Il Virtual-Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC) / Trans Regional Maritime Network (T-RMN)

Lineamenti principali

Il V-RMTC è costituito da una rete virtuale che collega le centrali operative delle Marine aderenti all'iniziativa. Su questa rete, che sfrutta le capacità di connessione offerte da internet, viaggiano le informazioni non classificate relative al traffico mercantile composto da unità superiori o pari a 300 tonnellate.

Le informazioni, inviate secondo un formato (MERSIT) sviluppato dalla nostra Marina Militare, sono raccolte da un HUB ubicato presso il Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) che le rende disponibili a tutti i partecipanti. Il sistema sfruttando internet, piattaforme commerciali e software sviluppato dalla Marina Militare si presenta particolarmente economico, di facile gestione e “garantito", nel senso che le informazioni hanno una provenienza “certificata" dalla Marine aderenti, aspetto che ad oggi caratterizza solo il V-RMTC.

Il percorso - progetto pilota V-RMTC

Nell'ottobre 2002, durante il 4° Regional Seapower Symposium (RSS) delle Marine del Mediterraneo e del Mar Nero fu unanime l'accordo sulla necessità di rafforzare la sicurezza dei traffici marittimi nel Mediterraneo attraverso la presentazione di iniziative tese a tutelare la sicurezza delle attività marittime nella regione.

Sulla base di questa esperienza la Marina Militare si fece promotrice di un progetto che, posizionato al di fuori delle alleanze, garantisse a tutte le Marine aderenti la possibilità di scegliere il livello della propria partecipazione, contribuendo alla sua definizione ed esercitando un adeguato controllo sulla distribuzione dei dati. Per verificare l'ampiezza del consenso verso questa iniziativa, nel giugno 2003 la Marina Militare fece pervenire alle Marine invitate al RSS di Venezia un questionario mirato a verificare la disponibilità ad aderirvi.

Quasi tutte le Marine fornirono una risposta, esprimendosi in termini favorevoli all'iniziativa e fornendo preziosi spunti di riflessione che consentirono allo Stato Maggiore Marina, con la collaborazione di CINCNAV, del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto (MARICOGECAP) e del principale Centro di Comunicazione della Marina (MARITELE ROMA), di mettere a punto la prima articolazione del progetto.

Nel corso del 5° Simposio tenutosi a Venezia nell'ottobre del 2004, fu presentato dalla Marina Militare il Progetto Pilota Virtual – Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC) che ottenne immediatamente un vasto consenso. Sin dall'inizio della presentazione del progetto vi è stata una significativa e qualificata partecipazione da parte delle Marine del Mediterraneo e Mar Nero a tutti gli eventi che dal 2004 hanno scandito il percorso dalla fase progettuale (progetto pilota V-RMTC) a quella operativa (programma V-RMTC) iniziata il 20 settembre 2006.

Lo sviluppo del programma V-RMTC ed applicazioni del modello

Dal 20 settembre 2006 il V-RMTC ha raggiunto quella maturità tecnica che consente di operare con adeguata semplicità ed efficacia sfruttando strumenti hardware e software di basso impatto economico.

•Applicazione del Modello V-RMTC ambito regionale – V-RMTC Wider Mediterranean Community (WMC)

Parallelamente allo sviluppo tecnico è stato elaborato un framework legale per il V-RMTC contenuto in un documento denominato Operational Arrangement (O.A.) al quale, il 12 ottobre 2006, durante il 6° Simposio Regionale delle Marine del Mediterraneo e del Mar Nero, hanno inizialmente aderito 17 paesi tra quelli che si affacciano sul Mediterraneo o sul Mar Nero o che, comunque, storicamente mantengono una significativa presenza in tali bacini: Albania, Cipro, Croazia, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Italia, Malta, Montenegro, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Turchia, UK, USA.

Successivamente, anche la Germania e la Bulgaria hanno portato a termine il processo di adesione diventando anch'essi membri - rispettivamente nel novembre 2007 e nel gennaio 2008 - di quella che venne chiamata Wider Mediterranean Community (WMC), per distinguerla da altre comunità, create sulla base di sistemi a configurazione variabile che impiegano il modello del V-RMTC. La WMC si è ulteriormente allargata arrivando a 23 membri con l'adesione di Belgio, Georgia, Paesi Bassi e Senegal, avvenuta il 16 ottobre 2008 in occasione della settima edizione del Regional Seapower Symposium di Venezia.

•Applicazione del Modello V-RMTC ambito sub-regionale – V-RMTC 5+5 Network

L'applicazione del modello V-RMTC nell'ambito dell'Iniziativa “5+5"[1] trae origine da una proposta italiana presentata durante il “5+5 Seminar on Maritime Security in the Western Mediterranean" (Roma settembre 2005).

Lo sviluppo di questa rete ha seguito un percorso parallelo, ma totalmente indipendente rispetto a quello della Wider Mediterranean Community. Tale processo è culminato nel corso della 3ª riunione (Napoli, 30 maggio 2007) dei Capi di Stato Maggiore delle Marine aderenti all'Iniziativa. Proprio in quella sede, infatti, con la firma di un Accordo Operativo (Operational Arrangement - OA), è stata ufficialmente varata un'area di scambio informativo sub-regionale denominata V-RMTC 5+5 NETWORK.

Sempre in ambito sub-regionale, si ricorda, infine, l'impiego operativo in Libano del V-RMTC, durante l'Operazione LEONTE (a seguito della crisi israelo-palestinese), basato su un accordo bilaterale italo – libanese che ha consentito la cooperazione in un settore molto delicato quale quello della Recognized Maritime Merchant Picture for Lebanon (RMMP-L). L'applicazione del modello V-RMTC in tale teatro è tuttora attiva a supporto della Maritime Task Force impegnata in Libano nell'ambito del mandato UNIFIL.

•Applicazione del Modello V-RMTC ambito trans-regionale

Sino dalla sua presentazione il V-RMTC ha avuto una vasta risonanza anche al di fuori della regione mediterranea. Già dal 2006 in occasione dei Tavoli Tecnici dedicati allo sviluppo della comunità regionale (WMC), alcuni paesi (quali India, Singapore, Irlanda e Messico) hanno inviato i propri osservatori al fine di valutare la possibilità di replicare il modello in altre aree geografiche.

Tale interesse ha portato a prevedere un possibile ampliamento del progetto ad una dimensione che, travalicando la comunità del Mediterraneo Allargato, può essere definita trans-regionale.

In tal senso, è stata significativa la sperimentazione avviata nel mese di luglio 2008 con le Marine di Brasile e Singapore. Grazie alla flessibilità del modello e senza alcun costo monetario aggiuntivo, infatti, è stato possibile, con il consenso di tutti gli altri Paesi della Wider Mediterranean Community, scambiare fin da subito i dati provenienti dal V-RMTC con quelli raccolti dal sistema brasiliano denominato SISTRAM. Si è ottenuta così, per la prima volta, una picture del flusso dei traffici marittimi nelle e tra le due Regioni. Analoghe sperimentazioni sono state condotte anche con la Marina di Singapore, in possesso di un sistema denominato OASIS potenzialmente in grado di dialogare con il V-RMTC, e con la Marina indiana interessata a federare il proprio sistema dell'area dell'Oceano Indiano, denominato Indian Maritime Surveillance Information System (MSIS).

Dal Simposio di Venezia del 2008 si è quindi dato avvio alla federazione del V-RMTC con gli altri sistemi compatibili andando a creare il Trans – Regional Maritime Network (T-RMN), con la firma congiunta dell'Operational Arrangement da parte delle Marine di Brasile, India, Italia e Singapore.

Situazione attuale

La situazione attuale vede in totale 32 Nazioni partecipanti nella Comunità V-RMTC&T-RMN, oltre alla Marine facenti parte l'Iniziativa Difesa 5+5. Nello specifico:

-    V-RMTC: Albania, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Malta, Montenegro, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Senegal, Slovenia, Spagna, Turchia, Ucraina, U.K., U.S.A.;

-    T-RMN: Argentina, Brasile, Cile, India, Nigeria, Perù, Singapore, Sud Africa.

Dal 2017 è in corso il processo di adesione della Marina pakistana mentre nel corso del 2019 anche altre Marine hanno mostrato interesse ad aderire alla Comunità, ovvero quelle di Camerun ed Ecuador.



 

[1] Progetto sub-regionale, complementare al processo di Barcellona tra i paesi del Mediterraneo centro-occidentale (Francia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna + Algeria, Libia, Marocco, Mauritania e Tunisia).

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