Marina Militare

Il drone multidominio per le operazioni anfibie

8 luglio 2026 di Ettore Vinciguerra

Le moderne operazioni aeronavali richiedono una flessibilità d'impiego sempre maggiore, spingendo la ricerca verso sistemi in grado di operare efficacemente in contesti interforze e trans-dominio per rispondere a scenari geopolitici mutevoli.

Per affrontare questa complessa sfida ingegneristica, il Sottotenente di Vascello Ettore Vinciguerra ha sviluppato, nel suo lavoro di tesi di laurea, uno studio preliminare incentrato sulla progettazione di un drone militare con capacità multi-missione modulare.

La ricerca ha portato alla definizione di un concetto tecnologico denominato UASV (Unmanned Aerial Surface Vehicle), un idrovolante a pilotaggio remoto battezzato Mallard. Questo mezzo, concepito per essere imbarcato esclusivamente su navi anfibie dotate di bacino, è capace di effettuare il volo in quota, il decollo da surfaces marine o piste terrestri e la navigazione idrica di superficie. I principali vantaggi logistici e operativi risiedono nella riduzione dei volumi occupati a bordo delle unità della flotta, nel contenimento dei costi e dei tempi di gestione manutentiva e nell'ottimizzazione dell'addestramento del personale dedicato.

L'architettura del B-Mallard si basa su una spiccata modularità del payload, strutturata per consentire l'intercambiabilità rapida di moduli per missioni di ISR (Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance), evacuazione medica (Medevac), difesa d'area e trasporto di container o RHIB. Sotto il profilo cargo, il vettore permette il trasferimento di materiali generali e parti di rispetto in quantità superiori rispetto agli attuali elicotteri in dotazione alla Forza Armata. Il design unisce elementi storici della trattatistica aeronautica, come lo scafo inserito nella pubblicazione NACA TN 2481 del 1952, con geometrie stealth e aerodinamiche moderne. L'innovazione principale risiede nell'integrazione di un sistema idraulico di folding a compasso delle ali, che stabilizza il mezzo durante la navigazione idrica e ottimizza lo stivaggio in hangar.

L'analisi propulsiva e di calcolo della resistenza nelle fasi di decollo è stata condotta sviluppando un codice VBA per implementare il metodo di Savitsky customizzato, integrando gli effetti delle superfici portanti e della fusoliera. Attraverso l'applicazione di questo modello e del metodo multicriteriale TOPSIS, lo studio ha permesso di selezionare la configurazione ottimale sia per il sistema propulsivo turbofan dedicato al volo livellato stazionario e in salita, sia per l'idrogetto impiegato nella navigazione di superficie.

L'autore, ufficiale del Corpo del Genio della Marina, specialità Genio Navale, ha conseguito la laurea in Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Trieste il 19 marzo 2026 ed è attualmente destinato presso il 2° Gruppo Elicotteri di Catania