Marina Militare

I limiti operativi dei droni in mare

7 luglio 2026 di Matteo Pavone

L'integrazione degli Unmanned Aerial Systems (UAS) nelle applicazioni militari richiede lo sviluppo di sistemi complessi per garantire la sicurezza del volo e definire un nuovo paradigma nell'impiego degli assetti aeronavali. Se per gli aeromobili tradizionali le campagne di prova denominate SHOL (Ship-Helicopter Operating Limits) determinano rigidamente i diagrammi polari e le condizioni di vento sicuro per il decollo e l'appontaggio, per i sistemi a pilotaggio remoto non sono ancora state sviluppate linee guida analoghe.

Per colmare questo vuoto sperimentale, nel mio elaborato di tesi, svolto con il supporto del Centro Sperimentale Aeromarittimo (CSA) della Marina Militare Italiana, ho sviluppato una procedura per definire gli Ship-UAS Operating Limits (SUOL), concentrandomi specificamente sugli aeromobili unmanned ad ala rotante. Nel corso della ricerca ho esaminato le traiettorie ottimali di avvicinamento e appontaggio del drone AWHERO della Leonardo sulla nave LHD Trieste, analizzando due diverse direttrici di volo in differenti condizioni meteomarine: da poppa, a 180° rispetto alla nave, e da poppa-sinistra, a 225°.

Utilizzando uno scenario in assenza di vento come riferimento iniziale per tracciare il percorso ideale di base, ho successivamente variato l'intensità e la direzione del vento per mappare numericamente il comportamento del velivolo e ricavarne l'inviluppo operativo. Le simulazioni hanno evidenziato come il sistema a pilotaggio remoto modifichi la propria traiettoria per sfruttare il profilo del vento e mantenere il rispetto dei vincoli cinematici e strutturali imposti dall'ambiente navale.

Questo approccio analitico mi ha permesso di identificare preventivamente le condizioni critiche in cui viene superato almeno uno dei limiti prestazionali o geometrici del mezzo, fornendo un supporto alla pianificazione delle future campagne sperimentali a bordo. Pur nell'ambito delle semplificazioni modellistiche adottate, i risultati dimostrano che l'ottimizzazione preliminare della traiettoria offre una previsione realistica del comportamento del velivolo già nelle prime fasi di sviluppo, riducendo la necessità di prove esplorative in mare e contenendo i tempi, i costi e i periodi di inoperatività della nave durante i test.

Come ufficiale del Corpo del Genio della Marina, specialità Genio Navale, ho conseguito la laurea in Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Trieste il 19 marzo 2026 dopo il percorso in Accademia Navale, e sono attualmente destinato su Nave Atlante come futuro capo reparto scafo