Marina Militare

Metanolo e biocarburanti per la flotta

8 luglio 2026 di Rosario Vasile

Le moderne navi idro-oceanografiche operano spesso in contesti ambientali unici e delicati, come le aree polari o i santuari marini del Mediterraneo, dipendono storicamente dal tradizionale gasolio navale. Oggi la decarbonizzazione e la riduzione dell'impatto ambientale rappresentano requisiti normativi e operativi stringenti che impongono di abbattere drasticamente le emissioni inquinanti senza compromettere l'autonomia e la prontezza dello Strumento Militare.

Per rispondere a questa sfida energetica, il Sottotenente di Vascello Rosario Vasile ha sviluppato, nel suo lavoro di tesi, uno studio incentrato sulla transizione energetica diversificata applicata alle unità di prossima generazione della Forza Armata.

La ricerca si è focalizzata sulla Nuova Unità Idro-Oceanografica Maggiore (NIOM), futura ammiraglia scientifica della Marina Militare, valutando la fattibilità tecnica di un sistema di alimentazione Dual Fuel basato sul metanolo. Questo combustibile liquido, già impiegato nello shipping mercantile di ultima generazione, abbatte sensibilmente i livelli emissivi ma richiede precisi adeguamenti strutturali e di sicurezza a causa del suo basso punto di infiammabilità (flash point). Lo studio evidenzia la necessità di integrare impianti ad azoto per l'inertizzazione e di ottimizzare l'architettura interna dello scafo, dato che il metanolo richiede volumi di stivaggio superiori rispetto al gasolio a parità di resa energetica.

L'analisi delinea una strategia a due binari a seconda dei compiti logistici e operativi delle singole unità. Se il metanolo risulta una scelta ottimale per le navi scientifiche e ausiliarie destinate a operare in ecosistemi protetti, per i pattugliatori e le unità da combattimento d'altura la via più immediata è l'adozione di miscele di gasolio militare F76 con HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). Questo biocarburante di ultima generazione, ricavato da scarti biologici, consente di ridurre l'impatto ecologico della flotta di prima linea senza imporre modifiche strutturali invasive o la radicale riconfigurazione delle infrastrutture logistiche di terra.

L'autore, ufficiale del Corpo del Genio della Marina, specialità Genio Navale, ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Navale presso l'Università degli Studi di Genova il 24 marzo 2026 ed è attualmente destinato su Nave Fasan con l'incarico di Capo Reparto Scafo