Si è conclusa lo scorso 11 settembre, a bordo di nave San Marco, la campagna addestrativa della 1ª Classe del 28° Corso Normale Marescialli della Scuola Sottufficiali della Marina Militare. Un'esperienza intensa, che ha portato gli allievi a confrontarsi con il mare, con la vita di bordo e con le dinamiche operative della Forza Armata, trasformando le conoscenze maturate durante il percorso didattico in esperienza concreta.
Avviata con l'obiettivo di consolidare in mare le competenze professionali e marinaresche acquisite durante l'anno, la campagna ha rappresentato molto più di una semplice fase addestrativa. La navigazione nel Mediterraneo Orientale ha costituito per gli allievi un autentico banco di prova, nel quale formazione, responsabilità, spirito di equipaggio e capacità di lavorare insieme hanno trovato una dimensione concreta.
Nel corso della campagna, le attività condotte con lei Marine partner hanno offerto agli allievi l'opportunità di misurarsi con un ambiente multinazionale, comprendendo il valore della cooperazione e dell'interoperabilità quale elemento essenziale dell'operare sul mare. Dalle attività con la Marina greca e con la Marina statunitense, fino al confronto con la Marina egiziana, ogni esperienza ha contribuito ad ampliare il bagaglio professionale degli allievi e la loro capacità di inserirsi in contesti operativi complessi.
Anche le soste nei porti del Mediterraneo hanno rappresentato parte integrante del percorso. L'esperienza di bordo si è intrecciata con il confronto con istituzioni, autorità e comunità locali, rafforzando negli allievi la consapevolezza del ruolo della Marina Militare quale strumento di cooperazione e ambasciatrice dei valori della Forza Armata.
Particolarmente significativo è stato anche il percorso attraverso il quale il 28° Corso ha costruito la propria identità, scegliendo il nome “Anubis", il motto
In libra cor imperat e la propria bandiera. Una scelta maturata durante la navigazione e capace di racchiudere il senso di un percorso comune, fatto di conoscenza, responsabilità, appartenenza e crescita.
Dopo la sosta a Catania, nella navigazione verso Brindisi, la campagna ha assunto una connotazione ancora più operativa. Le unità anfibie della Squadra Navale hanno condotto attività addestrative di reparto, consentendo agli allievi di avvicinarsi concretamente alla dimensione operativa della Forza Armata e di comprendere, attraverso l'esperienza diretta, come preparazione teorica, procedure, capacità individuali e lavoro di squadra si traducano in efficacia operativa.
È proprio questa la cifra della campagna appena conclusa:
avere messo gli allievi nelle condizioni di imparare durante il lavoro vero e proprio, assumendosi progressivamente responsabilità e confrontandosi con situazioni nelle quali competenza, disciplina, capacità di adattamento e spirito di squadra diventano elementi inscindibili.
A suggellare la conclusione del percorso, la cerimonia di termine campagna sul ponte di volo di nave San Marco che ha visto la partecipazione dell'ammiraglio di squadra Stefano Barbieri, Comandante delle Scuole della Marina Militare, il quale ha rivolto il proprio saluto agli allievi. Nel corso della cerimonia è avvenuta anche la consegna dei gradi di
Allievo di 2ª Classe, a sancire formalmente il passaggio a una nuova fase del percorso formativo.
Il rientro a terra non rappresenta, dunque, un punto di arrivo, ma una nuova partenza. La campagna addestrativa ha lasciato agli allievi un patrimonio di esperienze destinato ad accompagnarli nel prosieguo della formazione e, soprattutto, ha gettato solide fondamenta per la costruzione dei futuri professionisti della Marina Militare.
Per il 28° Corso, “Anubis", il mare ha rappresentato in queste settimane un'aula senza confini: un luogo nel quale conoscenze e valori hanno trovato concretezza, nel quale il singolo ha imparato a riconoscersi parte di un equipaggio e nel quale la crescita professionale si è intrecciata con quella umana.
Con la consegna dei nuovi gradi si apre ora una nuova fase del cammino. Alle esperienze vissute in mare si aggiunge la consapevolezza di una responsabilità crescente: quella di prepararsi a diventare, giorno dopo giorno, i futuri Marescialli della Marina Militare.