Vittorio GASPARINI
Capitano degli Alpini

Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria

 

Si prestava volontariamente a cooperare con il fronte clandestino di resistenza della Marina Militare raccogliendo ed inviando preziose informazioni militari, politiche ed economiche risultate sempre delle più utili allo sviluppo vittoriose della guerra di liberazione.
Arrestato dai tedeschi e torturato per più giorni consecutivi resisteva magnificamente senza mai tradirsi né rivelare segreti a lui noti, addossandosi le altrui colpe e riuscendo con ciò a scagionare un compagno che veniva liberato. Condannato a morte veniva barbaramente fucilato in una piazza di Milano, poco discosta dalla propria abitazione e dai propri familiari.
Elevato esempio di indomito coraggio e di incrollabile forza morale, ammirevole figura di ufficiale e di martire che ha coronato la propria esistenza invocando la Patria.
Milano, 1 gennaio - 12 agosto 1944

Nacque ad Ambivere (Bergamo) il 30 luglio 1913. Conseguito il diploma di ragioniere nel 1931, l'anno successivo venne chiamato alle armi per l'obbligo di leva ed ammesso alla frequenza del Corso Allievi Ufficiali di complemento presso la Scuola di Milano. Promosso Sottotenente nel 1933 e destinato al 4° Reggimento Alpini, nel 1934, per fine ferma, fu collocato in congedo. Nel 1936 conseguì la Laurea in Economia e Commercio presso la Facoltà di Cà Foscari a Venezia, stabilendosi in seguito a Milano. Dopo un breve richiamo nel Battaglione "Aosta", dove conseguì la promozione a Tenente, ed un altro nel 1939 presso il Battaglione "Edolo", nell'agosto 1940, promosso Capitano, fu esonerato dal servizio in quanto mobilitato civile presso gli Stabilimenti Bomprini-Parodi-Delfino di Roma, dove si trovò all'atto dell'armistizio. Partecipò volontariamente al Fronte Clandestino di Resistenza della Marina Militare, raccogliendo ed inviando preziose informazioni di carattere militare, politico ed economico, utilissime ai fini dello sviluppo della guerra di liberazione.
Arrestato dai tedeschi e torturato per più giorni, senza mai rivelare i segreti a lui noti, il 12 agosto 1944 venne fucilato a Milano.