Marina Militare

A Sarzana (La Spezia) presso Intermarine il tradizionale “inizio laminazione”

5 agosto 2026 Redazione Notiziario della Marina online

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Presso lo stabilimento di Sarzana di Intermarine S.p.A. (gruppo Immsi), il 29 luglio u.s. è stato dato l'avvio della costruzione del secondo cacciamine di nuova generazione con la tradizionale cerimonia di inizio laminazione dello scafo in materiale composito (vetroresina), alla presenza del Direttore della Direzione degli Armamenti Navali del Ministero della Difesa (NAVARM), ammiraglio ispettore capo Cristiano NERVI e delle massime autorità civili del territorio, industriali e militari ambito giurisdizione. Il significativo evento segue l'avvio della costruzione navale del primo cacciamine, la cui prima laminazione è avvenuta il 25 settembre 2025 nel medesimo sedime industriale. Il programma, che ad ora vede la fornitura per la marina militare di un totale di 5 cacciamine CNG/Costieri (più ulteriori 3 opzionali previsti contrattualmente) unitamente al relativo supporto logistico, è stato avviato con la firma del contratto nel luglio di due anni fa tra NAVARM e il Raggruppamento Temporaneo d'Impresa di INTERMARINE e LEONARDO,  con consegna della prima unità nel corso del 2029 e segna un decisivo passo in avanti tecnologico e industriale nel settore navale militare ausiliario. I nuovi cacciamine, evoluzione della attuale classe in servizio “Gaeta" e la cui esigenza operativa è nata ambito comparto Difesa nel 2019, avranno una lunghezza di 63 metri circa e larghezza massima di oltre 12 metri, un dislocamento di oltre 1300 tonnellate, con una velocità massima prossima ai 15 nodi e autonomia di 1500 miglia nautiche a 10 nodi e un equipaggio di 50 persone. Lo scafo, con le relative sovrastrutture, in vetroresina e quindi amagnetico, riduce sensibilmente il rischio di far esplodere mine sensibili a campi magnetici e garantisce eccellenti prestazioni in termini di leggerezza, robustezza e durabilità, unitamente a una bassa segnatura acustica in mare.

Le unità opereranno, mediante un complesso sistema di suite sensoristica modulare di bordo di primissimo livello, con sistemi autonomi e telecomandati unmanned, riducendo il rischio per gli equipaggi imbarcati e avranno capacità di primo intervento nel pattugliamento e sorveglianza dei fondali marini e di protezione delle infrastrutture critiche subacquee energetiche. La moderna capacità sanitaria sarà del tipo Role 1 Medical Treatment Facilities, con impiego anche di camera iperbarica per il supporto alle operazioni speciali Diving deployable.

Un progetto tecnologico che renderà queste nuove Unità ben inserite ed integrate nei dispositivi in mare della forza d'altura della Squadra Navale, pronte a operare, in sicurezza, in scenari di aree ad alto rischio, dove la difesa dalle mine è diventata un elemento centrale e quanto mai attuale nello scenario marittimo internazionale.

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