Medaglia d'oro al Valor Militare alla
Marina Militare Italiana

Per l'eroico comportamento della sua gente, per il glorioso sacrificio delle sue Navi e dei suoi uomini migliori, strenuamente impegnati in lunga, asperrima lotta contro agguerrito, preponderante avversario.
Zona di Operazioni, 10 giugno 1940 - 8 settembre 1943

Relazione del Signor Ministro della Difesa che accompagna  la proposta
della concessione della Medaglia d'oro al Valor Militare alla Marina MIlitare Italiana

Signor Presidente,

La Marina ha avuto nella guerra 1940-1943 una parte di primo piano, senza paragone più difficile, più intensa a più cruenta di quella che ebbe nella guerra precedente.
Ha dovuto accettare un compito considerato "a priori" come sproporzionato alle sue forze, affrontando la più forte, più antica e gloriosa Marina del mondo, e ne è uscita con onore.
Previde di poter ostacolare l'avversario sul mare per non oltre sei mesi e invece, nonostante le immani perdite, era ancora viva ed efficiente quando, dopo trentanove mesi, obbedì disciplinatamente ed ordinatamente all'armistizio. Ammonì preventivamente, in base alla esperienza tecnica delle guerre precedenti, di non poter assicurare alcun rifornimento agli eserciti dislocati oltremare e invece diede modo di rafforzare e ricostituire per ben tre volte l'esercito d'Africa, riuscendo a sbarcare nella sola Libia, con inaudito sforzo e gravissimo sacrificio di sangue, ben 1.800.000 tonnellate di materiali e cioè l'84% di quelli che le furono consegnati nei porti della Penisola. Affronto più volte in battaglia, subendo a infliggendo perdite, ma senza subire rovesci e sia pure senza riportare decisivi successi, un avversario eccezionalmente potente ed agguerrito.
Menomata dalla modestia dei mezzi, dalla mancanza di riserve che invece l'avversario aveva abbondantissime, dalla penuria del combustibile che pur aveva accumulato con grande preveggenza, dalla non disponibilità di alcuni mezzi tecnici essenziali, che risorse industriali enormi avevano invece tempestivamente fornito all'avversario, non si lasciò mai sbigottire dall'incolmabile squilibrio. Ebbe anche successi clamorosi come quello della violazione del porto di Alessandria con la eliminazione delle due sole grandi corazzate rimaste in quel momento alla Mediterranean Fleet a quello dei forzamenti di Suda, di Gibilterra, di Algeri, tutti coronati dal successo per l'avvenuto affondamento di navi avversarie.
L'8 settembre 1943 la Marina non chiese di deporre le armi: il mattino di quel giorno parte della Flotta era in mare e in azione pronta e perfettamente disposta ad intervenire, sia pure in extremis. E alla sera, cento navi, in perfetto ordine, prendevano il mare per obbedire al più amaro degli ordini.
La Bandiera Nazionale non venne mai ammainata.
Dopo l'8 settembre la Marina iniziò subito un'attiva a proficua collaborazione con gli alleati, gettando le basi della cooperazione operativa dell'Italia nella guerra di liberazione.
Le sue Navi solcarono tutti i mari, i suoi cantieri meravigliarono gli stessi ex avversari per la perfetta efficienza.
Riassumendo con alcune cifre l'operato della Marina, ancora di più viene messo in risalto il sacrificio di uomini e l'attività delle unità.

 

dal 10.6.1940
al 08.9.1943

dal 09.9.1943
al 08.5.1945

Totali

NOTE

Morti e dispersi

23.640

10.219

33.859

 
Feriti 7.071 1.384 8.455  
Tonnellaggio di Navi da guerra italiane perdute
(escluse le navi locali)
404.652 292.771 697.423 Sono comprese le unità catturate al nemico ed affondate al nostro servizio, ma non quelle perdute quando ancora si trovavano sugli scali
Tonnellaggio di Navi da guerra nemiche affondate 477.068 === 477.068 Sono comprese anche quelle affondate dall'aviazione nazionale e tedesca
Miglia percorse 16.475.543 1.937.703 18.413.246 Sono comprese soltanto:
Cr., Incr., CC.TT., Torp., Corvette e Smgg.

A buon diritto la Marina afferma di non essere stata vinta.
A buon diritto accoglie le manifestazioni di considerazione che le vengono dagli antichi avversari.
In sintesi, è acquisito alla storia che la Marina ha dato prova di aver saputo preparare, dirigere a combattere la guerra 1940-1943 anche meglio di come preparò, diresse e combatté quella del 1915-1918 nella quale aveva gia dimostrato l'enorme progresso fatto sotto questi tre aspetti in confronto alla guerra 1866.
L'esito infausto della guerra non può annullare o menomare questo riconoscimento a pertanto si propone, Signor Presidente, che alla Bandiera di Combattimento delle Forze Navali della Marina Militare venga conferita di suo "Motu-proprio" la

MEDAGLIA IN ORO AL VALORE MILITARE

Roma, 17 settembre 1949

F.to PACCIARDI