Bollettini di guerra - Azioni navali nel novembre 1915

3 novembre


Tre torpediniere costiere "PN" della 10^ Squadriglia, hanno attaccato a cannonate presso punta Sdobba (foce dell'Isonzo) naviglio austriaco inteso a svolgere operazioni di dragaggio.

 

3 novembre


DurazzoNella notte, alcune nostre siluranti hanno affondato un grosso piroscafo austriaco ancorato a Durazzo, al riparo delle ostruzioni e della zona minata. Siluranti nemiche, uscite per attaccare, furono contrattaccate dalle nostre e costrette a ritirarsi. Le nostre unità rientrarono incolumi alla loro base. In un terzo attacco, verificatosi un’ ora dopo, furono gettate tre bombe: due di esse non produssero danni ed una, caduta nel cortile del Ricovero di Mendicità, diede fuoco ad alcune cataste di legna ivi riposto.
Tanto in questo, come negli attacchi precedenti, non si ebbero a lamentare danni alle persone.

 

5 novembre


trenoAll’alba, tre cacciatorpediniere nemici apparvero dinanzi a S. Elpidio a Mare, iniziando il bombardamento di quel tratto di costa che non ha alcuna opera militare. Prontamente accorso sul posto, un nostro treno armato entrò in azione con le sue artiglierie, obbligando le unità nemiche a ritirarsi. Due dei cacciatorpediniere furono colpiti ed uno di questi fu visto sbandato allontanarsi aiutato dagli altri. Nessun colpo avversario fu efficace.

 

8 novembre


VelivoloNel pomeriggio di ieri squadriglie di velivoli italiani e francesi effettuarono una ricognizione offensiva sulla costa nemica. Furono, con utile risultato, lanciate bombe sulla stazione di aviazione di Parenzo e su galleggianti di uso militare ancorati nel porto di Cittanuova. Malgrado l’intenso fuoco della difesa antiaerea e il contrattacco da parte di idrovolanti nemici tutti i nostri velivoli sono rientrati incolumi. Idrovolanti nemici gettarono senza alcun risultato varie bombe su nostre siluranti rientrate ugualmente incolumi alla loro base.

 

8 novembre


style=margin:Ieri alle ore 13 presso Capo Carbonara il piroscafo Ancona diretto a New York fu affondato da un grosso sottomarino battente bandiera austriaca. Il piroscafo fu prima cannoneggiato con cento colpi e poi silurato. Dell’equipaggio e passeggeri giunsero qui 142 persone di cui alcune ferite. Esse sono amorevolmente curate in questo ospedale marittimo. Sperasi che altre due scialuppe siasi dirette altrove. Senza alcun preavviso, senza alcun colpo in bianco, senza compiere alcuna delle formalità della visita, il sottomarino incontrato dall’Ancona, nelle circostanze sopraddette, cominciò a cannoneggiare la nave inerme, colpendone senza tregua gli apparecchi radiotelegrafici i fianchi ed il bordo, quando la nave era ferma, le stesse scialuppe sulle quali i passeggeri terrorizzati per l’imminente pericolo cercavano salvezza. Di questi molti furono feriti ed uccisi; taluni essendosi accostati al sottomarino furono respinti con dileggio dall’equipaggio. Fu così che più di 200 persone, fra cui donne e bambini, annegarono. Il Governo del Re crede suo dovere denunciare solennemente queste circostanze a tutti gli Stati; i loro sentimenti di giustizia e di umanità giudicheranno senza dubbio come merita la condotta di un nemico che agisce così patentemente in modo contrario ai principii del diritto delle genti e ad ogni sentimento di civiltà.

 

11 novembre


IncrociatoreL'incrociatore italiano Piemonte (comandato dal capitano di fregata Aurelio Belloni), aggregato alla Squadra anglo-francese del Levante, ha bombardato la base bulgara di Dedeagatch distruggendo due treni militari e causando ingenti danni ai lavori di fortificazione.

 

22 novembre


SanLa Marina inizia le operazioni d’evacuazione, via mare, delle truppe dell’esercito serbo, dei profughi serbi e dei prigionieri austriaci da San Giovanni di Medua, da Durazzo e da Valona a Corfù e a Brindisi. La direzione delle operazioni è assegnata al viceammiraglio Emanuele Cutinelli Rendina, Comandante in capo della 2a Squadra Navale.

 

30 novembre


TorpedinieraNel golfo di Trieste le torpediniere 13 OS (comandante, capitano di corvetta, Giulio Menini) e 16 OS (comandante, tenente di vascello, Giovanni Maliverni) della 9^ squadriglia di Venezia, hanno preso sotto tiro due rimorchiatori con un pontone carico di mine intenti a posare uno sbarramento. Il pontone è stato affondato.