Il capitano francese Andre Gavet ne L'arte del comando, scriveva che “l'ufficiale è il maestro di comando" (1). Nel solco di questa visione dottrinale, tra il 26 Gennaio e il 1° Febbraio, noi allievi della Prima Classe dell'Accademia Navale abbiamo svolto il modulo di Arte del Comando presso il Polo Addestrativo di Massafra, centro ad alta formazione professionale inquadrato nel 3° Battaglione Scuole “Caorle" della Brigata Marina San Marco. Il modulo - chiamato da noi in forma più sintetica MAC - ha lo scopo di instillare nei cadetti le prime nozioni di leadership, attraverso attività che richiedono pianificazione e un efficace e determinato impiego del personale.
Per sette giorni siamo stati chiamati a prendere decisioni rapide in condizioni di stress psicofisico, mirando a mantenere salda la coesione del gruppo anche in situazioni di difficoltà. Sotto la guida dell'esperto personale della Brigata Marina San Marco, abbiamo partecipato a lezioni di topografia, di navigazione campale, di tattica in fase offensiva e difensiva e di maneggio di armi portatili, argomenti nuovi ma che da subito hanno destato in noi un forte interesse verso la dimensione anfibia della Marina Militare. Il polo addestrativo, grazie alla morfologia dell'area in cui sorge, ci ha offerto la possibilità̀ di apprendere movimenti per il combattimento terrestre, fondamentali nell'addestramento del fuciliere di marina e al contempo utili all'allievo per familiarizzare con le tecniche di movimento sul terreno.
All'arrivo a Massafra, il Reparto Accademia Navale – comandato dal comandante alla Classe, il capitano di corvetta Stefano Reale - ha ricevuto il saluto del comandante della Brigata Marina San Marco, il contrammiraglio Michele Orini: “Alla Prima Classe rivolgo il benvenuto a nome di tutta la Brigata Marina San Marco. Qui avrete la possibilità di conoscere i vostri limiti. Solo se vi impegnerete e vi applicherete in tutte le attività con abnegazione, aumenterete le vostre capacità di resilienza e coraggio. Da ex comandante alla Classe – l'ammiraglio Orini ha ricoperto quest'incarico fra il 2011 ed il 2014, dirigendo la formazione degli allievi del corso VIDHAR – vi garantisco che la vostra permanenza qui sarà utile a forgiarvi per la vita".
Presso il poligono di San Vito, a Taranto, abbiamo impiegato per la prima volta armi individuali quali l'AR70/90, la Mx4 Storm e la Beretta 92FS. Quest'esperienza, oltre a costituire un momento formativo in ambito militare, ci ha fornito consapevolezza e responsabilità connesse all'uso delle armi.
Nel corso della permanenza in Puglia, la Prima Classe ha svolto anche un'entusiasmante attività̀ di volo a bordo di un elicottero NH90. È stata un'occasione unica per dare sfogo alla nostra curiosità e per confrontarci con il personale di Maristaer Grottaglie circa il ruolo che la Componente aerea occupa all'interno della Forza Armata.
Anche il Comandante in Capo della Squadra Navale, l'ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis ha fatto visita alla Prima Classe: “Il modulo di Arte del Comando va svolto con la prospettiva di un impiego futuro delle conoscenze che acquisirete qui, perché potrete essere chiamati a pianificare e svolgere operazioni in contesti che richiedono un'alta soglia di concentrazione e di sopportazione della fatica. La Marina opera per mare, per terra e per aria e voi dovrete essere pronti e preparati all'impiego su ogni scenario a 360°."
Durante gli ultimi due giorni, il comandante dell'Accademia Navale, il contrammiraglio Alberto Tarabotto, ha assistito alle nostre attività di pianificazione e ha sottolineato che il MAC è una prima, iniziale tappa di avvicinamento al diventare un corso, trasformazione che avverrà a bordo di Nave Vespucci, durante la campagna addestrativa della prossima estate.
Dei 188 allievi che hanno partecipato al MAC e che compongono la Prima Classe, 12 provengono da Paesi stranieri. Si tratta di quattro allievi libici, due tunisini, due gibutiani, un azero, un camerunense, un pakistano e un senegalese. Da questo dato emerge la formazione di respiro globale dell'Accademia Navale: ogni cadetto entra in contatto, sin dal suo ingresso in Forza Armata, con realtà che gli consentono di tessere una rete di relazioni volta alla futura creazione e al mantenimento di sinergie con ufficiali delle Marine estere, rendendo l'Ufficiale della Marina Militare un professionista della diplomazia.
Il modulo di Arte del Comando è parte di un percorso che conduce l'allievo a misurarsi con sé stesso, attraverso un processo introspettivo che ha per fine il miglioramento delle capacità individuali e il rafforzamento dello spirito di corpo in situazioni di criticità.
Al termine della settimana d'addestramento siamo tornati in Accademia più consapevoli dei nostri mezzi e più adattabili al cambiamento. Con il modulo di Arte del Comando si aggiunge un altro importante tassello nel mosaico della vasta e solida formazione che la Marina offre a noi, suoi Allievi ufficiali, in attesa di assolvere ovunque le future funzioni di comando con coraggio e leadership, per mare per terram.