Sezione Sommergibili di media crociera
Classe Console Generale Liuzzi
Capitano Tarantini




Cantiere: Tosi, Taranto
Impostazione: 05.04.1939
Varo: 07.01.1940
In servizio: 16.03.1940
Affondato: 15.12.1940
Radiazione: 18.10.1946
Dislocamento: in superficie: 1.166,47 t
in immersione: 1.484,20 t
Dimensioni: Lunghezza: 77,05 m
Larghezza: 6,98 m
Immersione: 4,55 m
Apparato motore: di superficie
2 motori Diesel Tosi
Potenza 3.420 hp (2.517 kW)
subacqueo
2 motori elettrici di propulsione Ansaldo
Potenza 1.250 hp (920 kW)
2 eliche
Velocità: max in superficie: 17,8 nodi
max in immersione: 8,6 nodi
Autonomia:

in superficie
1.617 miglia a 17,8 nodi - 6.409 miglia a 8 nodi (in carico normale)
3.401 miglia a 17,8 nodi - 13.204 miglia a 8 nodi (sovraccarico)
in immersione
9 miglia a 8,6 nodi - 111 miglia a 4 nodi

Armamento: 4 tls AV da 533 mm
4 tls AD da 533 mm
12 siluri da 533 mm (6 a prora e 6 a poppa)
1 cannone da 100/47 mm, 290 proiettili
2 mitragliere binate da 13,2 mm, 12.000 proiettili
Profondità di sicurezza: 100 m
Equipaggio: 7 ufficiali, 50 tra sottufficiali e marinai

L'unità apparteneva alla classe "Liuzzi".
All'inizio delle ostilità per l'Italia nella 2ª G.M. (10.6.1940), il Smg. TARANTINI, al comando del C.C. Alberto Iaschi, è già in agguato al largo di Gaudo (Creta). Il giorno 11 giugno lancia contro una grossa petroliera (circa 7.000 t), ma l'attacco fallisce per il mal funzionamento del siluro.
La sua seconda missione, dal 27.6 al 12.7.40, prevede il pattugliamento delle acque di Haifa. Durante il trasferimento, dapprima (giorno 28.6), in acque ioniche, subisce un attacco aereo, senza conseguenze; il giorno dopo, intorno alle ore 04.55 del mattino, mentre naviga in superficie a sud-ovest di Capo Matapan, avvista ed attacca un cacciatorpediniere inglese, probabilmente lo HMS Dainty, il quale, però, riesce ad evitare il siluro e, a sua volta, contrattacca, fortunatamente senza successo. Verso la fine della missione, alle 23 circa dell'11 luglio, lancia contro un piroscafo in uscita dal porto di Haifa, ma fallisce il bersaglio. Allora lo attacca a cannonate, lo immobilizza e, dopo aver fatto mettere in salvo l'equipaggio, lo affonda con un secondo siluro. Si tratta del piroscafo Beme di 3.040 t, panamense ma al servizio degli inglesi. Dopo di che, rientra a Taranto.
Dopo due successive missioni in Mediterraneo, senza successi il battello viene destinato a BETASOM per operare in Atlantico. Cosi, il 31 agosto 1940 parte da Trapani con destinazione Bordeaux. Il 10 settembre attraversa lo stretto di Gibilterra, parte in immersione e parte in superficie, e quindi si porta in agguato a nord delle Azzorre, dove rimane, infruttuosamente, fino al 29 settembre. Quindi dirige per Bordeaux, dove giunge il 5 ottobre.
L'11 novembre 1940 il TARANTINI lascia Bordeaux per la sua prima missione atlantica: pattugliamento, dal 18 novembre all'8 dicembre, a nord-ovest dell'Irlanda. In questa stagione l'oceano è un altro nemico e vuole le sue vittime: non appena in mare aperto, all'uscita della Gironda, un colpo di mare eccezionale provoca il ferimento grave dell'uff.le in 2ª, che restera inabile per tutta la missione; qualche giorno dopo, il 5 dicembre, un'onda anomala strappa dalla plancia il 2°C° Nocchiere Sergio CIOTTI che, malgrado lunghe ricerche, non sara ritrovato.
Durante l'agguato, il giorno 2 dicembre, avvistato un grosso convoglio, il battello manovra per portarsi al lancio ma viene scoperto dalla scorta e sottoposto ad un bombardamento di circa 24 ore. Si registra lo scoppio di ben 106 bombe di profondità, fortunatamente senza danni gravi. Ad un secondo attacco, di circa 12 ore, il TARANTINI scampa il giorno 5 dicembre.
Il 9 dicembre il battello inizia la navigazione di rientro. Il giorno 15 è già in vista dell'estuario della Gironda, da risalire fino a Bordeaux, ed è già sotto la scorta delle unità tedesche -inviate, come al solito, a proteggere il rientro dei sommergibili - quando, alle ore 10.17, viene silurato dal sommergibile inglese THUNDERBOLT e affonda quasi subito. Si salvano soltanto cinque persone: l'Uff.le in 2ª, T.V. Attilio FRATTURA, e quattro membri dell'equipaggio.