Bollettini di guerra - Azioni navali nel aprile 1917

1 aprile

Il Capo di Stato Maggiore della Marina, vice-ammiraglio Thaon di Revel, in occasione della recente visita di S.M. il Re a Brindisi ed a Taranto, ha rivolto il seguente ordine del giorno al Comando in Capo dell’Armata e al Comando in Capo del dipartimento marittimo di Taranto:S.M. il Re si è degnato manifestarmi la sua soddisfazione per l’ordine osservato nei vari servizi marittimi sulle navi e nelle stazioni aeronautiche recentemente visitate a Brindisi ed a Taranto, nonché per il contegno dei marinai dell’Armata e degli allievi dell’Accademia navale passati in rivista. L’augusto compiacimento del nostro Comandante Supremo, che io sono lieto di portare a conoscenza delle forze navali dipendenti, ci sia di stimolo a perseverare con abnegazione e silenzio nell’adempimento del nostro grave compito di guerra. 

4 aprile

Durante la settimana terminata domenica 1° aprile, il movimento di navi mercantili di ogni nazionalità, avvenuto in porti italiani, è stato il seguente: Entrate 432 navi, con una stazza lorda di tonn. 386.983; uscite 458 navi, con una stazza lorda di tonn. 398.803. Le navi italiane affondate da sommergibili nemici sono state: un veliero inferiore alle 500 tonnellate e cinque velieri al di sotto delle 100.

10 aprile

Il giorno 6 corrente, verso le ore 16, un piroscafo italiano, trovandosi in navigazione nel Basso Tirreno, a circa tre chilometri dalla costa, avvistò a tremila metri di distanza un sommergibile nemico, che lanciò contro di esso un siluro, senza però colpirlo. Il vapore sparò tre cannonate contro il sommergibile, che tuttavia prese ad inseguirlo, sparando senza risultato un colpo di cannone e sommergendosi poscia rapidamente.Dopo un quarto d’ora il piroscafo diresse altre cinque cannonate contro una torretta che il comandante ritiene appartenesse ad un secondo sommergibile nemico. Il vapore poté quindi riparare in un porto.  

11 aprile

Durante la settimana finita a mezzanotte di domenica 8, entrarono nei porti italiani 494 navi mercantili di ogni nazionalità, con una stazza complessiva lorda di tonn. 470.560 e ne uscirono 447 con stazza di tonn. 496.692.Le navi mercantili italiane perdute per opera di sottomarini nemici, furono: 5 piroscafi inferiori alle 3.000 tonn. e 10 velieri inferiori alle 300.Un piroscafo attaccato da un sommergibile, rispose a cannonate, obbligandolo ad immergersi . 

18 aprile

Durante la settimana chiusa alla mezzanotte del 15 entrarono nei porti italiani 454 navi mercantili di ogni bandiera, con un tonnellaggio lordo di 401.685 tonnellate e ne uscirono 419 con stazza lorda di 339.580 tonn., escluse le barche da pesca e di piccolo cabotaggio.Vennero affondati da sommergibili nemici: cinque piroscafi inferiori alle 3.500 tonn. E due velieri al di sotto di 150 tonn..Un piroscafo venne fatto bersaglio da siluro senza risultato.   

20 aprile

Il 17 corrente, con tempo incerto, un gruppo di aerei nemici, appoggiato da siluranti e sommergibili, si è avvicinato alla Piazza di Venezia per eseguirvi una ricognizione in forza.Il pronto contrattacco di velivoli nazionali e francesi, unitamente al tiro delle batterie antiaeree, ha impedito agli aerei nemici di portarsi sopra la città. Nei duelli aerei svoltisi fino a grande distanza della nostra costa, fu abbattuto uno degli apparecchi nemici. Due nostri idrovolanti non hanno fatto ritorno alla base .

25 aprile

Durante la settimana finita alla mezzanotte di domenica 22 corrente, sono entrate in porti italiani 385 navi mercantili di ogni bandiera, con stazza lorda di tonn. 330.170 e ne uscirono 425 con stazza di 400.865 tonn., senza tener calcolo di quelle da pesca e di piccolo cabotaggio.Le perdite di navi mercantili nazionali furono: un piroscafo inferiore a 2.300 tonn., uno inferiore alle 750 e tre velieri, tutti al di sotto delle 200.Due piroscafi italiani, attaccati l’uno da nave corsara, l’altro da sommergibile nemico, sfuggirono all’attacco. 

29 aprile

Essendo ricuperato, senza aviatori, probabilmente periti in mare, l’idrovolante austro-ungarico K 188, si ha ragione di ritenere che, nelle azioni aeree svoltesi il 17 corrente, in cui fu abbattuto già un velivolo nemico e due nostri non ritornarono alla loro base, l’avversario abbia subito perdite ulteriori, finora non confessate.