25 aprile 2009 09.37

Il 25 aprile ricorrono gli 80 anni della morte di Egidio Bullesi, nato a Pola il 24 agosto 1905. Il suo legame con il mare inizia già a 13 anni, quando comincia a lavorare nei cantieri navali. In seguito all'incontro con alcuni frati francescani, il 4 ottobre 1920 entra nel Terz'Ordine Francescano.

Nel 1925 lascia la città natale per prestare servizio militare sulla nave da battaglia Dante Alighieri. Terminato il servizio di leva, nel 1927 trova lavoro come disegnatore tecnico nei cantieri navali di Monfalcone. Alla fine del 1927 si ammala di tubercolosi accettando la malattia con serenità, comunicando gioia e bellezza anche nella sofferenza. Morì la mattina del 25 aprile 1929.

E' sepolto nell'isola di Barbana, vicino a Grado. Nel santuraio, ai piedi della statua che lo ricorda è riportato un verso tratto dal suo diario e ispirato da una frase di Santa Teresa di Lisieux: "Viver d’amore è navigare, ognora gioia spargendo e riso attorno a me".

Il processo di beatificazione di Egidio Bullesi è stato avviato nel 1974 a Trieste. La causa è stata quindi inviata nel 1977 a Roma, dove nel 1997 Giovanni Paolo II ha dichiarato Egidio ufficialmente "venerabile". Nel 2000 il vescovo di Trieste ha trasmesso alla Congregazione per le cause dei santi i risultati del processo informativo sul presunto miracolo avvenuto nel 1929 sulla motonave "Vulcania”.