Sezione Sommergibili di media crociera
Classe Console Generale Liuzzi
Alpino Bagnolini (1°)




Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 15.12.1938
Varo: 28.10.1939
In servizio: 22.12.1939
Catturato dai tedeschi: 08.09.1943 (rinominato U.IT. 22)
Affondato: 11.02.1944
Radiazione: 27.02.1947
Dislocamento: in superficie: 1.166,47 t
in immersione: 1.484,20 t
Dimensioni: Lunghezza: 70,51 m
Larghezza: 6,87 m
Immersione: 4,40 m
Apparato motore: di superficie
2 motori Diesel Tosi
Potenza 3.420 hp (2.517 kW)
subacqueo
2 motori elettrici di propulsione Ansaldo
Potenza 1.250 hp (920 kW)
2 eliche
Velocità: max in superficie: 17,8 nodi
max in immersione: 8,6 nodi
Autonomia:

in superficie
1.617 miglia a 17,8 nodi - 6.409 miglia a 8 nodi (in carico normale)
3.401 miglia a 17,8 nodi - 13.204 miglia a 8 nodi (sovraccarico)
in immersione
9 miglia a 8,6 nodi - 111 miglia a 4 nodi

Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa)
1 cannone da 100/47 mm, 290 proiettili
2 mitragliere binate da 13,2 mm, 12.000 proiettili
Profondità di sicurezza: 100 m
Equipaggio: 7 ufficiali, 50 tra sottufficiali e marinai

L'unità apparteneva alla classe "Liuzzi".
Entrò in azione, nel secondo conflitto mondiale, al comando del capitano di corvetta Franco Tosoni Pittoni, già dal primo giorno di guerra, portandosi in agguato offensivo a circa 50 miglia a sudest di Gaudo dove, alle ore 00.50 del 12 giugno, avvistò due incrociatori britannici tipo "Caledon", naviganti in linea di fila, preceduti da alcuni cacciatorpediniere. Attaccò il primo incrociatore della fila ed alle ore 00.58 lanciò un primo siluro: l'arma colpì l'unità che risultò poi essere l'incrociatore Calipso, di 4.180 t, tra il fumaiolo e la plancia, provocandone l'affondamento. Il Bagnolini si disimpegnò in immersione. Dopo un'altra missione in Mediterraneo, l'unità fu destinata alla base atlantica di Betasom; il 9 settembre salpò da Trapani e, forzato lo Stretto di Gibilterra in immersione, si portò al largo di Oporto, dove rimase 12 giorni in agguato e affondò col siluro, il giorno 18, il piroscafo britannico Cabo Tartosa da 3.302 tsl.
Durante questo periodo avvistò otto piroscafi neutrali e fu attaccato di giorno ed in superficie, da un aereo tipo "Sunderland" a bassa quota che, probabilmente colpito dal fuoco delle mitragliere di bordo, fu costretto ad allontanarsi.
Il 30 settembre giunse a Bordeaux. Nell'ottobre diede inizio alla sua prima missione interamente atlantica interrotta il giorno 28 per gravi avarie ai motori elettrici di propulsione che lo costrinsero a rientrare alla base, dove giunse il 15 novembre.
L'8 dicembre salpò da Bordeaux e si portò ad operare nelle acque a ponente dell'Irlanda dove il 19 affondò col siluro il piroscafo britannico Amicus di 3.660 t.
Il 1° gennaio 1941 si disimpegnò da un aereo con rapida immersione, ma fu oggetto di caccia da parte di una unità di superficie, richiamata in zona dall'aereo, e subì gravi danni alla batteria degli accumulatori, a macchinari e impianti, con infiltrazioni di acqua; costretto ad emergere e ad ingaggiare un duello d'artiglieria con l'unità antisom, che risultò essere il trawler OG 68, non subì ulteriori danni. L'azione si concluse con il probabile danneggiamento della nave pattugliaNorthern Pride da 1.500 tsl.
Al comando del capitano di corvetta Giulio Chialamberto, dopo un periodo di lavori riprese il mare, il 10 luglio 1941, per un'azione di attacco ai convogli nelle acque a ponente dello Stretto di Gibilterra, in collaborazione con altri otto battelli.
Al tramonto del 23 luglio il Bagnolni avvistò un convoglio e, portatosi al suo interno, silurò una petroliera di 8.500 t ed un piroscafo da carico di 5.000 t: entrambi, benché sicuramente colpiti, riuscirono a proseguire la navigazione.
Al comando del capitano di corvetta Mario Tei, durante una missione al largo delle coste brasiliane, nella notte tra il 27 ed il 28 maggio 1942, lanciò quattro siluri contro una petroliera di circa 11.000 t, danneggiandola.
Nella missione dal 14 febbraio al 13 aprile 1943 l'unità, al comando del tenente di vascello Angelo Amendolia, si portò ad operare nelle acque brasiliane, al largo di Bahia, senza conseguire affondamenti e venendo più volte sottoposta ad azioni offensive aeree. Al rientro a Bordeaux fu sottoposta ad un turno di lavori e alla fine del mese di luglio fu trasformata in unità da trasporto per materiali strategici da e per l'Estremo Oriente.
All'atto dell'armistizio, l'unita, ancora a Bordeaux, venne catturata dai Tedeschi e denominata U.IT. 22. Salpato, con equipaggio misto italo-tedesco verso Singapore sarà affondato da azione aerea, al largo del Capo di Buona Speranza il 11 Marzo 1944.