Marina Militare

Da 119 anni il simbolo di una delle tradizioni più pure della Marina Militare

23 febbraio 2021 Redazione Web

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Le sue parole sono un autentico atto di Fede e amor di Patria. Nessuno infatti può dirsi marinaio se almeno una volta durante il proprio servizio in armi sul mare non abbia ascoltato o recitato la “Preghiera del Marinaio”.

Simbolo di una delle tradizioni più pure della Marina Militare, la preghiera vespertina giunge oggi al suo 119° anniversario, sostenendo da oltre un secolo lo spirito e la coesione dei nostri equipaggi. Era il 23 febbraio del 1902 quando, in occasione della consegna della bandiera di combattimento all’incrociatore corazzato Giuseppe Garibaldi nel porto di Genova, la “Preghiera del Marinaio” veniva recitata per la prima volta a bordo di una nave da guerra italiana. A comporre i suoi versi fu lo scrittore e poeta vicentino Antonio Fogazzaro nel 1901, sollecitato dal vescovo di Cremona, monsignor Geremia Bonomelli. Secondo quanto ci ha lasciato in eredità la storia, l’impulso venne dall’allora comandante in seconda del Garibaldi, capitano di fregata Gregorio Ronca, fervente cattolico. Pervaso dall’idea che anche gli equipaggi delle navi da combattimento dovessero avere una preghiera alla quale affidarsi e nella quale accrescere il senso di appartenenza, il comandante Ronca si rivolse ad una nobildonna livornese sua conoscente, la marchesa Eleonora Pallavicini, la quale a sua volta interpellò monsignor Bonomelli, cui stava al cuore lo spirito religioso dei marinai.

Fu così che l’anno precedente, a Genova, il Comitato delle dame genovesi offrì la Bandiera di combattimento al Giuseppe Garibaldi, nelle mani del comandante, capitano di vascello Cesare Agnelli. In tale occasione il Comitato fece anche dono di un labaro in seta bianca sul quale la marchesa Pallavicini aveva fatto ricamare la Preghiera Vespertina per gli equipaggi della Regia Marina da guerra,

Vista l’intensa carica patriottica e di fede espressa nei versi, nel marzo del 1902 il comandante chiese ed ottenne dall’allora Ministro della Marina, ammiraglio Costantino Morin, l’autorizzazione a recitarla in navigazione prima dell’ammaina bandiera, con l’equipaggio schierato a poppa.  Da allora tale consuetudine si diffuse rapidamente su tutte le navi della flotta, tanto che pochi anni più tardi la preghiera vespertina era già comunemente conosciuta come “Preghiera del marinaio” e ne era stata resa obbligatoria la lettura a bordo.

Oggi, oltre a connotare i momenti che precedono l’ammaina bandiera durante la navigazione, la Preghiera del Marinaio trova spazio anche al termine delle messe a bordo, nei presidi della Marina e al termine delle funzioni religiose celebrate in suffragio di marinai deceduti, declinando attraverso i suoi sacri versi i valori di Patria e Onore sui quali si fonda l’intera Forza Armata.