La nave riprende il nome di due unità militari che prestarono servizio nell'allora Regia Marina. La prima Unità in ordine cronologico diede nome all'omonima classe di cacciatorpedinieri derivati dalle classi “Lampo” e "Nembo" ed operò ininterrottamente dal 1905 al 1923.
Fu destinata alla 4ª squadriglia di Taranto, partecipando concretamente alle missioni di guerra nel conflitto italo-turco, rimanendo successivamente nell'area dell’Egeo e del Mediterraneo orientale in seguito all'acquisizione italiana delle isole del Dodecaneso. Ridislocata successivamente in Adriatico, partecipò alle operazioni navali nel primo conflitto mondiale effettuando ricognizioni offensive ed operazioni di pattugliamento. Terminò le attività nel 1923 dopo aver effettuato per un anno missioni di pattugliamento e scorta di convogli lungo le coste della Tripolitania.
La seconda Unità fece parte della classe denominata "Camicia Nera", in seguito rinominata “Classe Soldati”, costituita da 12 navi derivate dalle classi Maestrale e Poeti il cui varo avvenne immediatamente prima dell'apertura delle ostilità della II Guerra Mondiale. Nel breve periodo prebellico, l'Unità effettuò attività addestrativa e di rappresentanza partecipando tra l’altro alla grande rivista navale del '39 nel Golfo di Napoli.
Rappresentando una della piattaforme navali più avanzate dell’epoca, la partecipazione al secondo conflitto mondiale fu intensa e proficua. Prese parte con la 13^ Squadriglia alla battaglia di Punta Stilo e successivamente con la 7ª Squadriglia fu impiegata quale protezione delle navi da battaglia Vittorio Veneto e Giulio Cesare, effettuando intense azioni di fuoco contraereo. Sempre con il Vittorio Veneto la troviamo impegnata in operazioni di contrasto antiaereo nel quadro della battaglia di Capo Matapan (27 marzo '41).
Ancora nel '41, l'Unità operò prevalentemente come scorta ai convogli per l'Africa settentrionale e in dispositivi antiaerei a protezione di Unità maggiori (nel mese di dicembre partecipò alla prima battaglia della Sirte effettuando con altri CC.TT. un'efficace azione di contrattacco nei confronti di unità nemiche). Nel febbraio '42 partecipò alla seconda battaglia della Sirte contribuendo alle azioni di contrasto nei confronti di un convoglio nemico. Durante altre missioni effettuate in quello stesso anno, operò due volte in assistenza di motonavi danneggiate da attacchi nemici.
L'intensa attività bellica del Bersagliere, che si riassume in 146 missioni per un totale di 53700 miglia percorse, termina tristemente il 7 Gennaio '43 quando l'Unità, ormeggiata al molo sud del porto di Palermo, venne colpita dalle bombe di un aereo nemico provocandone l'affondamento. In memoria delle decine di uomini, tra ufficiali e marinai periti nel bombardamento il molo prese il nome della nave.
L’attuale Nave Bersagliere è pertanto la terza unità a rendere omaggio con il proprio nome al glorioso Corpo dei Bersaglieri fondato dal Generale La Marmora. Il legame tra Marina e Bersaglieri è radicato nel tempo. Il 3 novembre del 1918 infatti la torpediniera Audace attraccò al molo San Carlo di Trieste sbarcando i primi militari italiani in un territorio a lungo dominato dall’Austria. Quei militari erano bersaglieri e rappresentarono il primo passo verso l’incorporazione delle terre redente nel Regno d’Italia.
Il motto stesso della nave, “Pro Patria”, Per la Patria, mutuato dal Dulce et decorum est pro patria mori di Orazio rinnova un credo del decalogo dei bersaglieri ed è ripreso nel crest dell’unità.
Nave Bersagliere, ricalcando le caratteristiche strutturali e tecnico-operative delle unità della ex classe Lupo è una piattaforma poliedrica in grado di assolvere diversi ruoli istituzionalmente assegnati alla linea operativa, risultando particolarmente efficace nei compiti di pattugliamento, controllo, blocco navale, presenza e deterrenza, appoggio di fuoco, difesa antiaerea ed antimissile.
Tale versatilità ha trovato immediato impiego nel 1996, anno in cui Nave Bersagliere ha effettuato il periplo del mondo unitamente al cacciatorpediniere Luigi DURAND DE LA PENNE impegnato in una prolungata missione di rappresentanza ed addestramento. Le due unità, salpate il 12 luglio di quell’anno, rientrarono a Taranto il 4 aprile 1997 dopo aver percorso oltre 46000 miglia e toccato 35 porti di 23 Paesi. Analoga impresa precedente risale agli anni 50, ad opera dell’Incrociatore Montecuccoli e successivamente del Cacciatorpediniere Ardito unitamente alla Fregata Lupo (1979).
Per queste sue peculiarità la nave nel corso della sua vita operativa è stata scelta quale piattaforma per la sperimentazione di sistemi d'arma in via di sviluppo, quali il cannone di nuova generazione 127/54 Light Weight e il sistema lanciarazzi integrato SCLAR H per il contrasto della minaccia missilistica.
Diverse sono state le attività operative svolte nel corso degli anni, prevalentemente fuori area, con l’efficace partecipazione a missioni prolungate in contesti di forze multinazionali, non ultime l’operazione di antipirateria della NATO denominata Ocean Shild nel 2010 e l’operazione che la vedeva dislocata nel dispositivo NATO Unified Protector nel 2011 per la risoluzione della crisi libica.
Nave Bersagliere è la prima Nave della Marina Militare sulla quale è stato installato il cannone 127/54 “C” vulcanizzato, in grado di utilizzare il nuovo munizionamento “Vulcano” nella versione non guidata (extended range) e guidata (long range).