Marina Militare

Nelle 5 settimane di attività approfondimenti di esperti e docenti della SIA, di qualificati rappresentanti della Forza armata e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti

26 novembre 2020 Emanuele Rossetti

Articolato su 16 giornate di incontri a partire dal 20 ottobre scorso, martedì 24 novembre è terminato il primo workshop sullo spazio, andato "in onda" dalla sala regia di Palazzo Marina a partire dal 20 ottobre u.s. e patrocinato dalla Marina Militare.

L’evento, intitolato "Lo spazio orbitale: sistemi complessi e applicazioni", e svolto completamente in modalità virtuale, è stato incentrato sugli interventi del Prof. Mauro Balduccini e del Prof Paolo Teofilatto, in collaborazione con la MaBaConsulting e la Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) dell’Università La Sapienza di Roma. Le tematiche trattate nel corso delle 5 settimane di attività sono state arricchite con approfondimenti da parte di esperti e docenti della SIA, di qualificati rappresentanti della Forza armata e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Tra gli interventi, di particolare pregio quello dell’ammiraglio Raffaele Azzarone che ha ricordato il ruolo che la Marina ha storicamente rivestito nel settore dei servizi spaziali delle telecomunicazioni, ripercorrendo un periodo pioneristico già allora caratterizzato da spirito d’iniziativa e coraggio nell’affrontare le nuove sfide, anche tecnologiche.

Il workshop, realizzato per condividere la cultura dello spazio e fornire anche strumenti utili per il personale indirizzato verso l’impiego nel settore ovvero a vario titolo interessato, ha consentito di recuperare una prospettiva storica del ruolo assunto dalla Forza armata in questo peculiare campo d’applicazione, fornendo al contempo una visione rinnovata alla luce delle moderne sfide e delle nuove opportunità che ci attendono.

Oggi il settore dei satelliti continua a rappresentare un importante asset capacitivo di grande interesse per la Marina: esso assicura, oltre alla capacità di telecomunicazioni, anche eccellenti opportunità per integrare la Maritime Situation Awareness con infrastrutture satellitari dotati di payload dedicati. Inoltre, potrà fornirela possibilità, in futuro, di impiegare efficacemente costellazioni di satelliti miniaturizzati con costi "sostenibili", in ragione della sempre più spinta miniaturizzazione dei componenti sia elettrici che meccanici. In questo contesto, il workshop ha consentito di inquadrare chiaramente un approccio allo spazio come sistema di sistemi, dove integrare diversi elementi, tecnologie e servizi sia terrestri che propri dei programmi spaziali.

L’entusiasmo e lo slancio nel confronto con nuove sfide, la naturale inclinazione del "marinaio" verso l’esplorazione, uniti all’esperienza pluridecennale maturata in ambito subacqueo, per molti versi affine a quello spaziale, caratterizzeranno l’impegno della Marina in questo dominio, dove occorre preservare la stessa libertà d’azione tipica del global common.

La Marina potrà offrire un significativo contributo in diversi campi di applicazione del comparto spaziale, anche a supporto di iniziative in grado di conferire al Paese una capacità autonoma di accesso allo spazio, fattore abilitante anche in termini di potenziali cooperazioni ad ampio spettro. È stato infatti avviato un progetto di ricerca volto a verificare l’impiegabilità di Nave Garibaldi (a termine della propria vita operativa) come piattaforma di lancio missilistico/satellitare; l’iniziativa potrebbe permettere di esprimere, in chiave interforze, inter-agenzia ed eventualmente internazionale, le potenzialità della Forza Armata in supporto alle politiche nazionali nel settore.

Tra le altre aree d’interesse della Forza Armata nel settore spaziale emerge anche il potenziale supporto nella formazione degli astronauti - in virtù delle fortissime affinità con l’addestramento nel settore subacqueo nel quale la Marina ha eccellenze di primo piano - e il concorso e l’utilizzo delle capacità di Space Surveillance and Tracking e Space Situational Awareness, nonché,i n futuro, la possibile partecipazione nella composizione degli equipaggi per il volo umano nello spazio.

Per fronteggiare le nuove sfide, la Marina Militare ha assegnato al settore spaziale il ruolo di area tecnologica strategica per la Forza Armata, promuovendo al contempo un’importante riorganizzazione interna dotandosi di una propria capacità nel settore, efficacemente federabile nel contesto Interforze e con le altre articolazioni dello Stato, ma dotata della necessaria resilienza sistemica per assicurare adeguati margini di autonomia e autosufficienza.

In linea con il nuovo formato adottato per il workshop, la cerimonia di chiusura e di consegna degli attestati di partecipazione alla presenza del Sig. Sotto Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis, è avvenuta completamente in modalità digitale.