Marina Militare

 

1 dicembre 2025 Redazione del Notiziario della Marina Online - Foto di Luciano Porcino e Pierpaolo Mancini

Si è conclusa Neptune Strike 25-4, attività di Enhanced Vigilance Activity condotta sotto egida NATO, che ha visto la Marina Militare impegnata con il proprio Carrier Strike Group, alle dipendenze della Seconda Divisione Navale, in un contesto operativo di assoluto rilievo internazionale, confermando la piena credibilità e maturità dello strumento aeronavale nazionale.

Il dispositivo italiano, incentrato sulla portaerei Cavour e completato da nave Vulcano e nave Doria, ha operato in stretta sinergia con lo UK Carrier Strike Group, centrato sulla portaerei Prince of Wales e comprendente, tra le unità di scorta, anche la fregata nazionale Rizzo. L'attività congiunta ha rappresentato un'ulteriore significativa occasione per affinare procedure, processi decisionali e livelli di integrazione tra gruppi portaerei alleati, in uno scenario caratterizzato da elevata complessità e valore addestrativo.

A bordo del Cavour è stata integrata una componente aerotattica di alto profilo, costituita da velivoli F-35B (cinque della Marina Militare e due dell'Aeronautica Militare), affiancati da velivoli AV-8B+. Tale configurazione ha consentito di esprimere appieno le potenzialità della capacità fifth generation carrier, nonché di valorizzare l'approccio interforze che connota la proiezione aeronavale nazionale.

Elemento di particolare rilievo è stato il rischieramento di velivoli F-35B italiani a bordo della portaerei Prince of Wales, dai quali hanno condotto attività operative. Un evento di elevato significato strategico e simbolico, che testimonia il livello di interoperabilità raggiunto tra le Marine alleate e la piena integrazione delle capacità di quinta generazione all'interno dell'architettura di difesa euro-atlantica.

La partecipazione alla Neptune Strike 25-4 ha ulteriormente consolidato il contributo della Marina Militare alla postura di deterrenza e sicurezza dell'Alleanza, consentendo la validazione di dottrina, assetti e capacità in un contesto multinazionale ad alta intensità addestrativa.

Il Carrier Strike Group italiano si conferma quale strumento strategico di primaria importanza, flessibile e credibile, pienamente inserito nel dispositivo NATO e capace di operare al fianco dei principali alleati, espressione tangibile della professionalità degli equipaggi, dell'elevato livello tecnologico delle unità navali e del ruolo della Marina Militare a tutela della sicurezza e della stabilità internazionale