Bollettini di guerra - Azioni navali nel gennaio 1917

11 gennaio


Nella notte dell'11 nostri idrovolanti eseguirono un'incursione in territorio nemico, gettando sul crocevia di Prosecco e sulle opere militari di Trieste varie bombe con constatato effetto distruttivo. I nostri apparecchi ritornarono incolumi alla loro base, malgrado l'intenso fuoco delle artiglierie nemiche.

Nella stessa notte due idrovolanti nemici tentarono inefficacemente un'incursione su Grado e Cervignano. Uno di essi, il K301, colpito dalle batterie antiaeree di Grado, fu costretto ad atterrare: gli aviatori furono fatti prigionieri.

 

12 gennaio


Cessate le gravi ragioni di carattere militare che hanno finora sconsigliata la pubblicazione della notizia, si comunica che la notte dell'11 dicembre scorso la Regia nave Regina Margherita urtava in navigazione contro due mine ed affondava.

Il sinistro si svolse in pochi minuti a causa delle entità degli squarci prodotti nella carena, per effetto dei quali la nave si immergeva e si inabissava di prua.

Delle 915 persone che erano a bordo la maggior parte fu trascinata al fondo e scomparve con la nave.

Le sfavorevoli circostanze resero molto difficile il salvataggio dei superstiti, dei quali, nondimeno, 270 furono tratti in salvo.

Il Comandante della nave e 14 Ufficiali sono fra gli scomparsi.

Oltre alle perdite di navi fin qui comunicate, nessun'altra se ne è verificata. Sono quindi del tutto false le contrarie notizie che da qualche tempo si vanno diffondendo nel pubblico.

 

12 gennaio


Idrovolanti italiani e francesi hanno effettuato una ricognizione offensiva su Pola lanciando bombe su unità nemiche. Contrattaccati da velivoli nemici, respinsero questi in combattimento aereo. Un nostro idrovolante combatté successivamente tre velivoli nemici obbligandoli a ripiegare.

Bombe lanciate da velivoli nemici sulle nostre siluranti al largo non ebbero effetto.
Tutte le nostre unità aeree e navali rientrarono incolumi alla loro base.

 

13 gennaio


 Il sommergibile nemico U.C. 12, che la Marina germanica aveva ceduto alla austro ungarica, è caduto in nostro potere ed è entrato a far parte del nostro naviglio silurante.

Un altro sommergibile, l'U12, appartenente alla Marina austro ungarica, è anche in nostro possesso.

 

16 gennaio


 Il mattino dell'11 corrente, presso le isole dalmate, un piroscafo austriaco è stato silurato ed affondato da un sommergibile francese aggregato alle nostre forze navali.

Il sommergibile fu inefficacemente attaccato da un velivolo austriaco.

 

19 gennaio


L'U.C. 12, il sommergibile tedesco che, come fu annunziato nel comunicato ufficiale del 13 gennaio, appartiene ora al nostro naviglio, ha finito la sua breve ma operosissima vita nel canale di accesso di una nostra base navale, mentre lavorava a porre uno sbarramento di torpedini subacquee che già più volte i nostri marinai avevano salpato nel loro angoscioso ed incessante lavoro di vigilanza.

L'esplosione che uccise il mostro e ne seppellì il cadavere a trenta metri di profondità, distrusse solo la parte inferiore a mezza nave lasciando quasi intatte le estremità. Si pensò subito al ricupero e l'impresa fu ardua e faticosa. Palombari e marinai vi parteciparono con ogni lena e, dopo molto lavoro, l'U.C. 12, spezzato in due tronconi, poté rivedere la luce e fu rimesso in cantiere per le necessarie riparazioni che oggi lo hanno restituito, ribattezzato e riconsacrato al mare nostro.

L'U.C. 12 era uno dei sommergibili posa mine che la Germania cedette all'Austria-Ungheria per la guerra contro l'Italia. Dal giornale di bordo è stato possibile ricostruire intera la sua vita d'insidie e di tradimenti, e quel documento dimostra la condotta della Germania a nostro riguardo prima ancora della nostra dichiarazione di guerra.

Costruito nei cantieri Weser di Brema dalla Ditta Siemens Schuckert, l'U.C. 12 fu varato ai primi di maggio del 1915 e il 22 dello stesso mese imbarcava a Kiel un carico di mine destinate all'Adriatico. Dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria, scomposto in quattro sezioni, fu mosso in treno e il 24 giugno giunse a Pola con l'equipaggio e il comandante. Qui, riconnesso in quattro giorni, riprese il mare intatto come prima, cioè tedesco in tutto – dal timbro Kaiserliche Marine impresso su ogni carta, alla corona imperiale germanica ornante le posate di bordo, dalle divise degli equipaggi segnate con le tre lettere B.A.K. (Bekleidung Abtellung Kiel), alle molte Croci di ferro rinvenute nel suo ventre – ma con un carico nuovo di bandiere: a quella germanica s'era accoppiata, per l'avvenuta cessione, quella austro-ungarica e le due alleate andarono a confondersi con delle altre francesi, inglesi e …greche tenute pronte per il tradimento.