14 settembre 2007 09.51

Si è svolta venerdi 14 settembre, sull’Isola di Saseno, sede del Comando del 28° Gruppo Navale, la cerimonia del decimo anniversario dalla sua costituzione e della Delegazione Italiana Esperti in Albania. La cerimonia, presieduta dall’Ammiraglio di Divisione Rinaldo Veri, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Marina, si è svolta in memoria di due colleghi, il Capitano di Corvetta del Gruppo Operativo Subacquei Lorenzo Lazzareschi, Medaglia d’Oro al Valor di Marina, e del Sergente del Reggimento San Marco Daniele De Amicis, caduti prematuramente in servizio proprio durante il loro servizio a Saseno. In occasione della cerimonia sono state poste due lapidi commemorative intitolate ai due colleghi caduti nel piazzale comando della sede del CGN 28 sull’isola.

La partecipazione dei famigliari dei due colleghi, i genitori di Lazzareschi, la moglie e la sorella di De Amicis, hanno contribuito a generare un clima di commozione e partecipazione, evidenziato nella cerimonia, tipicamente navale, che si è svolta a bordo della nave anfibia San Marco, con il lancio della corona a mare in onore dei caduti, durante la navigazione di trasferimento da Saseno a Durazzo.

Insieme all’Ammiraglio Veri erano presenti alle due cerimonie autorità civili e militari italiane e albanesi, tra cui il Console generale d’Italia a Valona Dottor Lorenzo Tomassoni, il Generale di Brigata Aldo Piccotti Capo Delegazione Esperti, il Capitano di Fregata Vittorio Russo Comandante del CGN 28, il Vice Capo di Stato Maggiore Generale della Difesa albanese Brigadier Generale Agim Lala e il Comandante della Brigata Navale di Durazzo Capitano di Vascello Kristaq Gerveni.

Nel corso del suo intervento l’Ammiraglio Veri ha sottolineato come l’attività svolta dagli uomini del CGN 28 abbia rappresentato allora e continua ad essere ancora oggi un contributo concreto della Marina Militare nell’ambito della cooperazione bilaterale italo-albanese. Nel ricordare i due colleghi scomparsi, al termine del suo discorso, l’ammiraglio ha infine aggiunto “…i successi, merito di un sinergico lavoro di squadra tra Iitalia e Albania, sono il frutto di comportamenti umani ispirati ai più nobili ideali di sacrificio, abnegazione e senso del dovere nell’adempimento della propria missione, in un ambiente che non ha risparmiato difficoltà ed eventi fatali…”