Sabato - Il ritiro avvenuto nel mese di agosto dei presidi militari francesi da Roma a seguito della guerra contro la Prussia e la presenza di una forza navale austriaca nel Tirreno (composta dalle fregate Habsburg, Dandolo e Novara e dalla cannoniera Kerka aveva carattere fortuito, temporaneo e senza finalità politiche -come si seppe dopo-) accelerano i preparativi del governo per un intervento militare diretto a invadere lo Stato pontificio e a conquistare Roma.

A partire dal giorno 5, sciolte le Divisioni degli ammiragli Isola e Del Carretto, nel tempo di una settimana furono poste in armamento, grazie alla disponibilità in bilancio dei crediti assegnati e al richiamo di due classi di coscritti, ben otto unità corazzate, due avvisi moderni e due unità logistiche necessarie per costituire una squadra navale corazzata denominata Squadra del Mediterraneo su due Divisioni agli ordini del contrammiraglio Evaristo Del Carretto (con mansioni del grado superiore) con la missione di appoggio alle truppe del generale Raffaele Cadorna schierate lungo i confini dello Stato pontificio. La Squadra è così composta:

  •  - 1a Divisione, fregate corazzate Roma, nave ammiraglia, San Martino, Castelfidardo, corvetta corazzata Formidabile e avviso Vedetta;
  •  - 2a Divisione agli ordini del contrammiraglio Federico Martini, fregate corazzate Ancona, nave ammiraglia, e Re di Portogallo, corvetta corazzata Terribile, cannoniera corazzata Varese e avviso Messaggero;
  •  - Gruppo logistico formato da una nave carboniera, tre unità per rifornimenti vari e due cisterne per acqua.

[Domenica 11 settembre, e’ completata la riunione delle navi della Squadra del Mediterraneo a Porto Santo Stefano. Il giorno dopo la Squadra inizierà la sua attività operativa lungo le coste laziali con una dimostrazione di forza (evoluzioni e esercitazioni a fuoco) il giorno 15 davanti a Civitavecchia. Il venerdì 16 alle 07 la corvetta corazzata Terribile entra a Civitavecchia e mette a terra la compagnia da sbarco a difesa dell’ingresso al porto e alle 10 le truppe del generale Nino Bixio entrano nella città occupandola.
Dopo contatti infruttuosi fra il re Vittorio Emanuele II e il Papa Pio IX (“non possumus”) le truppe italiane comandate dal generale Raffaele Cadorna il 20 entreranno a Roma dalla breccia di Porta Pia. Aveva termine dopo undici secoli il potere temporale dei papi. Con un plebiscito Roma e il Lazio proclameranno il 20 ottobre la loro annessione al Regno d’Italia. Il papa si chiuderà in Vaticano]