Marina Militare

La Marina Militare protagonista all’Ospedale Universitario “Ruggi” di Salerno sul tema della medicina subacquea Iperbarica” 

15 giugno 2026 Fiorenzo Fracasso

​​​Nella giornata del 9 giugno 2026, il personale sanitario della Marina Militare ha partecipato, in qualità di relatore, all'evento di aggiornamento medico scientifico dal titolo “La gestione del subacqueo con patologia da decompressione (PDD) in un DEA di II livello" che si è svolto presso L'Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno, sotto la Direzione Scientifica del dr Antonio Siglioccolo, Responsabile dell'Unità Operativa Semplice di Medicina Subacquea e Terapia Iperbarica dell'ospedale campano. 

L'attività rientra tra le iniziative svolte nell'ambito del Gemellaggio Istituzionale sancito presso il Centro Ospedaliero Militare (C.O.M.) di Taranto, in data 11 ottobre 2025, tra i centri iperbarici dei due Enti Ospedalieri, Universitario e Militare, “ai fini dello studio, della ricerca scientifica e della condivisione dell'esperienza nel campo dell'ossigenoterapia iperbarica". 

Dopo i saluti istituzionali del dr Renato Gammaldi, Direttore dell'Unità Operativa Semplice di Anestesia e Rianimazione del “Ruggi", e del capitano di vascello  Giovanni Calvelli, Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, il contrammiraglio Fiorenzo Fracasso, capo del Servizio di Medicina Iperbarica del C.O.M. Taranto, ha relazionato sul tema della gestione “sul campo" dell'incidente subacqueo, illustrando il modello di assistenza sanitaria impiegato nelle operazioni svolte dai Nuclei Subacquei della Marina, e su quello delicato del trattamento iperbarico del paziente critico affetto da patologia da decompressione.

Il primo luogotenente I/Fsb Vincenzo Clemente, Coordinatore degli Infermieri del Servizio di Medicina Iperbarica del C.O.M. Taranto, ha descritto il ruolo e le capacità professionali del Sottufficiale Infermiere di Marina abilitato quale tecnico di fisiopatologia subacquea, sempre presente e attivo in prima linea dell'assistenza ai Nuclei Subacquei impiegati in attività operative e nel primo soccorso in caso di incidente subacqueo. 

L'evento scientifico, destinato ad un pubblico di “addetti ai lavori", che includeva, oltre a sanitari e tecnici impiegati nell'ambito iperbarico, Medici Specialisti rianimatori e dell'emergenza-urgenza e infermieri di area critica, oltre a una nutrita rappresentanza di Medici Specializzandi in Anestesia e Rianimazione dell'Università Salernitana, ha costituito una validissima occasione di divulgazione e conoscenza della medicina subacquea iperbarica e delle attività svolte dalla Marina Militare, consolidando rapporti di collaborazione già attivi e validi tra Enti Militari e Civili.​