio di bombe il cui scoppio danneggiò irrimediabilmente il battello che fu costretto ad emergere per tentare un'estrema difesa con le armi di bordo. Ma nessuna reazione fu possibile porre in atto poiché la manovra di emersione riuscì solo parzialmente; dopo pochi minuti il Galvani affondò definitivamente, trascinando nei gorghi 26 uomini dell'equipaggio; 31 furono i superstiti, tra i quali anche il comandante Spano, che furono recuperati dalla corvetta britannica.