Marina Militare

L’esercitazione, guidata dalla Sala Operativa della Compamare Milazzo è nata per testare l’efficacia del piano antinquinamento della rada di Milazzo

22 giugno 2026 Fabio Monforte - Marzio Pratellesi

Il 15 giugno 2026, nave Orione e nave Vega, unità d'altura della Prima Squadriglia Pattugliatori sotto il Comando della Quarta Divisione Navale, hanno disormeggiato dal porto di Augusta per ricongiungersi con nave Corsi, pattugliatore della Guardia Costiera di base a Messina, e nave Favignana, per prendere parte alla POLLEX 26.

L'esercitazione, guidata dalla Sala Operativa della Compamare Milazzo e pianificata di concerto agli enti della Marina, è nata per testare l'efficacia del piano antinquinamento della rada di Milazzo e la prontezza di risposta degli assetti coinvolti, al quale la Marina si aggiunge grazie alle spiccate capacità antinquinamento delle unità della Prima Squadriglia Pattugliatori.

Lo scenario simulato, ha visto nave Favignana segnalare alla citata Compamare uno sversamento di idrocarburi (gasolio leggero) nelle acque antistanti l'area marina protetta, innescando un'emergenza locale di antinquinamento. La sala operativa ha ordinato a nave Corsi, in transito nello stretto di Messina con nave Orione e nave Vega, di dirigere in area e ha dislocato una motovedetta, che ha rilevato cinque chiazze isolate di prodotto inquinante. Le unità della Marina, in concorso con le agenzie civili del porto di Milazzo allo scopo deputate, sono intervenute ciascuna su una macchia di inquinante, al fine di operare il contenimento e la successiva separazione meccanica, scongiurando il raggiungimento dell'area marina protetta. La gestione simultanea di più chiazze nella stessa area rappresenta un elemento di innovazione rispetto all'edizione precedente dell'esercitazione, richiedendo un maggiore coordinamento per evitare interferenze tra le unità con le attrezzature a mare.

A bordo di nave Vega erano presenti per l'occasione, in qualità di osservatori, due membri della società ENI Rewind S.p.A., responsabile per ENI dell'antinquinamento e risposta rapida in caso di oil spill dei propri siti e infrastrutture, che hanno potuto fornire un valore tecnico aggiunto all'attività, rinforzando l'ormai datata collaborazione tra il colosso energetico nazionale e la Forza Armata.

L'esercitazione ha dimostrato la prontezza degli assetti e l'ottima risposta delle unità della Marina a un evento potenzialmente dannoso per l'ambiente, confermando la solida cooperazione inter-agenzia con enti civili e la validità delle capacità in ambito civile dei mezzi della Forza Armata a tutela dell'ambiente marino.