Marina Militare

L’Italia è Project Coordinator del Progetto europeo “Critical Seabed Infrastructure Protection (CSIP)”

6 febbraio 2026 Marco Ferrigno (foto European Defence Agency)

​Poche settimane prima dell'incidente al gasdotto Nordstream, nell'agosto 2022, la Marina promosse nell'ambito del framework europeo Permanent Structured Cooperation (PESCO) il progetto “Critical Seabed Infrastructure Protection" (CSIP) per sopperire alle lacune esistenti in materia di protezione delle infrastrutture critiche subacquee all'interno dell'Unione Europea e della NATO.

Dopo circa tre anni, il progetto conta tra i partecipanti otto Stati membri dell'UE: l'Italia (Project Coordinator), il Belgio, la Francia, la Germania, l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna, la Svezia e quattro osservatori: la Bulgaria, la Danimarca, la Finlandia e l'Estonia.

Il progetto CSIP si sviluppa attraverso la creazione e l'uso di un'architettura definita “sistema di sistemi" per incrementare le capacità dei Paesi UE di implementare un set di capacità, stratificato per profilo e finalità operativa, da dedicare alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee da eventi naturali, attacchi intenzionali e sabotaggi deliberati, sfruttando al meglio la sinergia e gli standard delle attuali e future tecnologie industriali relative al comando e controllo (C2), agli Underwater Vehicle (UUV)/Remote operative Vehicle (ROV) e ai possibili sistemi di comunicazioni nella dimensione underwater.

L'attuale Roadmap del progetto prevede per il 2026 di raccogliere e selezionare le attuali tecnologie esistenti per testarle in una Operational Experimentation (OPEX) dedicata che si svolgerà a novembre p.v. nel bacino del Mediterraneo in acque prospicienti a La Spezia.

Al fine di definire quali siano le tecnologie idonee al progetto sul mercato europeo, il 26 e 27 gennaio è stato svolto un Industry Workshop presso l'Europen Defence Agency (EDA). In tale consesso 49 ditte europee, talune anche sotto la forma di consorzi, hanno presentato e condiviso le loro attuali capacità, candidandosi così ad essere presenti alla OPEX.

La grande partecipazione industriale delinea l'importanza del lavoro congiunto tra la Marina Militare e gli Stati partecipanti al progetto, volto ora alla preparazione degli scenari della OPEX e alla valutazione e selezione delle capacità industriali elegibili per l'evento. Il fine è garantire maggiore protezione alle infrastrutture critiche subacquee presenti in Mediterraneo.