Marina Militare

L' esercitazione specialistica nazionale di Mine Warfare denominata ITALIAN MINEX vede le forze di contro-minamento di MARICODRAG svolgere un importante ruolo.

4 aprile 2025 Domenico De Lucia

Anche quest'anno l'esercitazione specialistica nazionale di Mine Warfare denominata ITALIAN MINEX, inquadrata nel più ampio contesto esercitativo della MARE APERTO, in fase di svolgimento nelle acque a sud della Sardegna, dal 1° al 17 aprile 2025, sta vedendo le forze di contro-minamento di MARICODRAG svolgere un importante ruolo.

In tale contesto addestrativo, questa compagine specialistica ha dispiegato una rilevante forza marittima, composta da personale estremamente qualificato, da mezzi all'avanguardia come i veicoli autonomi subacquei e di superficie e personale palombaro.

La particolare versatilità di impiego dei predetti veicoli, permette agli stessi un'estrema adattabilità ai diversi scenari, anche di tipo duale, connesse al dominio subacquea. Questo consente quotidianamente, non solo il loro utilizzo in ambiente potenzialmente minato, ma di costituire un valido strumento per supportare tutte le Istituzioni che ne richiedono il concorso per esigenze non militari.

E proprio con l'obiettivo di voler esplorare i possibili impieghi ed incrementare i campi di applicabilità di tali veicoli, si è svolta l'esercitazione Maritime Unmanned System Trial, o MUS-T, dedicata all'impiego sperimentale di tali sistemi. Il Comando delle Forze di Contromisure Mine ha voluto ulteriormente innalzare il livello di impiego di tali mezzi, nonché affinare sempre di più le capacità di interoperabilità tra i diversi veicoli autonomi a disposizione e verificare nuove tecniche di utilizzo.

L'esercitazione condotta fino a questo momento ha rappresentato un ulteriore ed importante passo in avanti per la Forza Armata, che costantemente evidenzia la sua propensione verso l'innovazione tecnologica e la ricerca di soluzioni all'avanguardia nel settore navale.

Grazie alle loro intrinseche potenzialità, i veicoli autonomi stanno permettendo di ridefinire i limiti d'impiego delle forze navali, garantendo nuove soluzioni per la lotta alla guerra di mine e più in generale a tutte le operazioni legate al dominio subacqueo.

Le attività svolte hanno fornito importanti risultati sia dal punto di vista teorico che pratico e contemporaneamente hanno portato al ritrovamento di alcune mine risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, permettendo così di contribuire alla sicurezza collettiva e la successiva bonifica delle acque prospicenti il porto di Cagliari.​


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