Marina Militare

Un’area strategica che riveste un’importanza cruciale sotto il profilo geopolitico e geostrategico

17 luglio 2025 Alessandro Lentini

​Circa due milioni e mezzo di chilometri quadrati: questa è l'estensione del Mar Mediterraneo, dalla soglia occidentale dello Stretto di Gibilterra, passando per il Canale di Suez, fino al Bosforo, porta d'ingresso verso il Mar Nero. Un'area strategica che riveste un'importanza cruciale sotto il profilo geopolitico e geostrategico, poiché rappresenta la via d'acqua più breve tra Oriente e Occidente, ed è attraversata da una fitta rete di infrastrutture energetiche e digitali sottomarine, vitali per gli interessi economici e di sicurezza del continente europeo.

Ogni giorno, oltre 9.000 navi – tra unità militari, commerciali, da pesca e da turismo – attraversano il Mar Mediterraneo, uno dei mari più affollati e strategicamente sensibili al mondo. Accanto alle attività delle Marine alleate, la presenza di unità navali e sommergibili non alleati rappresenta un ulteriore elemento di attenzione operativa. Tra queste, il gruppo navale russo che, un tempo stazionava presso la base navale di Tartus, opera oggi prevalentemente in acque internazionali, a seguito dei cambiamenti politici in Siria. Non sono rari i casi in cui queste unità transitano a poche miglia dalle acque territoriali italiane, confermando la necessità di un monitoraggio costante e di una presenza credibile.

In questo contesto articolato operano numerose missioni nazionali e internazionali. Attualmente, tutte le operazioni condotte sotto egida dell'Unione Europea e della NATO sono affidate al comando della Difesa italiana, esercitato attraverso la Marina Militare, con l'obiettivo condiviso di assicurare deterrenza, sorveglianza e sicurezza marittima.

Tra queste spicca l'Operazione Mediterraneo Sicuro (OMS), che da sola assicura un controllo costante di circa quattro quinti dell'intera area del Mediterraneo, grazie a un dispositivo integrato composto da unità navali, elicotteri, sommergibili, aerei da pattugliamento marittimo dislocati a Sigonella (velivoli dell'Aeronautica ed equipaggi misti di Marina e Aeronautica), e team della Brigata Marina San Marco per operazioni di abbordaggio. Tra i compiti principali dell'Operazione Mediterraneo Sicuro rientra anche la pianificazione e conduzione delle attività di monitoraggio, sia nei confronti delle unità navali non alleate in transito nelle vicinanze delle coste italiane, sia delle infrastrutture critiche sottomarine, nell'ambito dell'Operazione Fondali Sicuri. Attualmente, la flagship dell'operazione è Nave Carabiniere, con a bordo lo staff di COMDINAV 2, guidato dall'Ammiraglio di Divisione Andrea Petroni.

Nel Mediterraneo centrale, con un focus complementare, la missione europea IRINI è impegnata nel far rispettare le risoluzioni ONU che, dal 2011, vietano il traffico di armi da e per la Libia. La flagship della missione è Nave Morosini, con a bordo il contrammiraglio Alessandro Di Biasi, attualmente Force Commander al comando di un dispositivo aeronavale europeo.

Sempre nel Mediterraneo operano stabilmente due gruppi navali permanenti della NATO, inquadrati nell'ambito dell'operazione Noble Shield. Il primo è il Task Group 441.02 (ex-Standing NATO Maritime Group 2 - SNMG2), gruppo di navi d'altura attualmente sotto il comando del contrammiraglio Francesco Iavazzo, imbarcato con il suo staff internazionale sulla fregata Carlo Bergamini. Il secondo Task Group 441.04 (ex-Standing NATO Mine Countermeasures Group 2 - SNMCMG2), una forza specializzata nelle attività di contromisure mine, attualmente guidata dal capitano di vascello Fortunato Genovese, a bordo del pattugliatore Foscari. Entrambi i comandi sono passati in mano italiana nei primi giorni di luglio, a conferma del ruolo di rilievo dell'Italia nel dispositivo marittimo dell'Alleanza Atlantica.

Spostandosi poco oltre Suez, nel Mar Rosso, la missione ASPIDES – lanciata in ambito europeo per la protezione del traffico mercantile – è tornata al centro dell'attenzione dopo la ripresa degli attacchi alle navi commerciali da parte degli Houthi. A guidare la missione in mare, a bordo del cacciatorpediniere Andrea Doria, è il contrammiraglio Andrea Quondamatteo, operativo da poche settimane con il suo staff come Force Commander.

Oltre mille tra uomini e donne della Difesa sono oggi impegnati quotidianamente in mare, a bordo di navi, elicotteri, aerei da pattugliamento e sommergibili della Marina Militare. Un dispositivo che lavora lontano dai riflettori, spesso nascosto all'orizzonte, ma costantemente in prima linea nella tutela degli interessi strategici nazionali e nella difesa della sicurezza marittima, sia sopra che sotto “l'affollata" superficie di un Mediterraneo che non smette mai di essere “al centro delle terre".