A partire dal 2008 l'Unione Europea ha lanciato
l'Operazione Eunavfor Atalanta la prima missione organizzata dall'Unione Europea che mira a prevenire, contrastare e reprimere il fenomeno della pirateria nell'area del Corno d'Africa.
La partecipazione italiana vede la Marina Militare impegnata nel dispositivo di cooperazione multinazionale al fianco degli altri Stati membri dell'Unione Europea. A contribuire all'Operazione anche paesi non appartenenti all'UE come Norvegia, Montenegro, Serbia, Ucraina e Nuova Zelanda.
Dalla sua istituzione l'Operazione Atalanta, ha contribuito in modo significativo alla repressione della pirateria, alla protezione delle navi del World Food Programme ONU nonché all'elaborazione di attività per contrastare i traffici illeciti.
Con Decisione del Consiglio EU del 16 dicembre 2024, l'Operazione è stata estesa fino a febbraio 2027 per proseguire il successo del suo mandato per la salvaguardia della sicurezza marittima e per il sostegno alla libertà di navigazione.
Il Task Group dell'Operazione supporta, inoltre, anche le missioni gemelle EUCAP Somalia ed EUTM Somalia, mantenendo la collaborazione con le principali Marine e Forze di Sicurezza che operano nell'area e contribuendo all'attuazione dei programmi dell'Unione Europea tesi al miglioramento della stabilità regionale.
I compiti principali dell'Operazione Atalanta, come stabilito dalla Decisione del Consiglio (PESC) 2024/3186 del 16 dicembre 2024 - modificata dalle decisioni del Consiglio 2025/1498 e 2026/777 - sono definiti in:
Compiti esecutivi:
protezione del trasporto degli aiuti umanitari del World Food Programme ONU destinati alle popolazioni sfollate della Somalia e di altro naviglio vulnerabile;
sorveglianza delle aree al di fuori della costa somala, includendo le acque territoriali somale e le acque interne, nelle quali sussiste pericolo per le attività marittime, in particolare per i traffici marittimi;
dissuasione, prevenzione e repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata.
Compiti secondari esecutivi:
Compiti non esecutivi:
monitoraggio del traffico di armi, del traffico di stupefacenti, della pesca illegale e del commercio illecito di carbone;
contributo all'approccio integrato EU verso la Somalia e verso le pertinenti attività della comunità internazionale, concorrendo così ad affrontare le cause profonde della pirateria e della sua rete.
L'area operativa della forza navale dell'UE, in base al nuovo mandato, include: il Golfo di Aden, il Mar Rosso, il bacino somalo, l'Oceano Indiano e il Mar Arabico. La stretta collaborazione con il World Food Programme ONU garantisce che le navi che trasportano gli aiuti umanitari viaggino con protezione all'interno di tali aree.
Le unità impiegate nell'Operazione effettuano anche pattugliamenti nel Corridoio di Transito Internazionalmente Raccomandato (IRTC) nel Golfo di Aden e nell'Oceano Indiano, svolgendo operazioni di ricognizione e sorveglianza.
Incontri o “approcci amichevoli" con le popolazioni locali, sono inoltre previsti per comprendere meglio il contesto marittimo relativo agli equipaggi delle navi da pesca e mercantili al fine di garantire la sicurezza della navigazione e l'assistenza immediata in caso di necessità.
I dati raccolti a partire dal 2008 testimoniano che l'Operazione Atalanta dalla sua costituzione si è dimostrata uno strumento efficace nella prevenzione e dissuasione degli attacchi di pirateria, riducendo notevolmente le minacce.
La Marina Militare dal 2009 contribuisce regolarmente all'Operazione Atalanta partecipando con unità dotate di un equipaggio comprensivo di team specialistici e mezzi della Brigata Marina San Marco, del gruppo operativo subacquei e della Componente Aerea della Marina Militare.
Diverse sono le unità della Marina che in questi anni hanno operato nell'area tra cui San Giusto, Carlo Margottini, Carlo Bergamini e Luigi Rizzo. Attualmente è la fregata Emilio Bianchi, ad essere impegnata in attività di pattugliamento, di vigilanza in mare, di difesa del libero commercio marittimo e per la tutela degli interessi nazionali.