Marina Militare

Ingresso nella Componente Sommergibili per gli allievi del 2°, 3° e 4° Corso Basico Sommergibilisti 2025/26

5 maggio 2026 Fabiano Cardillo

Ci sono traguardi che possono essere raccontati, ma che esprimono il loro significato più profondo negli sguardi, nei respiri, nel silenzio carico di attesa che precede un applauso.

A Taranto, il 30 aprile, la consegna del brevetto ai neo sommergibilisti ha rappresentato molto più di una cerimonia: un passaggio, una scelta, una promessa nel segno del “delfino", simbolo della componente.

Dopo 16 settimane intense, scandite da studio, sacrificio, disciplina e prove affrontate anche nel cuore stesso del mare, 18 giovani marinai hanno conquistato l'ingresso nella Componente Sommergibili della Marina Militare.

La cerimonia, presieduta dal Contrammiraglio Francesco Milazzo e svoltasi presso l'ex Sala a Tracciare dell'Arsenale Militare di Taranto, storico edificio del 1889 custode della memoria della marineria jonica, si è svolta in un'atmosfera di intensa partecipazione.

Davanti ai familiari, visibilmente emozionati, e alle autorità civili e militari, i giovani “delfini" hanno ricevuto il simbolo che li accompagnerà per tutta la loro vita professionale.

«Non avete solo acquisito il diritto di indossare il nostro simbolo, ma siete entrati in una componente con 136 anni di storia, oggi tra le eccellenze della Marina: un mondo fatto di tecnologia avanzata, silenzi operativi e responsabilità immense», ha sottolineato l'Ammiraglio Milazzo, invitandoli a esserne consapevoli e orgogliosi e ribadendo il valore professionale e operativo del ruolo.

La Componente Sommergibili rappresenta una delle capacità più avanzate della Squadra Navale, con unità ad alta tecnologia, tra cui i sottomarini classe U212, impiegati in missioni operative di rilievo per la sicurezza nazionale.

Lo sguardo è già proiettato al futuro, con i nuovi U212 NFS (Near Future Submarine) destinati a entrare in linea nei prossimi anni: è su questi giovani che si fonda la continuità di un'eccellenza tutta italiana. Saranno loro a operare negli abissi, a tutelare interessi vitali del Paese e a garantire una presenza discreta ma decisiva nella dimensione subacquea.

Essere sommergibilista non è soltanto una professione: è una scelta di vita. Significa accettare la sfida del buio e del silenzio, affidarsi agli altri per diventare parte di un equipaggio e contribuire a garantire, sotto la superficie del mare, sicurezza, libertà e futuro.

I neo brevettati saranno ora destinati a bordo dei sottomarini della Squadra Navale, contribuendo alle attività della componente subacquea.