La Biblioteca “Dante Alighieri” di Maristudi Venezia è stata istituita con Regio Decreto n. 106 del 9 marzo 1905, con il quale venne disposta la realizzazione di una “Biblioteca dipartimentale del 3° Dipartimento”.

Nel 1935 era collocata nel primo piano di un fabbricato nei pressi delle sale armi, all’interno dell’Arsenale della Marina Militare. Essa fu integrata con opere provenienti dalle varie Direzioni della base Navale di Venezia e con materiale bibliografico appartenente alla Biblioteca della Marina di Pola.

Alla fine degli anni ’50 con il passaggio del Comando in Capo da Venezia ad Ancona, la stessa fu ridimensionata e assunse la denominazione di ‘Sezione di Biblioteca Dipartimentale’, alcune opere furono inviate alle biblioteche di Roma e Ancona. Per il decennio successivo iniziò un logorante decadimento strutturale dei siti dove erano custodite le opere e si rischiò la perdita di numerose opere tra cui diverse pregiate.

Fu allora, che il Comandante in Capo del Dipartimento dell’Adriatico l’Amm. Ferrari Aggradi, dispose l’attuazione di un oneroso piano di risanamento dell’Arsenale.

Quindi il successivo trasferimento della Biblioteca all’attuale sede, situata al primo piano del fabbricato ubicato sul lato ovest della Darsena dell’Arsenale vecchio. Si trattava di un edificio eretto nel XVI secolo e contenente, nella sua facciata principale, monumenti dedicati al Generale Von Schulenburg (Comandante delle truppe della Repubblica di Venezia a Corfù agli inizi del XVIII secolo), al Generale Ottone Guglielmo Konigsmark (al servizio della Serenissima nella seconda metà del XVII secolo durante la Guerra di Candia), a Gerolamo Contarini (Ciambellano e Cavaliere dell’Insigne Ordine del Toson d’Oro), nonché bassorilievi raffiguranti una cocca ed un leone

La Biblioteca riacquisì il rango e la denominazione di "Biblioteca Dipartimentale" e fu intitolata a Dante Alighieri per le memorie collegate alla visita che il sommo poeta effettuò all'Arsenale di Venezia al principio del secolo XIV. Nel 400° anniversario della battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) la Biblioteca venne inaugurata alla presenza dei congressisti ed autorità partecipanti al Convegno sulla battaglia stessa, presso il Centro CINI. In questa nuova configurazione la Biblioteca fu aperta non solo a tutto il personale dipendente della Difesa ma anche ad alcune categorie di civili aderenti ad associazioni “vicine” alla Marina Militare (Nastro Azzurro, Lega Navale, ANMI, ecc.).

Nel 2000, in occasione del trasferimento dell’Istituto Studi Militari Marittimi da Livorno a Venezia, confluirono nella biblioteca circa 15.000 volumi provenienti dall'Istituto livornese. Si trattava, in maggioranza, di testi ad indirizzo storico-scientifico, di particolare interesse didattico per il Corso Normale di Stato Maggiore.

Nel 2001, fra l'I.S.M.M. e la provincia di Venezia, fu stipulato un "protocollo di intesa" finalizzato ad una importante collaborazione nell'ambito delle biblioteche provinciali veneziane. Attualmente la consistenza numerica del materiale bibliografico è di circa 120.000 titoli, fra volumi e periodici.

Tra le opere di maggior pregio si citano le seguenti:

    • La geografia” di Claudio Tolomeo del 1574;
    • Nautica Mediterranea” di Bartolomeo Crescentio Romano del 1602;
    • I carichi militari” di Frà Lelio Brancacio del 1620;
    • La carta del Navegar” di Marco Boschini del 1660;
    • Dell’origine et imperio de turchi et delle guerre fatte da loro” di Francesco Sansovino (contenuta in una raccolta con altre monografie di altri autori del 1689);
    • De la theorie de la manouvre des vasseaux” di Bernard Renan d’Eliçagaray del 1689;
    • Astronomiae physicae e geometricae elementa” di Davidis Gregorii (David Gregory) del 1726;
    • Elemens d’astronomie” di M. Cassini del 1740;
    • Traite pratique du grrement des vaisseaux et outres batiments de mer” di M. Lescallier del 1741;
    • Della sfera armillare e dell’uso di essa nell’astronomia nautica e gnomonica” di Alberto Pappiani del 1745;
    • Viaggio attorno al mondo fatto negli anni MDCCXL.I.II.III.IV dal signor Giorgio Anson” di Riccardo Walter del 1756.