Passaggio di Consegne
del Capo di Stato Maggiore della Marina
Roma, 28 Gennaio 2013
Signor Ministro, Onorevoli Rappresentanti del Parlamento, Autorità di Governo, Signor Capo di S.M. della Difesa, Autorità civili, religiose e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, Signore e Signori, cari amici, grazie per la partecipazione così nutrita e qualificata e per la sensibilità che la loro presenza dimostra verso la Marina; al Ministro Parisi che con la Sua presenza ci da il senso della continuità istituzionale.
Rendo omaggio alla Bandiera delle Forze Navali, la Bandiera della Marina, sintesi di oltre 150 anni di onorata navigazione.
L’ho portata da Aspirante Guardiamarina un 2 giugno qui a Roma e poi a Milano da Sottotenente di Vascello, sotto una pioggia battente, per il 30ennale della Liberazione, l’ho scortata da Capitano di Corvetta a Trieste, nel 1985, alla consegna di Nave Garibaldi alla M.M., l’ho custodita per tre anni, nel mio ufficio e a bordo della Nave Ammiraglia, da Comandante della Squadra Navale, è parte integrante e ispiratrice del mio percorso umano e professionale.
Con essa rendo omaggio ai nostri oltre 40.000 caduti e a tutti coloro che, in pace e in guerra, hanno servito e continuano a servire con immutata dedizione.
La lunga linea blu di militari e civili che da sempre opera in silenzio, nel rispetto delle istituzioni, con onestà, umiltà, coraggio e concretezza.
Non atti eroici, ma l’eroismo del dovere compiuto ogni giorno, con sacrificio, passione e senso di responsabilità.
Un saluto deferente e riconoscente al Capo dello Stato, nostra alta guida e costante riferimento etico, per avermi concesso lo straordinario privilegio di comandare la Forza Armata cui ho dedicato la mia vita.
Un mandato breve, il mio, iniziato ai primi di marzo dello scorso anno e segnato, anzi travagliato, dalla vicenda dei nostri Sottufficiali in India, tuttora aperta seppure con prospettive più favorevoli rispetto ad un anno fa.
Ringrazio perciò il Governo, per la gestione attenta e intelligente di questa complessa e delicata problematica e per il sostegno di tutte le autorità a Massimiliano e Salvatore, alle loro famiglie e a tutti noi marinai.
Un anno, quello trascorso, particolarmente intenso nel quale la Marina ha operato con la consueta disciplina ed efficacia, in Afghanistan, in Libia, in Libano, in Oceano Indiano, in Mar Rosso, in Mediterraneo, ha continuato, unitamente alla Guardia Costiera, ad assolvere il proprio fondamentale ruolo di tutela della legalità, della libertà e sicurezza dei traffici marittimi e ha fornito un qualificato contributo nella triste vicenda della M/N Costa Concordia, così come in tutte le altre grandi e piccole emergenze sul territorio nazionale.
Un anno nel quale abbiamo ricercato ogni possibile soluzione alla difficile equazione di assicurare un adeguato addestramento ai nostri equipaggi in un quadro di pervicace riduzione delle risorse dedicate.
Addestramento significa sicurezza per il personale, ma anche flessibilità e tempestività di intervento, due qualità peculiari delle forze marittime, “early entry force” per eccellenza: in Afghanistan poco dopo l’11 settembre 2001, in IRAQ nel 2003, in Libano nel 2006, in Libia nel 2011.
Un anno nel quale abbiamo avviato un importante piano di dismissione delle unità navali più anziane, benché ancora efficienti, per destinare le insufficienti risorse manutentive a quelle più moderne.
Un provvedimento doloroso ma indispensabile per avviare concretamente e da subito quella riqualificazione del bilancio a favore dell’operatività che è il primo e più importante obiettivo della “Legge per la revisione dello strumento militare” recentemente approvata dal Parlamento.
Un anno infine nel quale abbiamo disegnato il futuro della Forza Armata in primo luogo assicurando una stabilità negli incarichi di vertice per i prossimi 3/4 anni e portando a termine una revisione critica della nostra organizzazione, che si traduce in un ulteriore alto di qualità, culturale e strutturale.
Si tratta di un’imperdibile opportunità di crescita qualitativa, che prende le mosse da questa legge e che interesserà nei prossimi due o tre anni tutte le componenti della Marina, ma più ampiamente quella logistica e formativa, consegnando alla nazione uno strumento più snello, ma più moderno e sostenibile, qualitativamente capace e flessibile, per rispondere alle sfide del futuro, alla crescente incertezza dei futuri scenari operativi e alla complessità del contesto con cui dobbiamo interagire.
Una componente operativa che poggerà su un’organizzazione di comando, logistica e formativa più unitaria, diretta nelle sue linee decisionali e di responsabilità, più reattiva e tempestiva nelle risposte, con un complessivo miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente di lavoro del personale.
A questo proposito non posso sottacere l’esigenza di dare effettività, quanto prima all’emergenziale processo di turn-over delle maestranze più qualificate dei nostri Arsenali, una componente fondamentale e insostituibile per assicurare l’operatività della Flotta.
Oggi lascio il timone della Marina, la grande e generosa famiglia di cui ho fatto parte fin da adolescente, consapevole di aver ricevuto, in ogni incarico, molto più di quanto io stesso non abbia saputo dare.
Cercherò di servire, con lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione, una famiglia ancora più grande, quella di tutte le Forze Armate e della Difesa.
Il fatto che il nuovo CSMM provenga dal Comando della Squadra Navale e che il CSMD da un CSM di Forza Armata, mi sembra un segnale di attenzione verso le FF.AA., vera anima e “core business” della Difesa, che auspico si confermi anche in futuro.
Lo dico oggi, da CSM della Marina, senza nulla togliere allo straordinario valore dei miei predecessori alla guida dello SMD, primi fra tutti il Generale Abrate, onesto, attento e sensibile interprete delle esigenze di tutte le componenti dello strumento militare, e l’attuale Ministro Di Paola, che è stato per me un formidabile maestro.
Sotto la sua guida sicura e illuminata, ispirata al più genuino spirito interforze, ho avuto l’onore di vivere un’esperienza unica ed entusiasmante, ricavandone insegnamenti preziosi che non mancherò di valorizzare.
Sono assolutamente sereno, perché chi mi sostituisce è un timoniere esperto e appassionato.
L’Ammiraglio De Giorgi è un geniale e determinato realizzatore, un Capo autorevole e carismatico, che ha dimostrato il suo assoluto valore in tutti gli incarichi ricoperti, anche in ambito interforze.
E’ colui che ha dato un contributo determinante alla straordinaria crescita delle Forze Aeree della Marina, un modello organizzativo vincente, di riferimento per tutte le componenti specialistiche della Forza Armata.
E’ colui che ha condotto con mano esperta le Forze di Altura, comandando con straordinaria efficacia la forza di intervento iniziale in Libano nel 2006; che è stato al mio fianco, con lealtà e totale dedizione, nei miei tre anni di comando della Squadra Navale, ideando e realizzando soluzioni organizzative, gestionali e addestrative di grande pregio e che ne ha poi assunto il comando, continuando a riscuotere successi e apprezzamento tanto in campo interforze che internazionale.
Sono certo, perché ne condivide pienamente i contenuti, che abbiamo peraltro tracciato insieme in questi anni, che saprà portare a compimento questa nostra scommessa sul futuro, per il bene supremo della Marina, delle Forze Armate e della Nazione.
Caro Giuseppe, non mi resta che ringraziarti per il tuo apporto di idee sempre puntuale e costruttivo, così come per la capacità con cui la Flotta ha assolto con grande successo tutti i suoi impegni in questi mesi.
Che vento e mare Ti siano favorevoli in questo impegnativo mandato, ma se incontrerai burrasca sono certo che saprai scegliere la rotta giusta per uscirne al meglio e con un pieno sostegno da parte mia, come sempre.
Nel tracciare questo mio intervento avevo iniziato una nostalgica catena di ringraziamenti come se dovessi lasciare la Forza Armata, forse lo farò al termine del mio servizio attivo, ma oggi non sento di lasciare nulla, oggi il mio è solo un arrivederci a presto con l’augurio di buon lavoro.
Sento però prepotente il desiderio di dire grazie al mio Staff, ai Comandanti direttamente dipendenti, ai vertici della Marina, per il loro prezioso e qualificato sostegno.
Soprattutto per aver condiviso da subito il mio sforzo innovativo e per averne prodotto, in brevissimo tempo, uno molto più grande e costruttivo, per tradurlo in pratica.
Mi attendevo una difesa dello status quo che non c’è mai stata, fin dalle prime battute.
Ne sono altamente onorato, commosso e riconoscente.
Grazie infine a tutti voi, Ammiragli, Comandanti, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Marinai, Dirigenti e maestranze civili, personale delle Capitanerie di Porto, che con il vostro onesto, disciplinato, appassionato e qualificato lavoro, a bordo e a terra, rendete onore ogni giorno alla Marina e all’Italia.
VIVA LA MARINA, VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA L’ITALIA!