Nave Vespucci

La nave scuola Amerigo Vespucci, l'unità più anziana in servizio nella Marina Militare, è stata interamente costruita e allestita presso il Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia.

La nave è  stata varata il 22 febbraio 1931, alla presenza della sua madrina, la signora Elena Cerio.


Consegnata alla Regia Marina il 26 maggio 1931, entrò in servizio come Nave scuola il successivo 4 luglio, aggiungendosi alla gemella Cristoforo Colombo e costituendo con essa la "Divisione navi scuola".

Al rientro dalla prima Campagna di Istruzione, il 15 ottobre 1931, ricevette a Genova la Bandiera di combattimento.

Il motto della Nave è "Non chi comincia ma quel che persevera".

Concepita, sin dal tavolo di disegno del progettista, l'allora maggiore del Genio Navale Francesco Rotundi, sulla base di specifiche dual use molto precise e ideate dall'allora ministro della Marina, il Grande Ammiraglio Thaon di Revel in persona, a cavallo tra il 1924 e l'anno successivo.

Sia il Cristoforo Colombo, impostato nel 1926, sia il similare e lievemente più grosso Vespucci, messo sullo stesso scalo di Castellammare di Stabia quattro anni dopo, non erano stati concepiti, infatti, per assolvere soltanto i compiti di nave scuola per gli allievi dell'Accademia di Livorno, ma anche per operare, in caso di guerra, come navi appoggio sommergibili. Gli alberi, pertanto potevano essere sfilati mentre l'apparato motore ideato dal capitano GN Arturo Castellani (padre, dopo la guerra, dell'elettronica domestica italiana degli anni del miracolo economico) era, non a caso, diesel-elettrico.
Questa soluzione, molto diffusa negli Stati Uniti, ma non certo da noi, era destinata a permettere di ricaricare le batterie dei sommergibili mentre gli ampi locali ricavabili a bordo avrebbero permesso di ospitare comodamente il personale di una squadriglia di battelli e le necessarie officine. Era però previsto anche di più.
Sull'onda delle imprese condotte tra il 1916 e il 1917, negli angoli più remoti del pianeta, dal celebre motoveliero e incrociatore ausiliario tedesco Seeadler, si era pensato, infatti, di adibire il Colombo anche a questo genere di missioni, da eseguire nell'Oceano Indiano e nel Pacifico, prevedendo sul libro matricolare, in caso di conflitto, il rinforzo dell'armamento già esistente da 76/40 di quella nave, oltre all'imbarco di un cannone "da caccia" da 120/50 da piazzare a sinistra del bompresso. Per il 1929, dato il migliorato clima con Londra e Parigi e il continuo progresso in corso sui mari, quest'ultima idea fu infine scartata.