Alfeo BRANDMARTE
Maggiore delle Armi Navali
Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria
 

Ufficiale superiore delle Armi Navali di eccezionali doti morali e tecniche, pervaso da profondo amor patrio, iniziava sin dai primi giorni dopo l'armistizio la sua coraggiosa opera nel fronte clandestino di resistenza.
Superando immani difficoltà, riusciva con scarsi mezzi da lui stesso abilmente apprestati ad effettuare vari collegamenti r.t. con le autorità nazionali ed alleate dell'Italia liberata. Durante nove mesi la sua fattiva opera veniva svolta con coraggio e abnegazione malgrado ripetutamente ricercato dalle autorità germaniche. Arrestato in seguito a delazione, subiva atroci sevizie e perdeva la sua vita dedicata al bene della Patria nella località di La Storta, il 3 giugno, barbaramente trucidato dai tedeschi.

Nacque a Loreto (Ancona) il 31 gennaio 1906. Laureatosi in Ingegneria Industriale Meccanica, sezione Elettrotecnica, nel 1928 al Politecnico di Torino, nel 1929 frequentò il Corso di Allievo Ufficiale di complemento presso la Scuola di Fanteria di Moncalieri (Torino), conseguendo la nomina a Sottotenente il 1° agosto dello stesso anno mentre si trovava in servizio presso il 92° Reggimento Fanteria.
Trasferito a domanda nella Regia Marina, il 17 luglio 1930 fu nominato Tenente in servizio permanente effettivo nel Corpo delle Armi Navali, con anzianità di grado 17 aprile 1930, conseguendo poi la promozione a Capitano A.N. il 17 aprile 1933. Dopo un periodo di imbarco, dall'aprile 1935 al maggio 1936 fu in Somalia alla direzione dei Servizi di Telecomunicazione della Marina, e nel febbraio 1937 presto servizio ad Addis Abeba per l'installazione di una stazione radio. Rimpatriato, assunse a Livorno, l'incarico di Vicedirettore dell'Istituto Elettrotecnico e fu insegnante di Comunicazioni al Corso Superiore. Dispensato, a domanda, dallo s.p.e. dal 1° febbraio 1940, trattenuto temporaneamente in servizio per esigenze di carattere eccezionale nel complemento, nel settembre 1941 conseguì la promozione a Maggiore, ma fu dispensato dal servizio militare perché dirigente d'azienda industriale con produzione di interesse bellico e posto in congedo.
Dopo l'8 settembre 1943 entro nella lotta clandestina del fronte della Marina, dando la sua instancabile opera per istituire collegamenti radio ed assicurare il possesso di documenti e prezioso materiale al Fronte di Liberazione. Arrestato nella notte del 24 maggio 1944 e condotto nelle carceri di via Tasso, il 3 giugno 1944 venne fucilato in località La Storta (Roma) da militari tedeschi in ritirata.