Marina Militare

 

13 aprile 2026 Marina Ricci

LIVORNO – Giovedì 9 e venerdì 10 aprile, l'Accademia Navale ha ospitato la conferenza del Sig. Capo di Corpo del Genio della Marina, ammiraglio ispettore capo Giuseppe Abbamonte a favore dei frequentatori del Corpo del Genio della Marina. Non solo una conferenza istituzionale, ma un ponte ideale tra passato glorioso e sfide tecnologiche, un “faccia a faccia" sul futuro tecnologico e professionale della Forza Armata.

L'incontro è stato tracciato dalle numerose domande inviate dai giovani ufficiali prima della conferenza, segno di una generazione attenta alle sfide della modernità e desiderosa di tracciare con chiarezza il proprio percorso.

L'evento di quest'anno ha assunto un significato particolare, il 2026 segna infatti il centenario dell'istituzione delle Armi Navali (1926-2026). Un secolo di eccellenza tecnica che coincide con la riapertura del reclutamento per la specialità Armi Navali, tornato attivo dopo due anni di interruzione.

Innovazione e Identità: i tre pilastri del Corpo del Genio della Marina

Il Capo di Corpo e il suo staff hanno sottolineato l'identità unica degli ufficiali tecnici, definiti come “motori dell'innovazione" che uniscono la visione dell'ingegnere al cuore dell'ufficiale. Il percorso formativo e professionale si fonda su tre concetti chiave:

  • Competenza: un impegno costante all'apprendimento continuo attraverso master, dottorati e specializzazioni d'eccellenza;
  • Comunicazione: un dialogo aperto tra il vertice e la base;
  • Coesione: il senso di appartenenza a una “famiglia d'élite".

    I principali items della conferenza sono stati:
  • innovazione e formazione: i giovani ufficiali dei Ruoli Normali hanno espresso forte interesse per le specializzazioni in Cyber Defence, Intelligenza Artificiale e sistemi Unmanned. Il vertice ha confermato il potenziamento dei percorsi formativi post-laurea per rispondere alla crescente complessità dei domini digitali;
  • programmi navali e industria: alla luce del rinnovamento della flotta, è stato chiarito il ruolo dei giovani tecnici che saranno protagonisti non solo a bordo, ma anche nei processi di progettazione e allestimento dei nuovi mezzi, lavorando a stretto contatto con l'industria della Difesa.

     

    Percorsi di Carriera e Impiego Internazionale

    Le domande hanno toccato anche aspetti pratici e ambizioni di carriera. Allievi e ufficiali GN (Genio Navale) hanno approfondito la logica di assegnazione alle piattaforme navali, cercando una sempre maggiore correlazione tra studi specialistici e incarichi di bordo (dalle unità minori alle “Grandi Direzioni di Macchina" come Nave Trieste).

    Per allievi e ufficiali AN (Armi Navali), l'attenzione si è spostata sugli scenari internazionali: è emerso un forte interesse verso le agenzie multinazionali e i programmi di cooperazione all'estero, ambiti dove la competenza tecnica italiana è storicamente un punto di riferimento.

    Infine, per allievi e ufficiali INFR (Infrastrutture), l'approfondimento ha riguardato da un lato la stabilità d'impiego presso gli organi esecutivi del genio (le Direzioni del Genio Militare per la Marina - MARIGENIMIL), pilastri logistici fondamentali per la prontezza operativa dei Comandi, dall'altro le possibilità lavorative in ambito internazionale, in ampliamento per la specialità infrastrutture.

    Verso il traguardo professionale

La due giorni livornese si è conclusa venerdì 10 aprile presso l'Università di Pisa, con la sessione di laurea per la Specialità Armi Navali che ha portato a un traguardo eccezionale: tutti e quattro i candidati hanno chiuso il percorso accademico con un 110 e lode corale che ha trasformato la proclamazione in un evento memorabile, premiando non solo il talento individuale ma anche l'alto livello del gruppo. Un momento solenne che ha mutato i dubbi dei giorni precedenti nella certezza di un impegno professionale ai massimi livelli tecnici e operativi, pronti a garantire la sicurezza e l'efficienza della nostra Squadra Navale.