EUNAVFOR MED Operation Irini

Il core task di IRINI è l’implementazione, in alto mare, dell’embargo di armi dirette e provenienti dalla Libia per contribuire a prevenirne il traffico nel teatro dell'operazione e nella zona di interesse convenuti, in conformità all’autorizzazione di cui all'UNSCR 1970 (2011) e all’UNSCR 2292 (2016), come rinnovate dall'UNSCR 2473 (2019) sino al prossimo 10 giugno, attraverso l’impiego di assetti aerei, navali e satellitari. Tale core task era già previsto come compito supplementare dell’Op. SOPHIA.
In particolare, l’operazione IRINI è autorizzata a condurre attività di interdizione marittima selettiva (Maritime Interdiction Operations - MIO) esercitando il diritto di visita a bordo dei mercantili in transito nell’area di operazioni - e in acque internazionali - sospettati di trasportare armi o materiale a queste collegato in accordo all’UNSCR 2292 (2016), previa richiesta del Flag State consent[1], con facoltà di disporreil sequestro e la distruzione delle armi eventualmente rinvenute a bordo delle unità ispezionate.
Inoltre IRINI, in continuità con l’Operazione SOPHIA, assicura i seguenti compiti secondari:

  • controllo, sorveglianza e raccolta di informazioni sulle esportazioni illecite di petrolio dalla Libia, compresi il petrolio greggio e i prodotti del petrolio raffinati, in accordo all’UNSCR 2146 (2014) e successive risoluzioni, in particolare l'UNSCR 2509 (2020) e l'UNSCR 2510 (2020).
  • fornire assistenza nello sviluppo delle capacità e nella formazione della guardia costiera e della marina libiche per i compiti di contrasto in mare, per la quale è previsto un meccanismo di monitoring che non include (al pari della precedente Op. SOPHIA) “military embedded mentoring or advisor activities”.
  • individuazione e controllo delle reti di traffico e tratta di esseri umani attraverso la raccolta di informazioni e il pattugliamento in alto mare effettuato con mezzi aerei, nel teatro dell’operazione convenuto.

È inoltre esclusa ogni attività militare all’interno degli spazi territoriali di Stati terzi (incluse le acque territoriali e lo spazio aereo sovrastante).
Catena di comando e controllo
Il Comando Operativo (OPCOM - Operational Command) del contingente nazionale è esercitato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Il Controllo Operativo (OPCON - Operational Control) del contingente nazionale è esercitato dal Comandante di EUNAVFORMED, su delega del Capo di SMD.
Il Comandante dell’Operazione UE è il Contrammiraglio Fabio Agostini che opera dal quartier generale operativo (OHQ) messo a disposizione dall'Italia all'Unione Europea situato all’interno dell’aeroporto militare F. Baracca, sito in Roma - Centocelle.

 

Approfondimenti


L' European Union military operation in the Mediterranean, EUNAVFOR Med - Operation IRINI, è la seconda operazione militare di sicurezza marittima europea che opera nel mediterraneo centrale.
L'operazione, il cui comando militare è esercitato da un Ammiraglio italiano, ha quale scopo principale l’implementazione dell’embargo di armi dirette e provenienti dalla Libia per contribuire a prevenirne il traffico nel teatro dell'operazione e nella zona di interesse convenuti, in conformità all’autorizzazione di cui all'UNSCR 1970 (2011) e all’UNSCR 2292 (2016), come rinnovate dall'UNSCR 2473 (2019) sino al prossimo 10 giugno, attraverso l’impiego di assetti aerei, navali e satellitari. Tale core task era già previsto come task supplementare dell’Op. SOPHIA.
Questa operazione s'inquadra nel più ampio impegno dell'UE volto ad assicurare, secondo un approccio comprensivo ed integrato, il ritorno della stabilità e della sicurezza in Libia.
Operazione IRINI rinnova l’esempio già prestato da SOPHIA di elevata integrazione delle componenti militari e civili (forze di polizia) europee, capace di operare in un complesso scenario internazionale rappresentato da numerosissimi attori militari e civili, governativi e non governativi.

Genesi dell'operazione
A seguito del progressivo deterioramento delle condizioni di stabilità in Libia, in base alla convergenza raggiunta dai Ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea in sede CAE[2] del 17 febbraio 2020 sull’avvio di una nuova operazione militare di gestione di crisi nel Mediterraneo e per dare concreta applicazione a quanto emerso durante la Conferenza di Berlino[3] del 19 febbraio 2020, l’UE si è dotata di un nuovo strumento militare al fine di implementare l’embargo di materiale bellico da/per la Libia.
Su questi presupposti è stata concepita e lanciata l’operazione denominata EU NAVFOR MED Operation IRINI, che si inquadrata nell’ambito della “Politica di Sicurezza e Difesa Comune” (PSDC) e prende il posto di EU NAVFOR MED Operation SOPHIA, il cui mandato si è concluso il 31 marzo 2020.
La nuova operazione ha preso formalmente il via  a seguito dell’approvazione della Decisione (PESC) 2020/472 del Consiglio del 31 marzo 2020 relativa al lancio di EUNAVFOR MED IRINI. Nell’ambito di detta Decisione è stato indicato il Quartier Generale (IT EU-OHQ dislocato presso il sedime del COIDIFESA) ed il Comandante dell’Operazione (Contrammiraglio Fabio AGOSTINI).
IRINI avrà un mandato iniziale di 1 anno (fino al 31 marzo 2021), sebbene ogni quattro mesi sarà sottoposta a verifica degli Stati membri dell'UE, che eserciteranno il controllo politico e la direzione strategica attraverso il Political and Security Committee (PSC), principalmente per accertare l’assenza di pull factor (presenza EU NAVFOR MED IRINI quale attraction pole per le  partenze di migranti dalla Libia) e il funzionamento del meccanismo di sbarco e ridistribuzione dei migranti eventualmente soccorsi dalle unità navali dell’Operazione[4]. In aggiunta, sin dall'inizio dell'Operazione, le navi della Task Force europea hanno potuto contribuire allo sforzo che l'Italia, con l'Operazione Mare Sicuro, l'Europa con l'Operazione Themis dell'Agenzia Frontex e molte altre organizzazioni nazionali ed internazionali, con le quali EUNAVFOR MED è in stretto coordinamento, stanno portando avanti nel Mediterraneo Centrale per la sicurezza marittima.
Quali compiti aggiuntivi, IRINI, in continuità con l’Operazione SOPHIA, assicura:

  • il controllo, la sorveglianza e la raccolta di informazioni sulle esportazioni illecite di petrolio dalla Libia, compresi il petrolio greggio e i prodotti del petrolio raffinati, che sono in accordo all’UNSCR 2146 (2014) e successive risoluzioni, in particolare l'UNSCR 2509 (2020) e l'UNSCR 2510 (2020). Nell’ambito di tale compito secondario, come già stabilito per l’Op. SOPHIA, non sono previste azioni esecutive, ovvero comportanti un uso della forza, quali i boarding e la diversion.
  • l’assistenza nello sviluppo delle capacità e nella formazione della guardia costiera e della marina libiche (LN/LNCG) per i compiti di contrasto in mare, per la quale è previsto un meccanismo di monitoring che non include (al pari della precedente Op. SOPHIA) “military embedded mentoring or advisor activities”.
  • l’individuazione e il controllo delle reti di traffico e la tratta di esseri umani attraverso la raccolta di informazioni e il pattugliamento in alto mare effettuato con mezzi aerei, nel teatro dell’operazione convenuto. Nell’ambito di tale compito secondario, diversamente rispetto a quanto previsto per l’Op. SOPHIA, non sono previste azioni esecutive, ovvero comportanti un uso della forza, quali i boarding e la diversion.

Quale legal restraint è esclusa ogni attività militareall’interno degli spazi territoriali di Stati terzi (incluse le TTW e lo spazio aereo sovrastante).
Quali elementi di novità rispetto a SOPHIA, si segnala:

  • la discontinuità del core task che pone l’EMBARGO di armi al centro della missione (in sostituzione dello smantellamento del modello di attività delle reti di traffico e tratta di esseri umani);
  • il nome IRINI nasce da una proposta dell’Alto Rappresentante Joseph BORREL, dal greco “Pace”, a lanciare un messaggio di “Pace per la Libia”;
  • l’Area di operazioni è stata leggermente ampliata rispetto all’Op. SOPHIA al fine di ricomprendere le linee di traffico eventualmente impiegate da eventuali mercantili che possano operare in violazione dell’emabargo.
  • è introdotto una repositioning clause che dà facoltà all’OPCDR di riposizionare nell’ambito dell’AOO gli assetti navali di EU NAVFOR nel caso di "pull effect" per il flusso migratorio irregolare, dandone immediata comunicazione al PSC che ha facoltà di sospendere la predetta clausola ovvero di dare indicazioni al OPCDR di sospendere il dispiegamento degli assetti.
  • in caso di SAR, la Grecia provvederà a rendere disponibile un Place of Safety (POS), a meno di disponibilità da parte di uno Stato membro.

Attesa la valenza strategica della partecipazione alla nuova operazione IRINI, la MM continuerà a rivestire un ruolo di rilievo anche nella nuova operazione coerentemente con le determinazioni dell’Autorità Politica nazionale che ha altresì autorizzato la candidatura da parte della Difesa dell’OPCDR e della sede dell’OHQ italiano.
In continuità con la sperimentazione condotta in SOPHIA, la Crime Information Cell (CIC), composta da un massimo di 10 unità (EUROPOL, Frontex, Forze di Polizia degli Stati membri e personale di EUNAVFOR MED), avrà lo scopo di migliorare la raccolta e la trattazione delle informazioni sull'embargo delle armi in Libia e su altri traffici illeciti (es. human e Oil smuggling) nonché sui reati pertinenti per la sicurezza dell'operazione tra l'operazione IRINI, Frontex, EUROPOL e gli Stati membri.
Il coordinamento delle attività della cellula, sarà assicurato dal Crime Information Cell Coordinator (CICC), ufficiale di polizia giudiziaria direttamente dipendente dal Comandante dell'Operazione.

[1] Nel caso in cui lo stato di bandiera del mercantile da ispezionare non risponda alla richiesta, l’attività ispettiva potrà essere comunque condotta dopo che sono trascorse 4 ore dalla richiesta stessa durante le quali è stato profusop ogni possibile sforzo per ottenere detta risposta (“4 hours of good faith effort”)

[2] Consiglio degli Affari Esteri (CAE) dei Ministri degli Esteri dell’UE del 17 febbraio

[3] Il 19 gennaio 2020 si è tenuta a Berlino una conferenza sulla Libia. I partecipanti si sono impegnati, in particolare, a rispettare e a mettere in atto, senza riserve e totalmente, l'embargo sulle armi deciso dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione (UNSCR) 1970 (2011) e successive risoluzioni, in particolare le UNSCR 2292 (2016) e 2473 (2019). Il 12 febbraio 2020 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) nell'UNSCR 2510 (2020) ha espresso apprezzamento per la conferenza di Berlino sulla Libia e ne ha approvato le conclusioni, osservando che tali conclusioni costituiscono un elemento importante per una soluzione globale alla situazione in Libia. Ha inoltre chiesto il pieno rispetto da parte di tutti gli Stati Membri dell'ONU dell'embargo sulle armi e ha inoltre chiesto a tutti gli Stati di non intervenire nel conflitto o di adottare misure che aggravano il conflitto.

[4] Le modalità di impiego degli assetti navali renderà  esiguo il numero di persone da soccorrere. Tuttavia, coloro che dovessero essere salvati saranno sbarcati in porti messi a disposizione dalla Grecia e di volta in volta redistribuiti tra i Paesi che volontariamente si presteranno.