Marina Militare

Il Pronto Soccorso in mare aperto: la sfida quotidiana della Sanità Militare Marittima

28 luglio 2026 Valerio Di Fiore

​​​​​​Il personale sanitario della Marina Militare spesso si trova a fronteggiare situazioni di emergenza in contesti profondamente diversi rispetto a quelli di un Pronto Soccorso ospedaliero. Se nell’ambito ospedaliero il paziente può contare su équipe multidisciplinari, spazi dedicati e risorse immediatamente disponibili, a bordo di un’Unità Navale il sanitario deve gestire l’emergenza in autonomia, con personale e mezzi limitati, in ambienti ristretti e non permissivi, in lontananza dalla costa e frequentemente resi ancora più difficoltosi dal moto ondoso.

Queste differenze risultano ancora più evidenti sui Cacciamine della Quinta Divisione Navale della Spezia, Unità impiegate per la localizzazione e neutralizzazione di ordigni subacquei, a bordo delle quali il personale sanitario collabora anche con i palombari imbarcati, affrontando anche le specificità della medicina subacquea e iperbarica, come le patologie da decompressione e gli incidenti in immersione, emergenze più raramente trattate presso un Pronto Soccorso generale.

Per preparare il personale a queste peculiarità, la Quinta Divisione Navale ha sviluppato un percorso formativo che trasferisce l’esperienza maturata nei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) degli ospedali civili al particolare contesto operativo di bordo.

In particolare, sotto la supervisione del Capo Ufficio Sanitario, il tenente di vascello (SAN) Valerio Di Fiore, il team analizza e approfondisce casi clinici realmente affrontati nel Pronto Soccorso ospedaliero, proiettandoli nel contesto dei ridotti e complessi spazi della nave.

L’addestramento si concentra in particolare sulla gestione delle vie aeree e della ventilazione senza supporto esterno, sul controllo delle emorragie in ambienti non permissivi, sulle emergenze cardiologiche in condizioni dinamiche e sulla movimentazione del traumatizzato attraverso scale, portelloni e passaggi stretti, garantendo sicurezza nonostante il moto della nave.

Questo modello formativo senza dubbio rappresenta un ideale collegamento, quanto mai efficace e proficuo, tra sanità civile e sanità militare: le competenze acquisite nei DEA ospedalieri vengono rielaborate per consentire interventi tempestivi ed efficaci anche nelle complesse condizioni operative del mare, dove autonomia, adattabilità e preparazione specialistica diventano elementi determinanti per salvare vite umane.​