Nel passato, la tematica ambientale non era avvertita come lo è nell’odierna civiltà occidentale, nonostante le radici di una «attenzione» verso l’ambiente siano rintracciabili in tempi anche lontani. A ben vedere, infatti, il tema «ambiente» non è la novità esplosa alla fine degli anni Sessanta, ma è sempre esistito, e le varie civiltà che si sono alternate sul pianeta Terra non hanno, pertanto, convissuto con l’ambiente, ma hanno dovuto, spesso, lottare contro di esso. Tuttavia, è solo a partire proprio dagli anni Sessanta del secolo scorso che si è principiato — soprattutto grazie a movimenti d’associazione — a occuparsi di tutela ambientale da un punto di vista etico, del pensiero, e sotto diversi aspetti tra i quali la sostenibilità e l’ecologia. Da una prospettiva giuridica è sorto, non senza difficoltà, il diritto ambientale, ambito da cui scaturiscono numerose implicazioni legali nei vari settori. Oggi, nel XXI secolo, la tutela dell’ambiente rappresenta un’azione prioritaria degli attori globali ed europei. Il Piano nazionale italiano di ripresa e resilienza (PNRR) (1) dedica ampio spazio alla transizione ecologica e alla regolazione del cambiamento climatico, contribuendo, come stabilito dall’European Green Deal (2), a rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 (neutralità climatica). L’Italia, come riportato nel citato PNRR: «è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e, in particolare, all’aumento delle ondate di calore e delle siccità. Le zone costiere, i delta e le pianure alluvionali rischiano di subire gli effetti legati all’incremento del livello del mare e delle precipitazioni intense».
Anche il vertice «G20», fissato quest’anno a Roma tra il 30 e il 31 ottobre, affronterà la «crisi climatica». Le emissioni dei vari gas «a effetto serra» sono calate durante la pandemia, ma oggi tendono a tornare ai livelli antecedenti. Secondo molti analisti, una volta «lasciata di poppa» la crisi Covid, quella climatica tornerà prepotentemente d’attualità e verso questa dovranno indirizzarsi i singoli sforzi economici nazionali, che non potranno prescindere da una valutazione circa la sostenibilità dei relativi investimenti.
Addirittura gli Stati Uniti ritengono il problema ambientale, quindi climatico, un’esigenza strategica in ordine al mantenimento della propria sicurezza, mostrando così un cambio di passo d’attenzione, verso tal senso, a partire dall’attuale presidenza Biden (3).
Dal canto suo la Marina Militare è molto attenta ai cambiamenti climatici e allo studio dei fenomeni correlati, con particolare riguardo al suo ambiente d’elezione: il mare. Proprio per questo perseveriamo da diversi anni con la missione High North(4), già proposta nel triennio 2017-19 e confermata per il 2020-22 sotto la direzione dell’Istituto idrografico della Marina ed eseguita da nave
Alliance (5).La missioneHigh Northcostituisce, infatti, uno strumento di supporto a beneficio della comunità scientifica nazionale e internazionale per lo studio e il monitoraggio del mondo marino in relazione ai cambiamenti climatici globali. Di fatto, l’area artica rappresenta, in un momento di forti cambiamenti climatici e di trasformazioni ambientali, un nodo cruciale per l’economia globale e la geopolitica, con ricadute rilevanti anche per il nostro paese.
Al cambio di paradigma richiesto dalla crisi ambientale si lega anche un ripensamento circa il funzionamento dei sistemi energetici: è un fatto che la transizione ecologica passa necessariamente per quella energetica. Ed è noto come l’economia si basi largamente sull’utilizzo dei combustibili fossili, fonti a loro volta non rinnovabili e all’origine di emissioni di gas a effetto serra, oltre ad altre forme d’inquinamento dell’acqua e del suolo. È dunque evidente che la regolazione della crisi climatica dovrà passare per forza di cose attraverso un sistema d’approvvigionamento energetico sostenibile basato, a sua volta, su risorse rinnovabili. Un programma non certo facile e che coinvolge un panorama geopolitico, economico e sociale molto ampio, destinato a tradursi non in secoli, ma in decenni, e neppure tanti.
Giova ricordare, a questo punto, che la Marina Militare ha confermato la propria posizione d’avanguardia. Dopo un periodo di sperimentazione, oggi la Forza armata è predisposta all’impiego, a bordo delle proprie unità navali, di quote rilevanti di combustibile «Green Diesel» (6), con componente d’origine rinnovabile. Ed è la prima, e unica, tra le Marine militari europee. Oltre a questa fonte alternativa, la Marina Militare sta pensando al Gas Naturale Liquefatto (GNL) come carburante «alternativo» per le proprie navi. Infine, un notevole interesse è attribuito all’impiego dell’idrogeno, elemento che sta assumendo un ruolo sempre maggiore in vista di un’economia il più possibile vicina a zero emissioni di carbonio. A differenza dei combustibili fossili, infatti, l’idrogeno non genera sottoprodotti pericolosi in fase di combustione; e quando quello stesso idrogeno viene combinato con l’ossigeno in una cella a combustibile ne emergono solo energia e acqua pulita. L’ottimizzazione dei processi di produzione dell’idrogeno a basso impatto ambientale attraverso l’elettrolisi dell’acqua, fanno, pertanto, dell’idrogeno verde una risorsa potenzialmente illimitata e il vettore energetico ecologico per eccellenza. La Marina Militare ha scelto, in piena e lungamente meditata consapevolezza, già da due decenni, per i propri sottomarini di nuova generazione della classe «U212A» (7), l’idrogeno, il cui utilizzo nelle celle a combustibile assicura una propulsione indipendente dall’aria in grado di garantire ai mezzi subacquei lunghe e invisibili permanenze negli abissi con impatti ambientali quasi nulli e massima efficacia operativa.
La sostenibilità ambientale è, quindi, un obiettivo dei prossimi anni con puntuali e immediate ricadute in capo all’economia e alla finanza attraverso il diritto, il cui rispetto poggia sia sull’educazione di tutti sia sull’uso, quando necessario, proporzionato della forza.
La
Rivista Marittima, in quanto sempre libera voce, da Statuto, di ogni dibattito scientifico di propria competenza, qualsiasi sia lo spettro dell’indagine o il tema del contendere, sa che viviamo non un, ma il
Blue Century. Lo fa con le sue pagine aperte a tutti gli autori nel rispetto delle reciproche posizioni, della verità dei fatti, per continuare a suscitare opinioni e riflessioni, con l’auspicio che la sostenibilità, intesa in senso tecnologico e razionale, sia sempre più applicabile alle distese marine.
Daniele Sapienza
(1) PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza): documento programmatico che scandisce tempi e modalità di utilizzo delle risorse del Recovery Fund. «Il PNRR è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del Paese (…). Il Governo intende aggiornare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile; ambiente e clima; idrogeno; automotive; filiera della salute. L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale», cit. Premessa PNRR, p.5.
(2) Il Green Deal europeo o Patto Verde europeo consiste nell’insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. «Il Green Deal europeo trasformerà l’UE in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, garantendo che: nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra; la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse; nessuna persona e nessun luogo siano trascurati»,
https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it (06/07/2021).
(3) IISS (International Institute for Strategic Studies).
https://www.iiss.org/blogs/military-balance /2021/02 /biden-climate-change-defence (06/07/2021).
(4) «L’attività è parte del Programma pluriennale di ricerca in Artico della Marina Militare. High North 2020-22, è coordinata e condotta dall’Istituto idrografico della Marina, con la partecipazione dei diversi enti di ricerca nazionale e internazionale quali NATO STO-CMRE, JRC - Centro di ricerca dell’Unione europea, Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico (ENEA), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS), European Research Institute (ERI) e industria (e-GEOS)»(sito WEB Marina Militare,
https://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-la-ricerca/Pagine/high_north.aspx 06.07.2021).
(5) «Nave Alliance (distintivo ottico A5345 - nominativo internazionale IALL) è un’unità polivalente di ricerca (NATO Research Vessel - NRV), svolge principalmente attività condotte dal Centro di ricerca e sperimentazione marittima (Centre for Maritime Research and Experimentation - CMRE), per conto dell’Organizzazione scientifica e tecnologica (Science and Technology Organization - STO) della NATO. Dal marzo 2016 è equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 fra la Marina Militare e il CMRE. Dal 21 marzo 2016, nave Alliance ha dipendenza organica, per il tramite del Comando Squadriglia unità idrografiche ed esperienze (COMSQUAIDRO) e il Comando delle Forze di contromisure mine (MARICODRAG), dal Comando in capo della Squadra navale (CINCNAV)». La Marina Militare, nel condividerne l’impiego con la NATO, la utilizza nei periodi assegnati, principalmente per la missione High North a guida Istituto idrografico della Marina Militare.https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/forze-navali/Pagine/Alliance.aspx (06/07/2021).
(6)Green Diesel: «L’impiego di bio-combustibili, in particolare quelli ricavati da olii vegetali, presenta il vantaggio di una significativa riduzione delle emissioni di anidride carbonica, stimata in circa il 52% rispetto ai fossili, poiché viene conteggiato positivamente l'assorbimento di CO2 durante il ciclo di vita della pianta oleosa»,https://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-ambiente/flotta-verde/Pagine/I_Combustibili_alternativi.aspx (06/07/2021).
(7) Classe «U212A»:«Il Programma U-212A deriva dall’esigenza della Marina Militare di disporre di una nuova classe di sottomarini rispondenti alle attuali esigenze operative. Si tratta di sottomarini di medie dimensioni caratterizzati dall’impiego di tecnologie innovative che permettono prestazioni molto avanzate, particolarmente notevoli nel settore dell’autonomia occulta, delle segnature, del sistema elettroacustico e di lancio delle armi»,
https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/forze-subacquee/Pagine/ ClasseTodaro.aspx.
Editorial July- August 2021
In the past, environmental issues were not perceived as they are in current Western civilisation, although environmental sensibility has its roots in distant times, at a close look, the ecological awareness is not a novelty burst out in the late Sixties, but has always existed. The various civilisations that developed on planet Earth did not, therefore, coexist with the environment: in fact, they had often to fight against it. However, only from the 1960s — mainly thanks to the activism of movements and organisations — the approach to environmental protection has begun to include a multiplicity of aspects involving ethical concerns, sustainability and ecology. From a juridical point of view, the environmental law has emerged – not without difficulties – with many legal implications in different fields. Today, in the 21st century, environmental protection is a key priority for European and global actors. Ecological transition and management of climate change are among the main focuses of the Italian National Recovery and Resilience Plan (Piano nazionale italiano di ripresa e resilienza, PNRR) (a), with the overarching aim – as established by the European Green Deal (b) - of making Europe climate neutral by 2050. Italy, as stated in the abovementioned PNRR, “is highly vulnerable to climate change and in particular to increasing heat waves and droughts. Coastal areas, river deltas and floodplains are likely to suffer the effects of rising sea levels and heavy rainfall”.
Even the G20 Summit - which will be held in Rome on October 30th and 31st – will address the “climate crisis”. Greenhouse gas emissions have dropped during the pandemic, but today they are rising again nearly back to pre-Covid levels. According to many analysts, after the pandemic is over, climate crisis will forcefully become a topical issue again, which will inevitably influence national economic policies in terms of sustainable investing.
Even for the United States, the environmental issue, notably climate change, is a national security priority, showing a deeper commitment in this regard, promoted by the current Biden presidency (c).
For its part, the Italian Navy is well aware of the challenge of climate change and of the need to study connected phenomena, particularly as regards its natural environment: the sea. For this reason, we persevere for many years with the High North mission (d), first launched in the three-year period 2017-19 and repeated in 2020-22, conducted by NRV
Alliance (e), under the supervision of the Italian Navy Hydrographic Institute.TheHigh NorthCampaignis in fact an instrument in support of the national and international scientific community for the study and monitoring of global climate change impacts on the marine environment. In a moment characterised by marked climate and environmental changes, the Arctic region is actually a crucial issue for global economy and geopolitics, with significant impacts even on our country.
The environmental crisis not only requires a paradigm shift: a major reorientation in the approach to energy and energy services. Within the ecological transition, the energy transition plays a major role. It is known that the economy is largely based on fossil fuels, non-renewable energy sources that contribute to greenhouse gas emissions, besides generating water and soil pollution. It is clear therefore that the management of climate change will inevitably have to shift to a sustainable energy supply system based on renewable sources. This programme, certainly not easy, will have wide-ranging geopolitical, economic and social implications, bound to last not for centuries, but just a few decades.
It should be remembered, at this point, that the Italian Navy is always operating at the forefront in this field. Today, at the end of a period of testing activities and trials, the Italian Navy – first and only in Europe - is ready to use significant volumes of Green Diesel(f) onboard its units, with a component derived from renewable sources. Besides this alternative source, the Italian Navy is interested in the use of Liquefied Natural Gas (LNG) as a marine fuel. Hydrogen is also increasingly considered, in view of a zero- or low-carbon economy. Unlike fossil fuels, actually, hydrogen combustion does not generate dangerous by-products; moreover, hydrogen combination with oxygen in a fuel cell produces only energy and clean water. Thanks to the optimization of the production processes via water electrolysis, green hydrogen is a potentially unlimited resource and the ecological energy carrier par excellence. After long and thorough reflection, the Italian Navy has chosen and has being using hydrogen (for two decades already) in the AIP fuel-cell power plants onboard its new-generation U212A submarines (g), allowing these units to operate underwater for extended periods, with minimal environmental impact and maximum operational effectiveness.
Environmental sustainability is therefore a key objective for years to come, with inevitable and immediate impacts on economy and finance through the law, whose respect must be based both on general education and, when necessary, proportional use of force.
Rivista Marittima - alwaysas a free voice, by Statute, in any scientific debate within its competence and in whatever subject under study or discussion - is perfectly aware that we have been living not in “a”, but in “the” Blue Century. This is why its pages are open to all contributing authors, respecting all different viewpoints and the truth of the matter, in order to keep on inspiring opinions and reflections, hoping that sustainable concepts (both in terms of technology and rational thinking) may be increasingly applied to seas and oceans.
Daniele Sapienza
(a) PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza): programmatic document that states times and modes for the use of resources allocated by the Recovery Fund.
“The PNRR is part of a broader and more ambitious strategy for modernising the country (…) The Government intends to update national strategies on development and sustainable mobility, environment and climate, hydrogen, the automotive and health sector. Italy must combine imagination, design capacity and concreteness, in order to deliver to the next generations a more modern country within a stronger and more supportive European Union”, cit. PNRR, Foreword, p.5.
(b) The European Green Deal consists in a set of policy initiatives by the European Commission with the overarching aim of making Europe climate neutral in 2050. “The European Green Deal will transform the EU into a modern, resource-efficient and competitive economy, ensuring no net emissions of greenhouse gases in 2050; economic growth decoupled from resource use; no person and no place left behind”,
https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it (06/07/2021).
(c) IISS (International Institute for Strategic Studies).
https://www.iiss.org/blogs/military-balance /2021/02 /biden-climate-change-defence (06/07/2021).
(d) “The activity is part of the Multiyear Arctic Research Programme of the Italian Navy. High North 2020-22 is coordinated and conducted by the Italian Navy Hydrographic Institute, with the participation of several national and international research institutes, namely NATO STO-CMRE, the European Joint Research Centre (JRC), the National Research Council (CNR), the Italian National Agency for New Technologies, Energy and Sustainable Economic Development (ENEA), the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV), the National Institute of Oceanography and Applied Geophysics (OGS), the European Research Institute (ERI), and industry (e-GEOS)»(Italian Navy website,
https://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-la-ricerca/Pagine/high_north.aspx 06.07.2021).
(e) “NRV Alliance (Hull Number A5345 - Call Sign IALL), a multipurpose research vessel (NATO Research Vessel - NRV), is mainly employed to carry out activities conducted by the Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) for the NATO Science and Technology Organization (STO). Since March 2016, the ship is manned by Italian Navy personnel, pursuant to a memorandum of understanding signed in December 2015 between the Italian Navy and CMRE. Since 21 March 2016, NRV Alliance - through the Command of the Hydrographic and Research Units Squadron (COMSQUAIDRO) and the Command of the Mine Countermeasure Forces (MARICODRAG) - is under the authority of the Italian Naval Fleet Command (CINCNAV)». The Italian Navy employs NRV Alliance in synergy with NATO, mainly during assigned deployment periods to conduct the High North Campaign, led by the Italian Navy Hydrographic Institute.
https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/forze-navali/Pagine/Alliance.aspx (06/07/2021).
(f) Green Diesel: “The use of biofuels – namely those produced from vegetable oils – allows significant reduction in carbon dioxide emissions, by as much as 52% compared to fossil fuels, thanks to the good CO2 uptake rate in the life-cycle of oleaginous plants”,https://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/per-ambiente/flotta-verde/Pagine/I_Combustibili_alternativi.aspx (06/07/2021).
(g) U212A Class:“The U-212A Programme satisfies the Italian Navy’s need to have a new class of submarines meeting present-day operational requirements. These
medium-sized submarines feature innovative technologies enabling outstanding performances, particularly in terms of submerged endurance, signature, electro-acoustic and weapon launching systems”,
https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/mezzi/forze-subacquee/Pagine/ClasseTodaro.aspx.