Reggiane RE 2000 catapultabile
Velivolo da caccia, monoplano ad ala bassa a sbalzo, monomotore,
monoposto a struttura interamente metallica



 


 


Costruttore::

Officine Meccaniche Italiane Reggiane S.A.
progettista: Roberto Longhi e Antonio Alessio
pilota collaudatore: Mario De Bernardi
primo volo prototipo: MM. 408 il 24 maggio 1939
località: Reggio Emilia
esemplari prodotti: 25 ( di cui 4 esemplari di I serie trasformati in “Grande Autonomia” e 8 catapultabili) + 1 prototipo

Peso:

a vuoto: kg. 2200
a carico massimo: kg. 2970

Dimensioni:

apertura alare: m. 11,00
lunghezza totale: m. 3,20
altezza totale: m. 3,20
superficie alare: mq. 20,40

Apparato motore:

Piaggio P.XI bis
potenza: cv. 1.000 al decollo

Velocità:

massima: km/h. 520 a 5.300 m.
minima: km/h. 125
tempo di salita: 4'50’’ a 4.000 m.
tangenza massima: m. 10.000

Autonomia:

km 1290

Armamento:

2 mitragliatrici da 12,7 mm

Equipaggio:

1componente

Capostipite della famiglia dei caccia Reggiane il RE 2000 risentiva dell’esperienza maturata negli USA di Roberto Longhi, riprendendo, sia sotto l’aspetto formale che in quello dei dati geometrici, il pari classe Republic P.35. Il ritardo con cui il velivolo si presentava rispetto ai concorrenti, l’adozione dell’ala stagna, e il precario funzionamento del motore Piaggio P.XI limitarono l’impiego nella Regia Aeronautica alla 74.a e successivamente alla 377.a squadriglia, entrambe operanti sugli aeroporti siciliani con compiti di scorta convogli, intercettazione e incursioni sull’isola di Malta. Successivamente con la versione “Grande Autonomia” G.A. si volle ulteriormente incrementare il già notevole raggio d’azione del velivolo.
La versione “Catapultabile” nacque con l’intento di fornire incrociatori e navi da battaglia di un materiale di volo più moderno degli ormai obsoleti Ro.43. Dopo una serie di collaudi sul “Miraglia” i RE 2000 vennero assegnati alle navi da battaglia: 2 al “Roma”, 2 al “Vittorio Veneto”, uno al “Littorio” (dopo il 25 luglio 1943 “Italia”). Alla data dell’Armistizio la I Squadra aveva in carico 2 RE 2000, alla partenza da La Spezia per Malta i velivoli vennero lasciati a terra, mentre controversa è la sorte spettata al 2000 dell’”Italia”. Dato l’ormai sfavorevole andamento delle vicende belliche non ebbero impiego operativo.
Le modalità di imbarco del velivolo erano le seguenti: una volta catapultato e compiuta la missione l’aereo faceva ritorno ad una base terrestre, quindi caricato su una bettolina veniva trasportato sotto bordo nave, su cui veniva caricato e posto nuovamente sulla catapulta a mezzo gru.