Medaglia d'oro al Valor Militare al
Sommergibile Scirè

Sommergibile operante in Mediterraneo, già reduce da fortunate missioni di agguato, designato ad operare con reparti d'assalto della Marina nel cuore delle acque nemiche, partecipava a ripetuti forzamenti delle più munite basi mediterranee. Nel corso dei reiterati tentativi di raggiungere lo scopo prefisso, incontrava le più aspre difficoltà create dalla violenta reazione nemica e dalle condizioni del mare e delle correnti.
Dopo aver superato col più assoluto sprezzo del pericolo, gli ostacoli posti dall'uomo e dalla natura, riusciva ad assolvere in maniera completa il compito affidatogli, emergendo a brevissima distanza dall'ingresso delle munitissime basi navali nemiche prescelte ed a lanciare - così - le armi speciali che causavano a Gibilterra l'affondamento di tre grossi piroscafi e ad Alessandria gravi danni alle due navi da battaglia "Queen Elizabeth" e "Valiant", il cui totale affondamento veniva evitato solo a causa dei bassi fondali delle acque in cui le due unità erano ormeggiate.
Successivamente, nel corso di altra missione particolarmente ardita, veniva spietatamente aggredito e scompariva nelle acque nemiche, chiudendo così gloriosamente il suo fulgido passato di guerra.
Mediterraneo, 28 aprile 1943

Unita della "Classe 600 - Serie Adua", all'inizio del conflitto 1940-43 operò prevalentemente in missioni di agguato presso le acque prospicienti basi navali avversarie e lungo le rotte di maggior traffico conseguendo, il 19 luglio 1940, l'affondamento di un piroscafo da 1.058 tsl.
Nell'agosto 1940 l'Unita fu sottoposta ad importanti lavori con la sistemazione dei cassoni-cilindri per trasporto mezzi subacquei d'assalto ed operò, dal 24 settembre al 3 ottobre a dal 21 ottobre al 3 novembre dello stesso anno, in due missioni di trasporto Operatori e mezzi a Gibilterra, senza peraltro che i mezzi potessero raggiungere il successo.
Una nuova missione su Gibilterra ebbe luogo il 15 maggio 1941, che non conseguì risultati utili, ed il 10 settembre venne ripetuta, conseguendo l'affondamento di una petroliera ed il danneggiamento di altre due.
La missione più importante lo Scirè la compì il 19 dicembre 1941, violando arditamente le acque prospicienti il porto di Alessandria ed effettuando la fuoriuscita dei mezzi e degli Operatori che poterono attaccare e seriamente danneggiare le due corazzate inglesi Queen Elizabeth e Valiant, la cisterna Sagona ed il cacciatorpediniere Jervis.
Salpato da La Spezia il 27 luglio 1942, andò perduto il 10 agosto presso Haifa, affondato dalla vedetta britannica Islay mentre si accingeva ad attaccare anche quel porto.
Dal 2 al 28 settembre 1984 sono state recuperate dalla nave salvataggio Anteo le salme di 42 dei 49 componenti dell'equipaggio a degli 11 operatori imbarcati al momento dell'affondamento. Varie parti dello scafo, rimosse in un precedente tentativo di recupero (basamento del cannone, parti della portelleria, vari pezzi del fascione e i due cilindri contenitori dei SLC), sono conservate nel Sacrario delle Bandiere di Roma a nei Musei Navali di La Spezia a Venezia e alla base navale di Augusta.