Bollettini di guerra - Azioni navali nel marzo 1917

3 marzo

L’aeroplano austriaco A 15, rinvenuto sulla spiaggia adriatica, in vicinanza di Sinigaglia è stato ricuperato da uno dei treni armati della Regia Marina che fanno servizio lungo il litorale. 

5 marzo

In questo momento, in cui più fervide si sono riaccese le preoccupazioni e le discussioni per la guerra sottomarina, è interessante conoscere in che modo e con quali risultati le nostre autorità marinare abbiano provveduto alla organizzazione e alla tutela dei nostri traffici per il trasporto ed il rifornimento dei corpi di spedizione in Albania e in Macedonia.Da informazioni precise e sicure circa l’intenso movimento che si è svolto, dal 1° dicembre 1915 al 30 novembre 1916, in una base navale del Basso Adriatico, risulta che lo sforzo compiuto dalla R. Marina, fra numerose difficoltà e continui pericoli, è stato altrettanto grandioso quanto fortunato.In quel periodo, infatti, furono compiuti più di 700 viaggi fra l’andata e il ritorno, e il tonnellaggio dei piroscafi impiegati è complessivamente asceso a 691.609 tonnellate nette.Il movimento generale delle truppe per le spedizioni dell’Albania e di Salonicco ha superato, dal dicembre 1915 al novembre 1916, i 200.000 uomini, e quello del materiale e delle derrate ha raggiunto circa le 200.000 tonnellate. A queste cifre si deve aggiungere il trasporto di molte migliaia di quadrupedi e di carri, nonché di varie centinaia di pezzi di artiglieria.Tale enorme movimento non fu mai arrestato, né turbato dalle sorprese e dalle insidie del nemico. Il che dimostra quanto sia stata vigile ed efficace l’azione di caccia, di scorta e di difesa compiuta, con rigida disciplina di ardimento e di abnegazione, dal nostro naviglio silurante. Infatti, nonostante la fitta rete dei sommergibili nemici, le perdite subite durante l’anno si mantennero entro proporzioni assolutamente minime; inferiori, cioè, all’uno per cento dei viaggi compiuti. 

11 marzo

Nella notte dal 10 all’11 nostre squadriglie di idrovolanti attaccarono e bombardarono con visibile successo i cantieri e gli altri opifici militari di Muggia presso Trieste. Specialmente nel cantiere San Rocco fu osservato un vasto incendio. Malgrado il vivo fuoco delle artiglierie nemiche tutti i nostri idrovolanti sono rientrati alle loro basi. Un velivolo nemico si avvicinò ieri al giorno ad elevata quota sulla costa nazionale presso Ancona. Accolto dal nostro tiro antiaereo si allontanò senza lanciare bombe. 

12 marzo

Durante la settimana finita giovedì 8 marzo alle ore 24, entrarono nei porti italiani n. 493 navi di ogni nazionalità con una stazza lorda complessiva di 391.211 tonnellate, e ne uscirono n. 464 con stazza di 315.801 tonnellate, non compresi i battelli da pesca e di piccolo cabotaggio. Le navi mercantili affondate, nel corso della settimana, da sottomarini nemici o da mine, furono: quattro piroscafi dei quali tre al disopra di 1500 tonnellate ed uno al disotto di tale tonnellaggio, e tre velieri al disotto delle 200 tonnellate. Sfuggirono agli attacchi nemici un piroscafo e due velieri. 

19 marzo

Il 18 corrente nostri idrovolanti hanno effettuato una ricognizione offensiva sulla Piazza marittima di Pola, con lancio di bombe sull’Arsenale. Cinque velivoli nemici che, scortati da cacciatorpediniere, si erano sollevati al contrattacco, furono impegnati e respinti in duello aereo da velivoli francesi che erano in appoggio ai nostri. Il 19 mattina, poco prima dell’alba, un gruppo di idrovolanti nemici lanciava bombe su Grado e sulla zona costiera occupata a levante di Grado. Danni insignificanti, nessuna vittima. Immediatamente dopo una squadriglia di nostri idrovolanti attaccava e bombardava i Cantieri del Lloyd a Muggia, presso Trieste. Tutte le unità nazionali ed alleate impegnate in tali azioni sono rientrate alle loro basi.  19 marzo Durante la settimana finita giovedì 15 marzo a mezzanotte, entrarono nei porti italiani n. 448 navi di ogni nazionalità, con una stazza lorda complessiva di tonn. 429.060, e ne uscirono n. 457 con stazza di tonn. 461.795, non compresi i battelli da pesca e di piccolo cabotaggio. Le navi mercantili italiane affondate nel corso della settimana da sottomarini nemici o da mine furono: un veliero al disotto delle 100 tonnellate e un piroscafo al disotto delle 2000. 

28 marzo

Durante la settimana terminata domenica 25 corr. entrarono in porti italiani 517 navi mercantili di ogni nazionalità, con una stazza lorda di 53.870 tonnellate, e ne uscirono 489, con stazza di 375.560 tonnellate. Le navi italiane affondate per opera di sottomarini nemici furono: quattro piroscafi, ciascuno al disotto delle 2000 tonnellate, ed un veliero al disotto delle 100. Un piroscafo attaccato dal nemico riuscì a porsi in salvo.