Marina Militare

Nave Comandante Cigala Fulgosi ha partecipato all’esercitazione marittima multinazionale complessa

4 maggio 2026 Riccardo Raciti (foto Giuseppe Alessandro De Francesco)

Nave Comandante Cigala Fulgosi ha partecipato all'esercitazione marittima multinazionale complessa OBANGAME EXPRESS 2026 (OE 26) nel Golfo di Guinea, la più ampia e partecipata attività addestrativa navale dell'Africa Occidentale. L'Unità, nell'ambito della conduzione dell'Operazione antipirateria GABINIA, si è cimentata nella gestione di diversi scenari operativi, operando in stretta sinergia con le marine militari di Sierra Leone, Liberia, Costa d'Avorio e Ghana.

Giunta alla sua 15ª edizione, l'OE 26 ha visto coinvolti circa 40 attori istituzionali tra Paesi d'Africa, Europa e Sud America, organizzazioni internazionali quali UNDOC, INTERPOL, NCIS, MARITIME ANALYS AND OPERATION CENTRE, a testimonianza della sua rilevanza e importanza su scala mondiale nell'ambito della cooperazione internazionale reale, a salvaguardia degli interessi marittimi e degli equilibri globali.

L'esercitazione ha contribuito al rafforzamento delle capacità istituzionali dei Paesi africani, scoraggiando le attività illegali e proteggendo le economie marittime del Golfo di Guinea, con la partecipazione delle seguenti nazioni: Angola, Benin, Belgio, Brasile, Capo Verde, Camerun, Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Danimarca, Guinea Equatoriale, Francia, Gabon, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Italia, Liberia, Mauritania, Marocco, Paesi Bassi, Nigeria, Repubblica del Congo, São Tomé e Príncipe, Senegal, Sierra Leone, Spagna, Togo, Tunisia e Stati Uniti.

Sponsorizzata dal Comando Statunitense “U.S. Africa Command" e gestita dalla “U.S. Sixth Fleet", l'O.E. 26 ha offerto alle forze navali africane e ai partner internazionali l'opportunità di affrontare le principali sfide della sicurezza marittima, effettuando un addestramento congiunto per il contrasto della pirateria, dei traffici illeciti e della pesca illegale. Le esercitazioni hanno inoltre consentito di migliorare le comunicazioni, sia nave-terra sia tra i centri operativi marittimi, attraverso scenari realistici volti a rafforzare l'interoperabilità e a contribuire alla sicurezza marittima nel quadro dell'architettura del Codice di condotta di Yaoundé.