Giovanni INGRAO
Tenente di vascello

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Al comando di un treno armato impiegato allo scoperto per tutto il mattino del giorno 22 giugno, in prolungata ed intensa azione di fuoco, dava brillante prova di perizia e di sereno ardimento ed otteneva con tiro insistente e preciso, evidenti risultati su formidabili postazioni fisse del nemico. Per appoggiare in modo efficace l'avanzata delle truppe operanti, nel pomeriggio riconduceva con fredda determinazione in località esposta il treno, subito individuato dal nemico e battuto da preciso tiro distruttivo. Dopo aver tentato invano di ricoverare in galleria il treno seriamente colpito, trascinava, votando a sicuro sacrificio la sua esistenza, un pugno di animosi a distaccare, sotto violentissimo bombardamento, la Santa Barbara dagli altri carri, onde evitare la distruzione degli uomini, del materiale e della linea.
Immolava nella generosa e ben riuscita impresa, la sua vita alla Patria, lasciando di sé esempio fulgido e fecondo di sublimi virtù militari
Costa Ligure, 22 giugno 1940

Nacque a Palermo il 16 novembre 1895. Volontario Fuochista nella Regia Marina dall'ottobre 1915, nel gennaio 1918 conseguì la nomina a Guardiamarina di complemento. Posto in congedo nel 1919 nel grado di Sottotenente di Vascello, proseguì gli studi interrotti durante il conflitto, laureandosi in Ingegneria industriale presso il Politecnico di Milano.Nel 1930 conseguì la promozione a Tenente di Vascello nella riserva di complemento e nel settembre 1935, per eccezionali esigenze, fu richiamato in servizio e destinato nella Base di Lero, da dove si congedò nel novembre 1937.
Nuovamente richiamato in servizio nell'agosto del 1939 e destinato alla Base di La Spezia, ebbe il comando di un treno armato con il quale, il mattino del 22 giugno 1940, operò in appoggio alle truppe italiane operanti sul fronte francese, dirigendo il fuoco delle armi di bordo sulle postazioni difensive francesi di confine. Contrastato dai grossi calibri francesi che colpirono il deposito munizioni del treno, perì nell'esplosione che seguì.
Fecondo studioso, era ben noto negli ambienti scientifici, anche internazionali, come Direttore dell'Osservatorio di Geofisica di Pavia e come insegnante nell'Istituto di Geofisica della stessa città.