La Missione della Fondazione
La Fondazione “Generale Ispettore del Genio Navale Umberto PUGLIESE" nasce con lo scopo di onorare la figura e l'opera del Generale Umberto Pugliese, insigne ufficiale del Genio Navale e protagonista di primo piano nello sviluppo dell'Architettura Navale italiana.
La Fondazione promuove e sostiene la formazione avanzata, la ricerca e l'eccellenza professionale nel settore dell'Architettura Navale, valorizzando il merito e l'impegno degli Ufficiali del Genio Navale.
I Premi della Fondazione “Umberto Pugliese"
La Fondazione conferisce premi destinati alla formazione di Ufficiali del Genio Navale che si siano distinti per risultati di particolare rilievo nell'ambito dell'Architettura Navale.
Il Premio consiste nell'assegnazione di riconoscimenti a:
- Ufficiali che conseguano con risultati particolarmente brillanti la specializzazione superiore in Architettura Navale oppure la laurea in Ingegneria Navale e Meccanica con tesi in Architettura Navale;
- Ufficiali che si distinguano per studi, ricerche teoriche o significative esperienze professionali nel settore.
I premi della Fondazione vengono attribuiti il 16 luglio, ad anni alterni, anniversario della morte del Generale Umberto Pugliese, quale momento solenne di memoria e di rinnovato impegno verso i valori di competenza, dedizione e servizio che ne hanno contraddistinto l'intera carriera.
L'obiettivo è premiare l'eccellenza accademica e l'applicabilità delle ricerche alle esigenze operative e istituzionali della Forza Armata, promuovendo l'innovazione nelle discipline navali.
Dalla tradizione all'innovazione
Il Premio intitolato a Umberto Pugliese non richiama soltanto una figura storica di riferimento, ma un modello di innovazione al servizio della Forza Armata. L'architettura navale italiana si è infatti sviluppata grazie al contributo determinante degli ingegneri del Genio Navale della Marina Militare, tra i quali Pugliese occupa un posto centrale. Fin dai primi decenni del Novecento egli concepì la nave militare come un sistema unitario, in cui struttura, protezione e capacità operativa fossero integrate in un disegno coerente. Divenuto Direttore Generale delle Costruzioni Navali e Meccaniche, legò il proprio nome al sistema antisiluro dei “Cilindri Pugliese", adottato sulle corazzate della classe Littorio: una soluzione originale per assorbire l'energia delle esplosioni subacquee e accrescere la sopravvivenza della nave, esempio concreto di innovazione applicata alla resilienza della piattaforma.
Quella stessa visione sistemica ha guidato l'evoluzione delle unità oggi in linea della Marina Militare: i cacciatorpediniere della classe Orizzonte hanno segnato un passaggio fondamentale nell'integrazione dei sistemi di combattimento, nella riduzione della segnatura radar e nell'adozione di un elevato livello di automazione della piattaforma; con le FREMM della classe Bergamini e i più recenti Pattugliatori Polivalenti d'Altura (classe Thaon di Revel) prosegue tale evoluzione su un piano differente, ponendo al centro il concetto di modularità, con piattaforme scalabili e riconfigurabili, capaci di sostenere l'evoluzione continua delle capacità operative e progettate nel rispetto dei fondi dedicati (design to cost).
Lo sviluppo futuro si orienta verso Unità Navali concepite per l'impiego integrato di sistemi autonomi: di superficie, subacquei e aerei, e verso l'adozione di soluzioni energetiche sempre più avanzate, di cui è prova l'attento monitoraggio del grado di maturità dei reattori nucleari compatti di nuova generazione. Dalla protezione strutturale dei “Cilindri Pugliese" alle architetture in grado di integrare e supportare le nuove tecnologie emergenti, si delinea una traiettoria di continuità coerente: l'innovazione quale fondamento permanente dell'Architettura Navale italiana.
FOTO del dott. Massimo Guerra